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Calunnia — Anno 2026

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85 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Calunnia

Provvedimenti

Sospensione condizionale della pena e precedenti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per calunnia a carico di un soggetto, dichiarando inammissibile il ricorso volto a ottenere la sospensione condizionale della pena e le attenuanti generiche. I giudici hanno stabilito che i numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio costituiscono un ostacolo legittimo alla concessione di benefici di legge. Inoltre, la Corte ha negato la liquidazione delle spese alle parti civili, poiché l'attività difensiva svolta non è stata ritenuta sufficientemente incisiva nel contrastare la pretesa avversaria in sede di legittimità.
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Calunnia: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una condanna per il reato di calunnia. Il ricorrente aveva contestato la valutazione delle prove e l'applicazione della recidiva. La Suprema Corte ha stabilito che le doglianze relative alla ricostruzione dei fatti non sono ammissibili in sede di legittimità e che la motivazione della Corte d'Appello sulla pericolosità sociale del soggetto era logica e coerente, giustificando pienamente l'aggravante della recidiva.
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Calunnia: falsa denuncia smarrimento assegno.
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di calunnia a carico di una donna che aveva denunciato falsamente lo smarrimento di un assegno. Il titolo di credito era stato in realtà consegnato regolarmente in pagamento dal fratello dell'imputata, con la piena consapevolezza di quest'ultima. La Suprema Corte ha ribadito che la falsa denuncia di smarrimento integra la calunnia in quanto prospetta il reato di ricettazione, perseguibile d'ufficio, rendendo irrilevante la verifica della compatibilità con il furto. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la pena e negando le attenuanti generiche.
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Truffa e calunnia: la conferma della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la condanna per i reati di truffa e calunnia. Il caso riguardava la simulazione dell'acquisto di un cane di razza all'estero, finalizzata a sottrarre denaro alla vittima, seguita da una falsa denuncia di usura per coprire il raggiro. La Suprema Corte ha confermato che il termine per la querela decorre dalla conoscenza certa dell'inganno e che la sospensione della prescrizione prevista dalla normativa vigente impedisce l'estinzione del reato. I motivi di ricorso sono stati ritenuti generici e volti a una rilettura dei fatti non consentita in sede di legittimità.
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Finto manager, vera truffa: la capacità del giudice onorario
Un uomo viene condannato per truffa e calunnia. L'imputato presenta ricorso in Cassazione sostenendo la nullità della sentenza. Il processo di primo grado era stato infatti celebrato da un magistrato non professionale. La legge, però, non consente a questa figura di giudicare il reato di calunnia. La Corte di Cassazione si trova di fronte a un dilemma: questa violazione delle regole sulla competenza invalida l'intero processo? A causa di un forte contrasto tra le sentenze precedenti su questo punto, la Corte non decide. Sospende il giudizio e rimette la questione alle Sezioni Unite. Sarà il massimo organo della Cassazione a stabilire il principio di diritto sulla capacità del giudice onorario.
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Calunnia: guida alle sanzioni sostitutive
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per il reato di Calunnia per aver falsamente accusato un magistrato di abuso d'ufficio. La difesa sosteneva che l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio dovesse far cadere anche l'accusa di calunnia, ma la Corte ha rigettato tale tesi, confermando che il disvalore del fatto rimane cristallizzato al momento della falsa incolpazione. Tuttavia, la sentenza è stata annullata con rinvio limitatamente alla scelta della pena sostitutiva. I giudici di merito avevano infatti applicato la detenzione domiciliare invece del lavoro di pubblica utilità richiesto, senza fornire una motivazione adeguata sulla proporzionalità della misura e sulle reali esigenze di reinserimento sociale del condannato.
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Calunnia: quando scatta il reato di falsa accusa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di detenzione di stupefacenti e calunnia a carico di un uomo che aveva simulato il possesso di droga della ex moglie. L'imputato aveva effettuato segnalazioni anonime alle autorità per far rinvenire marijuana nell'abitazione della donna. La Suprema Corte ha ribadito che la calunnia si configura anche se il soggetto incolpato non è nominato espressamente, purché sia determinabile. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la genericità delle doglianze e la correttezza della motivazione del giudice di merito.
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Calunnia: quando il dolo è escluso dal dubbio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna civile per il reato di calunnia, evidenziando carenze nell'accertamento dell'elemento soggettivo. Due cittadini avevano denunciato degli agenti di polizia per falso ideologico, sostenendo che il verbale di un controllo stradale non riportasse fedelmente i fatti. Sebbene il reato fosse prescritto, i giudici di merito avevano confermato il risarcimento danni. La Suprema Corte ha stabilito che la calunnia richiede la certezza dell'innocenza dell'incolpato; se il denunciante agisce sulla base di dubbi ragionevoli derivanti da omissioni nel verbale, il dolo è escluso.
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Calunnia: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di calunnia. La decisione si fonda sulla mancanza di specificità dei motivi di impugnazione, i quali si limitavano a riproporre argomentazioni già esaminate e correttamente respinte dai giudici di merito. La Suprema Corte ha confermato la validità della ricostruzione dei fatti e della sussistenza dell'elemento soggettivo del reato, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Vincolo della continuazione: quando è escluso
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di applicazione del vincolo della continuazione tra i reati di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e una successiva calunnia. Nonostante la contiguità temporale, i giudici hanno rilevato l'assenza di un disegno criminoso unitario, poiché la calunnia è stata considerata una scelta difensiva estemporanea maturata solo dopo l'arresto.
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Inammissibilità ricorso per calunnia: guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso per calunnia presentato da una donna condannata in appello. La decisione sottolinea che i motivi di ricorso meramente riproduttivi di doglianze già respinte nel merito, unitamente alla mancanza di nuovi vizi di legittimità, portano inevitabilmente al rigetto e alla condanna pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso per calunnia: la decisione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso per calunnia contro una sentenza della Corte d'Appello. Il ricorso è stato giudicato generico e meramente riproduttivo di tesi difensive già respinte, portando alla conferma della condanna penale e del risarcimento civile.
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Calunnia e diritto di difesa: i limiti alla menzogna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imputato che, esercitando la propria difesa, ha accusato falsamente un ispettore di polizia di aver falsificato un verbale. Il caso analizza il delicato equilibrio tra calunnia e diritto di difesa, stabilendo che la facoltà di mentire non permette di coinvolgere persone innocenti in accuse specifiche e circostanziate. La Corte ha ribadito che l'esimente della necessità di salvataggio non si applica al reato di calunnia.
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Reato di calunnia: denuncia falsa al Sindaco
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di calunnia a carico di un professionista che aveva falsamente segnalato abusi edilizi al Sindaco. La Corte ha chiarito che la falsa incolpazione sussiste anche se il reato denunciato risulta già prescritto, poiché l'atto innesca comunque un inutile e fuorviante accertamento da parte dell'autorità giudiziaria.
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Responsabilità da calunnia: i limiti del risarcimento
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un soggetto che richiedeva il risarcimento danni per presunta responsabilità da calunnia a seguito di querele archiviate. La Corte ha stabilito che la mancanza di poteri formali del querelante o l'invalidità della querela sono irrilevanti se non viene provata la consapevolezza dell'innocenza dell'accusato, poiché l'intervento dell'autorità giudiziaria interrompe il nesso causale.
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Inammissibilità ricorso per Cassazione: i limiti
La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità ricorso per Cassazione presentato contro una condanna per calunnia e falso. La decisione chiarisce che il giudice di legittimità non può rivalutare le prove già esaminate nei gradi precedenti, rendendo vani i tentativi di ottenere una diversa lettura dei fatti.
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Ricorso inammissibile: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per calunnia e ricettazione. La decisione ribadisce che il giudizio di legittimità non consente un riesame dei fatti, ma solo un controllo sulla corretta applicazione della legge e sulla logicità della motivazione. Confermato anche il diniego delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena, basato su una prognosi sfavorevole sulla personalità del ricorrente.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per calunnia. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti del caso, ma solo di verificare la corretta applicazione della legge. Poiché i motivi del ricorso miravano a una nuova valutazione delle prove, già correttamente analizzate nei gradi di merito, l'impugnazione è stata respinta con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di calunnia: quando la denuncia è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per il reato di calunnia. L'imputato aveva falsamente denunciato il furto di assegni che in realtà aveva già consegnato in pagamento. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano volti a una nuova valutazione dei fatti, compito non spettante al giudice di legittimità, confermando così la condanna e il pagamento di una sanzione.
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Reato di calunnia: quando la falsa accusa è più grave
La Corte di Cassazione conferma che il reato di calunnia sussiste anche quando si accusa una persona di un fatto più grave di quello realmente accaduto. Nel caso specifico, una donna aveva falsamente denunciato di essere stata urtata e ferita da uno scooter, mentre le prove video dimostravano che era stata colpita solo la sua bicicletta. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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