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Canone Pubblicitario

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Canone pubblicitario: la Cassazione chiarisce su IVA
Una società di pubblicità ha contestato degli avvisi di pagamento per un canone pubblicitario emessi da un Comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi chiave: il canone per la locazione di impianti comunali è un'attività commerciale soggetta a IVA; il suo importo si calcola sulla superficie espositiva e non sul suolo occupato. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni procedurali della società relative alla prescrizione e all'omesso esame di prove.
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Canone pubblicitario: la Cassazione fa chiarezza
Una società pubblicitaria contesta il canone pubblicitario richiesto da un Ente Locale per l'uso di impianti comunali. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo la distinzione tra canone di locazione di impianti pubblici e canone di concessione di suolo pubblico, confermando l'assoggettabilità ad IVA e i criteri di calcolo differenziati.
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Canone pubblicitario: la prova della presenza dei cartelli
Una società di pubblicità si opponeva a un avviso di accertamento per il canone pubblicitario, sostenendo di aver rimosso i cartelli. La Commissione Tributaria Regionale le dava ragione. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato tale sentenza perché il giudice non aveva considerato una prova cruciale (una diffida di rimozione inviata dal Comune) che poteva dimostrare l'effettiva esistenza degli impianti nell'anno d'imposta. Il caso è stato quindi rinviato per una nuova valutazione.
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Canone pubblicitario: la prova della presenza dei cartelli
Una società contesta il pagamento del canone pubblicitario, sostenendo di aver rimosso i cartelli. La Corte di Cassazione interviene, cassando la decisione del giudice di merito per omessa valutazione di una prova cruciale: una diffida inviata dal Comune che attestava la presenza degli impianti. Il caso viene rinviato per un nuovo esame che tenga conto di tale elemento probatorio.
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Canone pubblicitario: la prova della diffida è decisiva
Una società di pubblicità ha contestato un avviso di accertamento per il canone pubblicitario, sostenendo di aver rimosso gli impianti. La Commissione Tributaria Regionale le ha dato ragione. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha annullato la sentenza perché i giudici d'appello non hanno considerato una prova decisiva presentata dal Comune: una diffida formale che intimava la rimozione degli impianti, la cui esistenza era quindi ancora attestata. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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