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Canone Di Depurazione

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È la quota della bolletta dell'acqua che gli utenti pagano come corrispettivo per il servizio di purificazione delle acque reflue prima che vengano reimmesse nell'ambiente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Canone di depurazione acque: Comune condannato a pagare milioni
Una società di gestione ha chiesto al Comune il pagamento delle tariffe per il servizio di depurazione e raccolta delle acque reflue. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno condannato l'amministrazione comunale al pagamento di oltre cinque milioni di euro. Il Comune ha proposto ricorso in Cassazione contestando il calcolo delle tariffe e la prescrizione del credito. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno confermato che il canone di depurazione acque si calcola sul volume dell'acqua fornita e che le contestazioni sui pagamenti e sulla prescrizione erano infondate o non correttamente formulate. Il Comune perde definitivamente la causa.
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Canone di depurazione: bolletta pagata ma servizio assente
Un utente ha contestato l'addebito in bolletta del canone di depurazione, autoriducendo il pagamento delle fatture idriche poiché la sua zona residenziale non era servita da alcun impianto di depurazione attivo. Il Comune e il gestore idrico hanno preteso il pagamento, ma i giudici di merito hanno dato ragione all'utente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, confermando che il canone di depurazione non è dovuto se il servizio non è effettivamente fruibile dall'utente, qualificando il pagamento come indebito. La Corte ha inoltre chiarito che semplici dichiarazioni d'intenti per la futura realizzazione di impianti non giustificano l'addebito dei relativi costi di progettazione in tariffa. Vince l'utente, che ha diritto a non pagare e alla restituzione delle somme versate.
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Canone di depurazione: l’hotel paga anche con impianto privato
Una società alberghiera si è opposta all'ordinanza di pagamento del Comune per il canone di depurazione delle acque reflue. La società sosteneva che il servizio non fosse effettivamente reso e di aver provveduto in proprio alla depurazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il canone di depurazione previsto dalla legge speciale per la laguna di Venezia non è un semplice corrispettivo contrattuale, ma una forma di compartecipazione alle spese per la salvaguardia dell'ecosistema lagunare. Di conseguenza, la tassa è dovuta indipendentemente dalla presenza di un impianto privato. Il Comune vince la causa e la società deve pagare le spese legali.
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Restituzione Canone Depurazione: Diritto Certo, Causa Persa
Un utente ha pagato per anni il canone di depurazione pur non ricevendo il servizio, poiché l'impianto era inesistente nel suo comune. Forte di una sentenza della Corte Costituzionale, ha chiesto il rimborso. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha dichiarato il suo ricorso inammissibile per vizi procedurali. La sentenza sottolinea come, nonostante il diritto alla restituzione del canone depurazione sia un principio consolidato, gli errori formali nel processo possano compromettere l'esito di una causa. L'utente ha quindi perso il ricorso finale ed è stato condannato a pagare le spese legali.
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Canone depurazione non dovuto per impianto inefficiente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29488/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul canone depurazione. Anche se un impianto di depurazione è esistente e operativo, il canone non è dovuto se il servizio è inefficiente e non garantisce una depurazione adeguata. La Corte ha chiarito che il concetto di 'temporanea inattività', che dà diritto al rimborso, include anche il grave malfunzionamento. Inoltre, ha ribadito che l'onere di provare il corretto funzionamento dell'impianto spetta al gestore del servizio idrico, non all'utente che chiede la restituzione di quanto pagato.
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Canone di depurazione non dovuto: la Cassazione decide
Un utente ha citato in giudizio la società fornitrice del servizio idrico per aver pagato per dieci anni il canone di depurazione senza che il servizio fosse effettivamente erogato. Dopo aver perso in primo e secondo grado, la società ha presentato ricorso in Cassazione, ma lo ha successivamente ritirato. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio, condannando tuttavia la società ricorrente al pagamento delle spese legali, poiché la controparte non aveva formalmente accettato la rinuncia al ricorso.
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Canone di depurazione: chi rimborsa se manca il servizio?
Un condominio ha richiesto il rimborso del canone di depurazione per un servizio mai erogato. Dopo una disputa legale su quale società fosse tenuta alla restituzione a seguito di una cessione di ramo d'azienda, la società ricorrente ha rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte, nel dichiarare l'estinzione del giudizio, ha fatto riferimento a recenti sentenze che individuano nel gestore subentrato nel contratto il soggetto tenuto al rimborso.
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Canone di depurazione: quando spetta il rimborso?
Un utente ha richiesto il rimborso del canone di depurazione per un servizio non fornito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3468/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sebbene la Corte ribadisca che l'onere di provare il funzionamento dell'impianto spetta al gestore, ha ritenuto che la decisione del giudice di merito, basata sulla documentazione attestante la progettazione dell'impianto, non fosse censurabile in sede di legittimità per i motivi addotti dal ricorrente.
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Canone di depurazione: chi rimborsa se non funziona?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il canone di depurazione non è dovuto se il servizio è inefficiente, anche solo parzialmente. La sentenza chiarisce che la società di gestione del servizio idrico, in quanto controparte contrattuale, è tenuta al rimborso diretto verso gli utenti. Questa potrà poi agire in regresso contro l'ente proprietario dell'impianto. La Corte ha inoltre confermato che l'onere di provare il corretto funzionamento del servizio spetta al gestore e che il termine di prescrizione per la richiesta di rimborso è di dieci anni.
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Canone di depurazione: rimborso e rivalsa del gestore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20014/2025, ha stabilito principi chiave in materia di canone di depurazione. Se il servizio di depurazione delle acque non viene erogato, gli utenti hanno diritto al rimborso di quanto pagato. Il gestore del servizio idrico, pur essendo tenuto alla restituzione in quanto parte contrattuale, può agire in rivalsa contro i soggetti responsabili del malfunzionamento dell'impianto, come la Regione proprietaria. La Corte ha chiarito che la mancata erogazione del servizio costituisce un inadempimento contrattuale, legittimando l'azione di regresso del gestore contro i corresponsabili.
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