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Cancellazione Della Società Dal Registro Delle Imprese

11 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cancellazione della società dal registro delle imprese e crediti
Una società debitrice ha contestato due decreti ingiuntivi emessi a favore di una società creditrice, poi estinta. La debitrice sosteneva che la cancellazione della società dal registro delle imprese e la mancata presentazione dei bilanci implicassero la rinuncia tacita al credito. Inoltre, chiedeva di compensare le somme versate direttamente ai lavoratori della creditrice a seguito di un pignoramento per crediti pregressi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della debitrice. L'estinzione della creditrice non comporta alcuna remissione automatica del debito, trasferendo invece i crediti ai soci. Inoltre, il pagamento per pignoramenti riferiti a mensilità precedenti non estingue i debiti maturati per prestazioni successive.
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Cancellazione della società dal registro delle imprese: soci senza crediti
Una società a responsabilità limitata utilizzava un immobile industriale per la propria attività commerciale. A seguito del cambio di proprietà e dell'occupazione del complesso, la società lamentava la sparizione di merci e scorte. Successivamente, l'ente societario veniva dichiarato fallito e infine cancellato. Il socio superstite riassumeva la causa per ottenere il risarcimento del valore dei beni. La Corte d'Appello respingeva la richiesta per difetto di titolarità attiva del socio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile: la cancellazione della società dal registro delle imprese avvenuta senza una previa fase di liquidazione impedisce il trasferimento del presunto credito risarcitorio in capo ai singoli soci.
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Cancellazione della società dal registro delle imprese: ko
Una società fornitrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro una società cooperativa per il pagamento di servizi di vitto e alloggio. La Corte d'Appello ha revocato il decreto per la presenza di una clausola arbitrale. La società fornitrice ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, la società cooperativa ha dimostrato che la ricorrente era stata cancellata dal registro delle imprese prima della presentazione del ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La cancellazione della società dal registro delle imprese ne determina l'estinzione immediata. Di conseguenza, l'ex rappresentante legale non ha più il potere di conferire una procura speciale per il giudizio di legittimità, rendendo nullo il ricorso per carenza di capacità processuale.
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Cancellazione della società dal registro delle imprese e processo
Una società committente ha appaltato la ristrutturazione del proprio locale a un'impresa, lamentando poi gravi vizi nei lavori. Nel corso della battaglia legale, l'impresa appaltatrice è stata cancellata dal registro delle imprese. Nonostante la cancellazione, è stato proposto appello. La società committente ha quindi fatto ricorso in Cassazione, eccependo la perdita di capacità processuale dell'impresa a causa della avvenuta cancellazione della società dal registro delle imprese. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione e ha ordinato l'acquisizione dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio per verificare la validità dei mandati difensivi prima di potersi pronunciare definitivamente.
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Cancellazione della società dal registro delle imprese e soci
Una società di persone, dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese, ha impugnato insieme ai suoi ex soci un lodo arbitrale favorevole a un'azienda creditrice. La Corte di Cassazione ha confermato che la cancellazione determina l'estinzione immediata dell'ente, facendogli perdere la capacità di stare in giudizio. Di conseguenza, il ricorso presentato a nome della società estinta è inammissibile e l'avvocato che ha firmato il mandato risponde personalmente delle spese processuali. Inoltre, i singoli soci non possono far valere in giudizio i crediti incerti o non liquidati della società cancellata, poiché la chiusura della liquidazione senza l'esazione di tali somme equivale a una rinuncia tacita. La Suprema Corte ha quindi respinto il ricorso dei soci e dichiarato inammissibile quello della società, condannando i ricorrenti e il loro difensore al pagamento delle spese.
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Cancellazione della società dal registro delle imprese: fisco ko
L'Agenzia delle Entrate ha notificato tre avvisi di accertamento per imposte non pagate al liquidatore di una società a responsabilità limitata. Tuttavia, la notifica è avvenuta oltre due anni dopo la formale cancellazione della società dal registro delle imprese. Il liquidatore ha impugnato gli atti sia in proprio sia come rappresentante dell'ente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la cancellazione della società dal registro delle imprese ne determina l'immediata estinzione. Di conseguenza, la società perde la capacità di stare in giudizio e il liquidatore non ha più il potere di rappresentarla. Non essendo il liquidatore nemmeno socio, egli è del tutto privo di legittimazione. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio le sentenze precedenti, dichiarando il processo originario del tutto nullo.
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Cancellazione della società dal registro delle imprese: crediti salvi
Una società di costruzioni chiede alla Committente il pagamento del saldo dei lavori. La Committente contesta la presenza di vizi. Il Tribunale accoglie la domanda dell'Appaltatrice, ma la Corte d'Appello ribalta la decisione ritenendo che la società si fosse estinta prima del pagamento e che i crediti non iscritti nel bilancio finale fossero rinunciati. La Corte fissa l'estinzione al 2011. I Soci ricorrono in Cassazione dimostrando che la reale cancellazione della società dal registro delle imprese è avvenuta solo nel 2015, mentre la data del 2011 si riferiva solo alla cancellazione dall'albo degli artigiani. La Cassazione accoglie il ricorso dei Soci, chiarendo che l'errata individuazione della data ha compromesso la valutazione sulla presunta rinuncia al credito, e rinvia la causa alla Corte d'Appello.
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Cancellazione della società dal registro delle imprese: debiti
Due ex soci di una società estinta avviano un pignoramento contro una banca per recuperare un credito accertato in giudizio. La banca si oppone all'esecuzione, sostenendo che la cancellazione della società dal registro delle imprese avesse estinto il credito e che vi fosse un errore sull'identità del debitore indicato nel titolo. La Corte d'Appello respinge l'opposizione ritenendo la questione della successione già coperta da precedente giudicato. La Cassazione, tuttavia, accoglie parzialmente il ricorso della banca: sebbene la cancellazione della società dal registro delle imprese non estingua il credito (che si trasferisce ai soci), il giudice d'appello ha omesso di esaminare l'eccezione sull'esatta identificazione del soggetto debitore. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Cancellazione della società dal registro delle imprese: no danni
Un socio e una società socia hanno avviato un'azione di responsabilità contro gli amministratori di una s.r.l., lamentando danni derivanti da finanziamenti e fideiussioni prestate. I giudici di merito hanno dichiarato inammissibile la richiesta poiché la s.r.l. era già stata cancellata dal registro delle imprese. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. La Corte ha chiarito che la cancellazione della società dal registro delle imprese determina l'estinzione immediata del soggetto giuridico. Di conseguenza, la società perde la capacità di stare in giudizio, rendendo impossibile promuovere l'azione sociale di responsabilità. Eventuali vizi nella procedura di liquidazione non bloccano l'estinzione, a meno che non si provi che l'attività sia continuata concretamente anche dopo la cancellazione formale.
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Cancellazione società: il credito non si estingue, passa ai soci
Una società aveva citato in giudizio una banca per la restituzione di somme indebitamente pagate. Durante la causa, la società veniva messa in liquidazione e poi cancellata. La banca sosteneva che tale atto implicasse una rinuncia al credito. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la cancellazione della società dal registro delle imprese non comporta una presunzione di rinuncia ai crediti pendenti. Al contrario, questi diritti si trasferiscono automaticamente ai soci, i quali possono proseguire l'azione legale. La banca, non avendo fornito prove di una volontà esplicita di rinuncia, ha perso la causa e ha dovuto pagare quanto dovuto ai soci della società estinta.
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Cancellazione società e debiti: i soci rispondono al fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la decisione che annullava un avviso di accertamento notificato ai soci dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese. La Cassazione ha stabilito che l'estinzione dell'ente non cancella i debiti fiscali pendenti. Si verifica infatti un fenomeno successorio in forza del quale i soci subentrano nelle obbligazioni tributarie della società. La notifica dell'atto impositivo direttamente ai soci è valida anche se effettuata dopo la cessazione formale dell'attività societaria. I soci rispondono dei debiti nei limiti di quanto riscosso in sede di liquidazione o illimitatamente, a seconda del regime giuridico della società originaria. La decisione conferma che la continuità dei rapporti obbligatori prevale sull'estinzione formale del soggetto giuridico.
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