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Calunnia — Anno 2025

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65 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Calunnia

Provvedimenti

Calunnia e prescrizione: salvi i danni civili
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di calunnia a causa dell'intervenuta prescrizione. Un'amministratrice aveva falsamente accusato una persona di appropriazione indebita di due veicoli. Sebbene la condanna penale sia stata cancellata, la Corte ha confermato la responsabilità civile, obbligando l'imputata a risarcire i danni alla vittima, avendo riconosciuto la piena consapevolezza della falsità dell'accusa.
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Reato di calunnia: la Cassazione annulla condanna
Una donna viene condannata per il reato di calunnia dopo aver denunciato l'amministratore di condominio per violazione di domicilio, credendo che un sottotetto fosse di sua proprietà esclusiva. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che i giudici di merito non hanno adeguatamente valutato la potenziale buona fede della donna al momento della denuncia. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che dovrà accertare se la sua convinzione, seppur errata, fosse ragionevole, escludendo così l'intenzionalità richiesta per il reato di calunnia.
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Calunnia aggravata: la Cassazione conferma la custodia
La Corte di Cassazione conferma la custodia in carcere per un imputato accusato di calunnia aggravata. La sentenza stabilisce che le false accuse contro un testimone e un giornalista non erano mosse da ragioni personali, ma miravano a favorire un'organizzazione mafiosa, inquinando indagini su gravi fatti criminali del passato. La Corte ha ritenuto sufficienti gli indizi di colpevolezza e la sussistenza dell'aggravante, giustificando la massima misura cautelare.
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Doppia conforme: quando è inammissibile il ricorso
Un funzionario pubblico chiedeva il risarcimento del danno a un collega per presunta calunnia, ma la domanda veniva rigettata in primo e secondo grado per mancanza di dolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile applicando il principio della "doppia conforme", secondo cui non è possibile denunciare l'omesso esame di un fatto se due giudici di merito sono giunti alla medesima conclusione, anche con argomentazioni parzialmente diverse ma non contrastanti.
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Danno reputazionale: prova presuntiva e liquidazione
Un'agente di polizia, condannata per calunnia ai danni di alcuni colleghi, ha impugnato la sentenza civile che la obbligava al risarcimento del danno reputazionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la prova di tale danno, per sua natura "impalpabile", può essere fornita anche tramite presunzioni e massime di esperienza. Il giudice può quindi inferire l'esistenza del pregiudizio dalla gravità dei fatti e dal contesto, procedendo a una liquidazione equitativa anche in assenza di prove dirette su specifiche conseguenze negative.
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