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Base Imponibile — Anno 2024

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75 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Base Imponibile

Provvedimenti

Riduzione IMU immobili inagibili: quando si applica?
Una società di costruzioni ha richiesto la riduzione IMU per immobili inagibili sostenendo che l'assenza del certificato di abitabilità, non rilasciato dal Comune, rendesse gli immobili invenduti di fatto inutilizzabili. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il beneficio fiscale è legato esclusivamente a un degrado fisico e strutturale dell'immobile, non a impedimenti di natura giuridico-amministrativa. L'iscrizione al catasto è sufficiente a considerare un fabbricato come presupposto per l'imposta.
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Riduzione IMU immobili inagibili: la Cassazione chiarisce
Una società di costruzioni ha richiesto la riduzione IMU per immobili inagibili sostenendo che, pur essendo finiti, non potevano essere venduti per la mancanza del certificato di abitabilità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la nozione di 'inagibilità' ai fini fiscali si riferisce a un degrado fisico strutturale dell'immobile (es. fatiscenza, pericolo) e non alla mancanza di un'autorizzazione amministrativa. La sola assenza del certificato, quindi, non è sufficiente per ottenere lo sconto del 50% sull'imposta.
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Regime del margine: quando si applica il forfettario
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole di applicazione per il regime del margine IVA nella vendita di opere d'arte. Quando il prezzo di acquisto del bene è ignoto o non provato, si deve obbligatoriamente utilizzare il metodo forfettario, con una base imponibile pari al 60% del prezzo di vendita, e non quello analitico. La Corte ha annullato la decisione del giudice di merito che aveva erroneamente considerato i costi generali d'impresa come sostitutivi del prezzo di acquisto specifico dell'opera.
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Regime del margine: quando si applica il forfettario
La Corte di Cassazione chiarisce le condizioni di applicazione del regime del margine per la vendita di opere d'arte. In assenza di una prova certa del prezzo di acquisto da parte del contribuente, si deve applicare il metodo forfettario, calcolando l'IVA sul 60% del prezzo di vendita. La determinazione generica dei costi d'impresa non è sufficiente a giustificare l'applicazione del metodo analitico.
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Retrocessione immobile: stop alla rettifica del valore
Un Comune, dopo aver espropriato un immobile e non aver realizzato l'opera pubblica, lo ha ritrasferito al proprietario originario. L'Agenzia delle Entrate ha tentato di aumentare le tasse, rettificando il valore dell'accordo. La Cassazione ha bloccato l'Agenzia, stabilendo che per la retrocessione di un immobile la base imponibile è l'indennità pattuita, non il valore di mercato, e non può essere modificata.
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Contributi coadiuvante familiare: quali redditi?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali di un coadiuvante familiare deve includere la totalità dei redditi d'impresa, compresi quelli percepiti dal coadiuvante stesso per la partecipazione in altre società. L'imprenditore titolare è l'unico obbligato al versamento verso l'ente previdenziale, ma ha diritto di rivalsa nei confronti del familiare. La sentenza chiarisce un punto cruciale sui contributi coadiuvante familiare, estendendo l'obbligo a tutti i redditi d'impresa percepiti dal nucleo.
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Rimborso spese trasferta: quando non fa reddito?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il rimborso spese trasferta, erogato a un dipendente per i viaggi quotidiani verso una sede di lavoro temporanea, non costituisce reddito imponibile. L'ordinanza chiarisce che sia i rimborsi analitici sia quelli forfettari, come l'indennità chilometrica, hanno una natura puramente risarcitoria, volta a compensare i costi sostenuti dal lavoratore nell'interesse del datore di lavoro, e pertanto sono fiscalmente irrilevanti.
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Omessa dichiarazione redditi: calcolo dell’imposta
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul reato di omessa dichiarazione redditi da parte di un socio di S.r.l. La sentenza conferma che, per calcolare l'imposta evasa sui dividendi, non si devono detrarre IRES e IRAP dal reddito della società, poiché il meccanismo di tassazione parziale del dividendo serve già a evitare la doppia imposizione. L'appello dell'imputato, che sosteneva un calcolo errato e la mancanza di dolo, è stato respinto.
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IVA oneri di sistema: la Cassazione esamina il rimborso
Una società sanitaria ha richiesto il rimborso dell'IVA versata sugli oneri generali di sistema (OGSE) presenti nelle bollette elettriche. Dopo una vittoria in appello, l'Amministrazione Finanziaria ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, riconoscendo la complessità e l'importanza della questione, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per decidere se gli oneri siano soggetti a IVA e se il consumatore finale abbia diritto a chiederne direttamente il rimborso al fisco.
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Rimborso IVA OGSE: la Cassazione rinvia la decisione
Una società sanitaria ha chiesto il rimborso IVA OGSE (oneri generali di sistema) versata sulle bollette elettriche. Dopo una vittoria in appello, l'Agenzia Fiscale ha fatto ricorso in Cassazione. La Corte, riconoscendo la complessità della questione sulla natura degli oneri e sulla legittimazione al rimborso, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza emettere una decisione finale.
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Immobile inagibile: quando si ha diritto alla riduzione?
Un contribuente si è visto negare la riduzione dell'IMU per un immobile inagibile poiché la perizia tecnica presentata non è stata ritenuta sufficiente a dimostrare i presupposti richiesti dal regolamento comunale, ovvero un degrado fisico pericoloso o un'obsolescenza funzionale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso e sottolineando che spetta al contribuente l'onere di provare in modo specifico le condizioni di inagibilità, senza che il giudice di legittimità possa rivalutare nel merito le prove.
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Inagibilità immobile: quando spetta la riduzione IMU?
Un contribuente ha richiesto la riduzione dell'IMU per un'inagibilità immobile, presentando un'autodichiarazione e una perizia di parte. Il Comune, dopo un sopralluogo, ha concesso l'agevolazione solo parzialmente, avendo riscontrato l'effettivo utilizzo di una porzione del complesso immobiliare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, stabilendo che per ottenere la riduzione l'immobile deve essere non solo inagibile, ma anche di fatto non utilizzato. La Corte ha inoltre chiarito che l'autodichiarazione del privato non vincola l'ente impositore, il quale mantiene il potere di accertare la reale situazione attraverso i propri uffici tecnici.
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IMU immobile non finito: quando si paga? La Cassazione
Una società contesta un avviso di accertamento IMU per un immobile non ultimato, sostenendo che l'imposta non sia dovuta. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo un principio fondamentale per il pagamento dell'IMU su un immobile non finito: l'iscrizione al catasto è il presupposto sufficiente che fa scattare l'obbligo di pagamento, indipendentemente dal completamento dei lavori o dall'effettivo utilizzo del bene.
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Prescrizione contributi: basta la volontà del creditore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31458/2024, ha rigettato sia il ricorso di un contribuente sia quello dell'ente previdenziale in materia di contributi. La Corte ha chiarito il principio di interruzione prescrizione contributi, affermando che un atto interruttivo è valido anche senza la quantificazione esatta del debito, essendo sufficiente la chiara volontà del creditore di riscuotere. Ha inoltre confermato che i redditi da partecipazione in società di capitali, se non legati all'attività lavorativa, non rientrano nella base imponibile contributiva.
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Errore di fatto: revocazione negata dalla Cassazione
Una società energetica ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione per un presunto errore di fatto riguardo la determinazione della base imponibile ICI di un parco eolico. La società sosteneva che la Corte avesse erroneamente indicato che il valore derivasse dalle scritture contabili anziché da una perizia di stima. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che non sussiste un errore di fatto revocatorio, poiché il valore della perizia era stato effettivamente recepito nel bilancio della società, base corretta per il calcolo dell'imposta. La decisione sottolinea la distinzione tra errore percettivo e valutazione giuridica.
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