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Banca Dati Sdi

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Sistema di Indagine, una banca dati interforze utilizzata dalle forze di polizia italiane per l'accesso a informazioni rilevanti per le attività di prevenzione e repressione dei reati.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accesso abusivo a un sistema informatico: condannato poliziotto
Un pubblico ufficiale delle forze dell'ordine ha utilizzato le proprie credenziali per consultare la banca dati di servizio e ricavare l'indirizzo di una donna che aveva denunciato un uomo per tentata estorsione. L'agente ha poi trasmesso i recapiti al padre dell'accusato per consentirgli di fare pressioni sulla vittima e indurla a ritirare le accuse. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'imputato per concorso in favoreggiamento personale, rivelazione di informazioni riservate e accesso abusivo a un sistema informatico. I giudici hanno chiarito che il possesso di credenziali valide non esclude il reato quando la consultazione persegue finalità private e illecite del tutto estranee ai doveri d'ufficio.
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Accesso abusivo a sistema informatico: controlli vietati
Un imprenditore del settore petrolifero, temendo indagini a proprio carico, ha chiesto ad alcuni pubblici ufficiali di verificare la targa di un'auto sospetta per capire se appartenesse alla polizia. I funzionari hanno consultato la banca dati riservata interforze in assenza di un reale motivo di servizio o di una formale notizia di reato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il delitto di accesso abusivo a sistema informatico sia per chi ha richiesto il controllo, sia per gli appartenenti alle forze dell'ordine che lo hanno eseguito. L'accesso a banche dati protette per scopi privati o di favore integra reato anche in capo a soggetti formalmente abilitati.
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Accesso abusivo: Poliziotto condannato per spionaggio al collega
Un funzionario di polizia è stato condannato per accesso abusivo a sistema informatico. Aveva utilizzato le sue credenziali per entrare nella banca dati delle forze dell'ordine e consultare la propria posizione e quella di un collega, con cui aveva avuto un litigio. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo un principio chiaro: anche chi possiede le password per entrare in un sistema commette reato se lo fa per scopi personali e non per ragioni di servizio. La finalità dell'accesso è decisiva per stabilirne la liceità.
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Ricorso inammissibile: genericità e condotta abituale
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per falsa attestazione a pubblico ufficiale. I motivi sono ritenuti generici e la richiesta di non punibilità per tenuità del fatto è respinta a causa della condotta abituale del ricorrente, desunta da precedenti penali specifici.
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Accesso abusivo sistema informatico: la Cassazione decide
Un agente di polizia, condannato per accesso abusivo a sistema informatico, ha presentato ricorso straordinario sostenendo che la Corte avesse ignorato testimonianze a suo favore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'agente era pienamente consapevole dello scopo illecito della sua azione, rendendo irrilevante il presunto ordine di un superiore. La sentenza sottolinea che la prova della consapevolezza può derivare dalle modalità dell'accesso e dalla successiva condotta dell'agente.
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