Un uomo, accusato di violenza privata e danneggiamento, era stato prosciolto in primo grado perché i reati erano stati dichiarati estinti. Il Tribunale, tuttavia, aveva commesso un errore nel calcolo prescrizione reato. Il Procuratore Generale ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che non si era tenuto conto della recidiva dell'imputato, la quale allunga i tempi necessari per l'estinzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ha annullato la sentenza di proscioglimento e ha ordinato un nuovo processo. La recidiva, infatti, aumenta il termine massimo di prescrizione da sei a nove anni, un tempo non ancora trascorso dai fatti.
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