Il Tribunale di sorveglianza ha negato l'affidamento in prova al servizio sociale a un detenuto, nonostante la sua regolare condotta in carcere. La decisione si fonda sulla pericolosità sociale del soggetto, evidenziata da precedenti penali per furto, ricettazione ed evasione, nonché dalla violazione di una precedente misura alternativa nel 2018, quando si era allontanato arbitrariamente da una comunità rimanendo latitante per mesi. Il detenuto ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che i reati fossero datati e giustificando l'allontanamento con motivi familiari. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la buona condotta carceraria non basta se vi sono elementi concreti di recidiva e pendenze penali. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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