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Azione Di Riduzione

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159 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Successione necessaria e limiti alla prova in appello
Eredi agiscono in riduzione per lesione della quota di legittima. La Cassazione chiarisce i limiti alla produzione di nuove prove in appello nella successione necessaria e il calcolo del diritto di abitazione del coniuge, confermando le preclusioni processuali.
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Azione di riduzione: onere della prova per l’erede
Una figlia adottiva, esclusa dal testamento del padre, agisce in giudizio per ottenere la sua quota di eredità. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 348/2023, ha chiarito i requisiti per l'azione di riduzione, stabilendo che l'erede pretermesso non è tenuto a fornire un inventario dettagliato del patrimonio nell'atto iniziale, ma deve allegare gli elementi sufficienti a dimostrare la lesione della sua quota di legittima. La decisione della Corte d'Appello è stata annullata su questo punto, semplificando l'accesso alla tutela per gli eredi esclusi.
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Simulazione donazione: prova e azione di riduzione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'erede legittimario, per tutelare la propria quota di riserva, può dimostrare una simulazione donazione con testimoni e presunzioni, agendo come terzo rispetto all'atto. Questa agevolazione probatoria sussiste anche se l'azione di riduzione non è diretta contro la donazione dissimulata, purché l'accertamento sia funzionale alla reintegrazione della legittima. La Corte ha cassato la sentenza di merito per aver omesso di pronunciarsi su una domanda che avrebbe potuto modificare l'asse ereditario.
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Simulazione vendita: onere della prova sul compratore
In una causa tra eredi per una presunta simulazione di vendita immobiliare tra madre e figlia, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave: quando un terzo contesta la vendita fornendo indizi della sua natura fittizia, l'onere di provare l'effettivo pagamento del prezzo ricade sull'acquirente. La sola dichiarazione contenuta nell'atto notarile non è sufficiente a superare la contestazione, in quanto considerata una mera dichiarazione favorevole a sé stesso.
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Azione di riduzione: autonoma e non implicita
In una complessa disputa ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo principi fondamentali. La Corte ha chiarito che l'azione di riduzione, volta a tutelare la quota di legittima, è un'azione autonoma e non può considerarsi implicitamente contenuta nella domanda di divisione ereditaria. Deve essere proposta formalmente entro i termini procedurali. Inoltre, la sentenza ribadisce il principio del giudicato interno, secondo cui una questione decisa in primo grado e non appellata non può essere riesaminata dal giudice d'appello.
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Azione di riduzione: beneficio d’inventario obbligo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19010/2024, chiarisce i presupposti per l'azione di riduzione. Anche in caso di eredità senza beni attivi, l'erede che ha già accettato formalmente non può essere considerato 'pretermesso' e deve completare tempestivamente l'inventario per poter agire contro donazioni fatte a terzi, pena l'improponibilità della domanda.
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Integrazione contraddittorio: la Cassazione decide
In una complessa causa ereditaria, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria focalizzata su un vizio procedurale. A seguito del decesso di una delle parti originarie del giudizio, la Corte ha rilevato la mancata formale attestazione della successione. Di conseguenza, ha ordinato l'integrazione del contraddittorio nei confronti degli eredi, sospendendo la decisione sul merito e rinviando la causa a nuovo ruolo per garantire il corretto svolgimento del processo.
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Responsabilità professionale avvocato: il caso del danno
Un avvocato non avvia una causa successoria, causando la prescrizione del diritto dei clienti. Il Tribunale lo condanna per responsabilità professionale avvocato, riconoscendo un risarcimento basato sulla valutazione della "perdita di chance", ovvero sulla probabilità di successo che la causa avrebbe avuto. La sentenza sottolinea l'importanza della diligenza professionale e illustra il metodo di calcolo del danno.
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Vendita simulata: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito nel riqualificare una compravendita immobiliare tra madre e figlio come donazione. La sentenza evidenzia l'importanza della prova presuntiva per accertare una vendita simulata, basandosi su indizi quali la permanenza della venditrice nell'immobile, le condizioni economiche dell'acquirente e il contenuto di un testamento. Il ricorso del figlio, che lamentava vizi procedurali e un'errata valutazione delle prove, è stato respinto, consolidando il principio che una serie di indizi gravi, precisi e concordanti è sufficiente a svelare la vera natura di un'operazione contrattuale.
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Azione di riduzione: errore nel testamento e rimedi
La Corte d'Appello conferma la decisione di primo grado, rigettando la domanda di due eredi che avevano intentato un'azione di riduzione. La Corte ha stabilito che, poiché la pretermissione si basava su un presunto errore del testatore, l'azione corretta sarebbe stata quella di annullamento del testamento, ormai prescritta, e non l'azione di riduzione.
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Donazione indiretta: come si prova in una causa?
In una complessa causa ereditaria, la Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito che avevano qualificato una operazione societaria come una donazione indiretta a favore di un figlio, lesiva della quota di legittima della sorella. La Corte rigetta il ricorso del fratello, chiarendo che per accertare una donazione indiretta non è necessaria una specifica domanda di simulazione e che le eccezioni di prescrizione maturate in corso di causa devono essere sollevate alla prima difesa utile.
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Rinuncia tacita alla legittima: guida pratica
Una figlia, agendo come erede della madre, ha citato in giudizio gli eredi del fratello per ottenere la quota di legittima lesa da donazioni passate. Gli eredi del fratello sostenevano che la madre avesse operato una rinuncia tacita alla legittima. La Corte di Cassazione ha respinto tale tesi, chiarendo che la rinuncia richiede comportamenti inequivocabili e concludenti, non desumibili dalla semplice inerzia o dalla mancata partecipazione a un precedente giudizio.
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Divisione ereditaria: autonoma anche con azione respinta
In una causa di successione, un'erede agiva per la riduzione di donazioni simulate e la divisione dei beni. Sebbene le domande di riduzione venissero respinte in appello, la Cassazione ha stabilito che la domanda di divisione ereditaria relativa a un bene pacificamente rientrante nell'asse ereditario è autonoma e doveva essere accolta. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello su questo specifico punto, rinviando la causa per la decisione sulla divisione.
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Nullità fideiussione: frode alla legge e giudicato
La Corte di Cassazione affronta un complesso caso di nullità fideiussione stipulata da un soggetto, poi defunto, a favore del figlio, dopo avergli donato tutti i beni. L'erede del garante agiva in giudizio sostenendo che l'operazione fosse in frode alla legge per ledere i suoi diritti successori. La Corte rigetta il ricorso principale, chiarendo i limiti invalicabili del giudicato formatosi in precedenti gradi di giudizio su tale questione. Accoglie, invece, il ricorso incidentale relativo alla condanna alle spese degli eredi beneficiati, specificando che tale condanna personale richiede la motivazione di gravi motivi.
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Divisione ereditaria e prova: la Cassazione chiarisce
In una causa di divisione ereditaria, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un erede che contestava la decisione dei giudici di merito. L'erede sosteneva che la causa fosse improcedibile per mancata produzione della documentazione ipocatastale e che un ulteriore bene dovesse essere incluso nell'asse ereditario. La Corte ha stabilito che la documentazione non è una condizione di procedibilità e che la richiesta di includere nuovi beni deve essere supportata da prove tempestivamente depositate, onere non assolto dal ricorrente. La decisione conferma i principi sull'onere della prova nella divisione ereditaria.
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Legato in sostituzione di legittima: rinuncia implicita
La Corte di Cassazione chiarisce che un erede legittimario, a cui sia stato lasciato un legato in sostituzione di legittima, rinuncia implicitamente a tale legato nel momento in cui agisce in giudizio per ottenere la sua quota di eredità in natura. La Corte ha stabilito che tale azione è incompatibile con la volontà di conservare il legato, confermando la decisione dei giudici di merito e rigettando il ricorso dell'erede universale.
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Azione di riduzione: difese e onere della prova
In una causa di successione, una vedova agisce con un'azione di riduzione per tutelare la propria quota di legittima, lesa da presunte donazioni dissimulate dal defunto marito. La Corte di Cassazione chiarisce importanti principi procedurali: le argomentazioni del convenuto volte a ricostruire l'asse ereditario costituiscono mere difese e non eccezioni soggette a preclusioni. Inoltre, un giudice non può trasformare d'ufficio un'azione personale di restituzione, basata su un contratto di comodato, in un'azione reale di rivendicazione, che impone un onere probatorio molto più gravoso (la c.d. probatio diabolica).
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Regolamento di competenza: i limiti del ricorso d’ufficio
In una causa di successione, un erede contesta la validità di alcune cessioni di azioni, ritenendole donazioni simulate. Il Tribunale ordinario si dichiara incompetente per la parte relativa alle azioni, rimettendo la questione al Tribunale delle Imprese. Quest'ultimo solleva un regolamento di competenza d'ufficio, ritenendo la causa di natura puramente successoria. La Corte di Cassazione dichiara il regolamento inammissibile, specificando che tale strumento non può essere utilizzato per correggere una valutazione sulla competenza derogabile, ma solo per conflitti di competenza per materia o territorio inderogabile.
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Debito di valore: quando si valuta l’immobile donato?
In una causa di successione, la Cassazione ha stabilito che, in caso di azione di riduzione con reintegrazione tramite somma di denaro, si tratta di un debito di valore. Di conseguenza, il valore dell'immobile donato, che ha leso la quota di legittima, deve essere calcolato al momento della decisione giudiziale e non alla data di apertura della successione, per garantire un'equa compensazione agli eredi lesi.
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Accertamento comunione ereditaria: azione autonoma
In una disputa tra eredi su vendite che celavano donazioni, la Cassazione ha stabilito un principio chiave: l'azione di accertamento della comunione ereditaria, volta a definire quali beni compongono l'asse, è autonoma e non deve essere necessariamente proposta insieme alla domanda di divisione. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente ritenuto assorbita la richiesta di accertamento dei beni solo perché non era stata riproposta la domanda di divisione, chiarendo che un coerede ha sempre interesse a ottenere una ricognizione del patrimonio comune.
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