I familiari di un militare, riconosciuto come una delle vittime del dovere, hanno richiesto l'accesso ai benefici assistenziali riservati ai superstiti. Il Ministero della Difesa ha contestato la richiesta, rilevando che i figli erano maggiorenni e non a carico fiscale al momento del decesso. La Corte d'Appello ha negato i benefici e la Cassazione ha confermato tale decisione. La Suprema Corte ha chiarito che l'estensione delle tutele prevista per le vittime del terrorismo non modifica la platea dei beneficiari per le vittime del dovere. Pertanto, i figli non a carico non hanno diritto all'assegno vitalizio se il coniuge superstite è ancora in vita. Il ricorso dei familiari è stato rigettato con condanna alle spese.
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