Una società estera ha citato in giudizio una società italiana per l'inadempimento di un contratto di vendita di macchinari. Il Tribunale ha nominato un consulente tecnico d'ufficio, inviandolo direttamente all'estero per esaminare i macchinari, senza seguire le procedure internazionali. Dopo il rigetto delle sue domande nei primi due gradi di giudizio, la società estera ha fatto ricorso in Cassazione. Ha contestato la validità della perizia per violazione delle norme sull'assunzione delle prove all'estero. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'eccezionale importanza della questione, ha deciso di non decidere subito. Con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso la causa alla pubblica udienza per stabilire se il giudice italiano debba obbligatoriamente applicare la Convenzione dell'Aja del 1970 per le perizie svolte fuori dai confini nazionali.
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