LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

C.T.U.

Pagina 6 di 6

115 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Volume tecnico: quando è costruzione per le distanze?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una rampa garage coperta, che fuoriesce dal terreno, non può essere considerata un semplice volume tecnico irrilevante ai fini delle distanze legali. Il caso riguardava una disputa tra vicini in cui uno aveva costruito una rampa a ridosso del confine. I giudici di merito avevano escluso la violazione, ma la Cassazione ha cassato la sentenza, precisando che qualsiasi opera non completamente interrata, dotata di solidità e utilizzabilità, rientra nel concetto di "costruzione" e deve rispettare le distanze previste dai regolamenti. La Corte ha ribadito che la nozione di volume tecnico è riservata solo a opere prive di autonomia funzionale, destinate a contenere impianti serventi.
Continua »
Motivazione apparente e servitù: la Cassazione annulla
Una società di distribuzione energetica deviava il percorso di cavi interrati oggetto di una servitù, giustificandosi con la presenza di ostacoli creati dal proprietario del terreno. La Corte d'Appello accoglieva le ragioni della società, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per vizio di motivazione apparente. Secondo la Suprema Corte, i giudici d'appello non hanno spiegato in modo adeguato perché le argomentazioni del Tribunale, che riteneva tardive le giustificazioni della società, fossero errate, limitandosi a fornire una conclusione diversa senza un percorso logico comprensibile.
Continua »
Danno ambientale: ricorso inammissibile, le ragioni
I proprietari di alcuni terreni citano in giudizio i gestori di una discarica per danno ambientale a seguito dello smaltimento illecito di rifiuti, che ha impedito la coltivazione agricola. La Corte d'Appello rigetta la richiesta, sostenendo che la normativa vieta comunque l'uso agricolo di ex discariche. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso dei proprietari inammissibile, poiché non hanno contestato tutte le autonome motivazioni della sentenza d'appello, rendendo di fatto inattaccabile la decisione.
Continua »
Specificità dell’appello: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva respinto il ricorso di un istituto di credito per presunta genericità. L'ordinanza sottolinea l'importanza di una corretta valutazione della specificità dell'appello, affermando che è sufficiente identificare chiaramente i punti contestati e le ragioni della critica, senza bisogno di formule sacramentali. La Corte ha ritenuto che i motivi di appello della banca, riguardanti la CTU, la prescrizione e la capitalizzazione degli interessi, fossero sufficientemente specifici e ha rinviato il caso per un nuovo esame nel merito.
Continua »
Produzione tardiva documenti: quando è inammissibile
Una società contesta i compensi di due professionisti, lamentando tra l'altro la produzione tardiva di documenti essenziali per il calcolo del compenso. La Corte di Cassazione accoglie questo motivo, stabilendo che la produzione tardiva documenti è inammissibile se questi servono a provare i fatti costitutivi della domanda, come le prestazioni professionali svolte. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione del compenso senza considerare tali documenti.
Continua »
Valore suolo espropriato: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello sul risarcimento per l'esproprio di un terreno, stabilendo che il giudice può discostarsi dalla perizia del consulente tecnico (CTU) se fornisce una motivazione adeguata. Il caso riguarda il calcolo del valore suolo espropriato, dove la Corte ha ritenuto più equa una riduzione del 25% sui guadagni potenziali, anziché il 50% suggerito dal perito, riconoscendo il potenziale uso sportivo del terreno.
Continua »
Conflitto di interessi: vendita immobiliare annullata
La Corte di Cassazione conferma l'annullamento di una vendita immobiliare per la quota di alcuni eredi. Il loro rappresentante aveva venduto i beni a una società a lui riconducibile, realizzando un palese conflitto di interessi. La Corte ha ritenuto irrilevante la presenza di altri procuratori e ha confermato la sussistenza del pregiudizio patrimoniale per i venditori, respingendo tutti i motivi di ricorso.
Continua »
Denuncia vizi costruttivi: quando scatta il termine
Un acquirente cita in giudizio l'impresa costruttrice per gravi difetti (infiltrazioni d'acqua) nel suo immobile. Dopo una prima sentenza sfavorevole, la Corte d'Appello condanna l'impresa al risarcimento. L'impresa ricorre in Cassazione sostenendo che la denuncia vizi costruttivi fosse tardiva. La Suprema Corte rigetta il ricorso, chiarendo che il termine di un anno per la denuncia decorre non dalla prima manifestazione del problema, ma dal momento in cui l'acquirente ha piena e oggettiva consapevolezza della gravità del vizio e della sua causa, momento che può coincidere con una perizia tecnica.
Continua »
Nullità tasso extra-fido: non si estende all’intra-fido
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società e del suo fideiussore contro un istituto di credito. La Corte ha stabilito che la nullità del tasso extra-fido per superamento della soglia di usura non si estende automaticamente alla pattuizione relativa al tasso intra-fido. Inoltre, ha ribadito che il danno da illegittima segnalazione in Centrale Rischi non è presunto ma deve essere specificamente provato. Infine, ha dichiarato inammissibili le censure relative a domande nuove, come quella sulla commissione di massimo scoperto, sollevate tardivamente nel corso del giudizio.
Continua »
Responsabilità subappaltatore: i limiti del dovere
Una sentenza della Corte di Cassazione analizza la responsabilità subappaltatore in caso di vizi dell'opera derivanti da un progetto difettoso. La Corte ha stabilito che la diligenza richiesta al subappaltatore non può essere superiore a quella dell'appaltatore. Non si può attribuire al subappaltatore una responsabilità esclusiva per la mancata segnalazione di carenze progettuali senza un'indagine approfondita sui rispettivi obblighi e sulle concrete possibilità di rilevare tali vizi. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio.
Continua »
Tabelle millesimali errate: quando impugnarle
La Corte d'Appello ha parzialmente riformato una sentenza di primo grado in materia di tabelle millesimali. Ha stabilito che un regolamento condominiale, e le relative tabelle, approvato dopo l'atto di acquisto di un'unità immobiliare non è vincolante per l'acquirente. Inoltre, ha accertato un errore di calcolo in una delle tabelle per la ripartizione delle spese di scale e ascensore, ordinandone la revisione sulla base di una nuova consulenza tecnica. La decisione sottolinea che l'errore nelle tabelle millesimali giustifica la loro modifica giudiziale.
Continua »
Responsabilità del promotore finanziario: il caso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di responsabilità del promotore finanziario per le condotte illecite commesse ai danni di un cliente. La Corte ha cassato con rinvio la sentenza d'appello, accogliendo il motivo di ricorso della banca relativo all'omessa pronuncia sulla responsabilità per le perdite subite su titoli già in possesso del cliente prima dell'inizio del rapporto. Sebbene la banca sia responsabile per l'operato del suo promotore, i giudici di merito devono esaminare specificamente ogni voce di danno per stabilire il corretto nesso di causalità.
Continua »
Sospensione sentenza: quando è manifestamente infondata
La Corte d'Appello di Roma ha respinto un'istanza di sospensione sentenza, ritenendo i motivi d'appello, relativi a una servitù di passaggio e alle spese legali, non manifestamente fondati. La Corte ha inoltre stabilito che l'appellante non ha fornito prova di un rischio di danno grave e irreparabile (periculum in mora), requisito essenziale per la concessione della sospensiva.
Continua »
Tasso Interesse Indeterminato: quando è valido?
La Corte d'Appello ha respinto il ricorso di due clienti contro un istituto di credito, confermando la validità di un contratto di mutuo. I ricorrenti sostenevano che il tasso di interesse fosse indeterminato. La Corte ha stabilito che se il contratto contiene tutti gli elementi per il calcolo matematico della rata (importo, durata, tasso), l'oggetto è determinato e il contratto valido. Di conseguenza, è stato confermato anche l'addebito delle spese legali ai ricorrenti in base al principio della soccombenza.
Continua »
Scioglimento comunione: la divisione in natura
Il Tribunale di Brescia ha definito una causa di scioglimento della comunione tra coeredi, disponendo la divisione in natura di alcuni immobili. Basandosi su una consulenza tecnica d'ufficio (C.T.U.), il giudice ha assegnato alle parti attrici e alla parte convenuta porzioni distinte degli immobili, stabilendo un conguaglio in denaro a favore del convenuto per equilibrare il valore delle quote. La sentenza regola anche le servitù e compensa le spese legali.
Continua »