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Carattere Recettizio

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una caratteristica di alcuni atti giuridici. Significa che l'atto produce i suoi effetti solo dal momento in cui la persona a cui è destinato ne viene a conoscenza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Perfezionamento del contratto: firma tardiva e servitù nulla
L'Azienda di Distribuzione Gas ha citato in giudizio la Società Costruttrice per aver violato le distanze di sicurezza da un metanodotto, basandosi su un vecchio accordo di servitù. I Venditori del terreno hanno eccepito la nullità dell'accordo, poiché l'accettazione scritta dell'Azienda era avvenuta dopo la morte del Proprietario Originario che aveva firmato la proposta. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo l'accordo e ha escluso l'usucapione della servitù per mancanza di opere visibili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che il perfezionamento del contratto non si è verificato. Infatti, la morte del proponente prima della conoscenza dell'accettazione fa perdere efficacia alla proposta nei contratti che richiedono la forma scritta obbligatoria. Inoltre, l'usucapione è esclusa se le tubature sono interrate e la segnaletica è coperta da sterpaglie.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: chi paga le spese legali?
Un'azienda sanitaria locale ha proposto ricorso contro la decisione che la condannava a pagare differenze retributive a un lavoratore. Successivamente, l'azienda ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione a causa di precedenti decisioni sfavorevoli. Il lavoratore non ha accettato formalmente la rinuncia, chiedendo la condanna alle spese. La Corte di Cassazione ha chiarito che la rinuncia al ricorso per cassazione non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace e dichiarare l'estinzione del giudizio. Tuttavia, l'accettazione rileva per la ripartizione delle spese legali. In assenza di accordo, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese al 50% e condannando l'azienda al pagamento della restante metà a favore del lavoratore.
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Benefici ex dipendenti: sconto in bolletta perso e causa chiusa
Un gruppo di pensionati ha fatto causa alla loro ex Azienda energetica per mantenere uno sconto sulla fornitura di energia elettrica. L'Azienda aveva revocato questi benefici ex dipendenti. Dopo aver perso nei primi gradi di giudizio, i pensionati hanno presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, però, hanno rinunciato al ricorso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la decisione precedente sfavorevole ai pensionati e condannandoli al pagamento delle spese legali. La vicenda chiarisce le conseguenze della rinuncia in sede di legittimità.
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Condotta antisindacale per cene aziendali? Il sindacato rinuncia
Un sindacato accusa un'azienda di condotta antisindacale per aver organizzato incontri conviviali con altre sigle sindacali, escludendolo. I giudici di primo e secondo grado respingono la richiesta, non ravvisando alcuna illegalità. Il sindacato ricorre in Cassazione, ma prima della decisione finale, rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, dichiara estinto il giudizio. Di conseguenza, la sentenza d'appello che dava ragione all'azienda diventa definitiva, chiudendo la vicenda a favore di quest'ultima.
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Contestazione disciplinare: nullo il licenziamento
La Corte di Cassazione ha sancito la nullità di un licenziamento nel pubblico impiego poiché la contestazione disciplinare iniziale non era mai pervenuta al dipendente a causa di un errore nell'indirizzo di spedizione. Secondo i giudici, la conoscenza degli addebiti tramite atti successivi non sana il vizio, poiché il diritto di difesa deve essere garantito sin dall'inizio del procedimento.
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Rinuncia al ricorso: niente spese senza difesa
Una società, dopo aver rinunciato a un'istanza in Cassazione, si vede esentata dal pagamento delle spese legali. La Corte Suprema ha chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso, se la controparte non ha svolto attività difensiva, non ha diritto al rimborso delle spese. La decisione sottolinea il principio per cui le spese seguono l'effettiva attività processuale.
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Interruzione prescrizione: mediazione senza prova non vale
Un cittadino ha citato in giudizio un istituto di credito per danni derivanti da una segnalazione illegittima. La banca ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che per ottenere l'interruzione prescrizione non è sufficiente depositare una domanda di mediazione. È necessario dimostrare che l'atto sia stato comunicato alla controparte e che il suo contenuto sia specifico e riconducibile alla pretesa fatta valere in giudizio, onere probatorio che nel caso di specie non è stato assolto.
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