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Buona Fede Precontrattuale

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Principio giuridico che impone alle parti di comportarsi in modo corretto e leale durante la fase delle trattative che precedono la stipula di un contratto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Grave illecito professionale: l’omissione esclude dalla gara
L'Amministrazione Comunale ha escluso un'impresa dalla gara per l'appalto dei servizi di pulizia delle spiagge. La motivazione riguarda l'omessa dichiarazione di alcuni procedimenti penali pendenti a carico della titolare. L'Impresa ha impugnato il provvedimento sostenendo che l'omissione informativa non rientrasse tra i casi tassativi stabiliti dal nuovo Codice dei contratti pubblici. Il Consiglio di Stato ha confermato l'esclusione, ritenendo che il silenzio violasse i doveri di lealtà e correttezza. L'Impresa si è quindi rivolta alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, denunciando un presunto sconfinamento dei giudici amministrativi nelle competenze del legislatore. La Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarificando che l'interpretazione delle norme sulla trasparenza rientra pienamente nell'attività giudiziaria. Nascondere informazioni rilevanti può quindi configurare un grave illecito professionale, legittimando l'esclusione dalla procedura d'asta pubblica.
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Contatto sociale qualificato: danni P.A. al giudice ordinario
Un'impresa si aggiudica in via provvisoria una gara d'appalto indetta da un Ente Pubblico. Negli anni seguenti l'amministrazione rimane inattiva, senza firmare il contratto definitivo ma fornendo rassicurazioni formali sull'imminente conclusione dell'affare. A causa di questo blocco prolungato, l'impresa fallisce. La Curatela fallimentare cita l'amministrazione davanti al giudice ordinario per chiedere il risarcimento dei danni da responsabilità per contatto sociale qualificato, lamentando la violazione dei doveri di buona fede e lealtà precontrattuale. L'Ente Pubblico sostiene invece la competenza del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione attribuiscono la giurisdizione al giudice ordinario. La Corte chiarisce che, quando il privato contesti il comportamento scorretto dell'amministrazione anziché l'illegittimità dei suoi provvedimenti autoritativi, la causa riguarda diritti soggettivi e spetta al giudice ordinario.
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Annullamento in autotutela: l’azienda perde il maxi appalto
Un'azienda di trasporti marittimi vince un appalto pubblico per i collegamenti con le isole siciliane. Successivamente, la Regione Siciliana dispone l'annullamento in autotutela della gara a causa di gravi errori nella determinazione della base d'asta e violazioni delle norme europee sugli aiuti di Stato. L'azienda impugna la decisione e chiede il risarcimento dei danni, lamentando la lesione del proprio affidamento. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa respinge il ricorso, ritenendo che un operatore professionale avrebbe dovuto accorgersi delle anomalie del bando. L'azienda si rivolge alla Corte di Cassazione lamentando un eccesso di potere del giudice amministrativo. Le Sezioni Unite dichiarano il ricorso inammissibile, confermando che la valutazione sulla buona fede e sul risarcimento rientra pienamente nella giurisdizione del giudice amministrativo, senza alcun superamento dei limiti di legge. L'azienda perde definitivamente la causa.
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Abuso dipendenza economica: prova e oneri in Cassazione
Una società concessionaria di veicoli ha citato in giudizio una casa automobilistica per rottura del contratto e delle successive trattative, lamentando un abuso di dipendenza economica e la violazione della buona fede. I giudici di primo e secondo grado hanno respinto le domande per carenza di prove. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. L'ordinanza sottolinea che il ricorso per cassazione non può mirare a un riesame dei fatti e che la mancata ammissione di prove deve essere contestata in modo specifico, dimostrandone la decisività, onere non assolto dalla ricorrente.
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Agibilità immobile locato: obblighi del locatore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società conduttrice che aveva sospeso il pagamento dei canoni per la mancata consegna del certificato di agibilità. Secondo la Corte, in assenza di patti contrari o vizi strutturali dell'immobile, l'onere di ottenere i titoli amministrativi per l'esercizio dell'attività commerciale ricade sul conduttore, rendendo ingiustificata l'interruzione dei pagamenti.
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