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Azione Di Riduzione

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159 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Successione legittima: calcolo quota e riduzione donazioni
In una causa di successione legittima tra fratelli, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sul calcolo delle quote. Una sorella agiva per ottenere la sua quota di eredità paterna, chiedendo la riduzione delle donazioni fatte ai fratelli. La Corte ha stabilito che la quota spettante all'erede legittimo (in questo caso, 2/9) deve essere calcolata sul patrimonio effettivamente lasciato dal defunto ('relictum') e non sulla somma di 'relictum' e donazioni ('donatum'). L'azione di riduzione interviene solo successivamente, se la quota intestata risulta inferiore alla quota di riserva (1/6), per integrare la differenza. La sentenza di merito, che aveva erroneamente applicato la frazione di 2/9 all'intero asse fittizio, è stata annullata con rinvio.
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Clausola sanzionatoria testamento: quando è valida?
La Cassazione valida una clausola sanzionatoria in un testamento che riduce alla sola quota di legittima l'erede che impugna le disposizioni. La Corte chiarisce che tale clausola è lecita se non intacca la quota di riserva, offrendo all'erede una scelta. La sentenza, tuttavia, annulla parzialmente la decisione d'appello su altri punti, rinviando per una nuova valutazione su presunte donazioni dissimulate e sulla corretta proposizione dell'azione di riduzione.
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Azione di riduzione: onere della prova per l’erede
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 12503/2025, ha accolto il ricorso di un'erede che aveva intentato un'azione di riduzione. La Corte ha stabilito che la qualità di erede, se non contestata dalla controparte, non necessita di prova. Inoltre, ha chiarito che per agire in riduzione non è obbligatorio quantificare monetariamente la lesione della quota di legittima nell'atto iniziale, essendo sufficiente descrivere i beni che rendono verosimile la lesione stessa. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Donazione immobile abusivo: nullità e azione riduzione
In una causa di eredità, la Corte di Cassazione interviene su un caso complesso riguardante una donazione di immobile abusivo. La Corte chiarisce che la partecipazione di un erede a un preliminare di vendita non costituisce rinuncia automatica all'azione di riduzione. Inoltre, stabilisce che la nullità di una donazione per abuso edilizio potrebbe essere solo parziale se l'abuso riguarda solo una parte dei beni donati. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione sia sulla nullità della donazione che sulla tempestività di una domanda riconvenzionale erroneamente dichiarata inammissibile.
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Valore donazioni successione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7449/2025, ha stabilito un principio fondamentale sul valore delle donazioni ai fini della successione. In un caso di disputa ereditaria tra fratelli, la Corte ha chiarito che il valore dei titoli di Stato donati in vita dal defunto deve essere calcolato al momento dell'apertura della successione e non alla data della donazione. Questa decisione, che accoglie il ricorso di una legittimaria, cassa la sentenza della Corte d'Appello che aveva erroneamente utilizzato il valore storico dei beni, e rinvia il giudizio per una nuova valutazione conforme ai criteri di legge.
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Azione di riduzione: i requisiti secondo la Cassazione
Una erede agiva con un'azione di riduzione contro i coeredi, lamentando la lesione della sua quota di legittima. I tribunali di merito dichiaravano la sua domanda inammissibile per non aver allegato e imputato alla propria quota le donazioni ricevute dal defunto. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che l'omessa allegazione iniziale non preclude la domanda se gli elementi emergono nel corso del processo. Inoltre, ha stabilito che l'imputazione delle donazioni alla propria quota non è una condizione di ammissibilità dell'azione, ma un'operazione di calcolo che il giudice compie per verificare l'effettiva lesione. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello.
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Azione di riduzione: quando è necessario l’inventario?
Un erede legittimario intenta un'azione di riduzione contro il fratello e una società per lesione della sua quota di legittima. Le corti di merito respingono la domanda perché l'erede non ha accettato l'eredità con beneficio di inventario, requisito essenziale per agire contro donatari non coeredi. La Cassazione, data la complessità della questione, rinvia la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Azione di riduzione: i requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'erede che aveva intentato un'azione di riduzione contro la sorella e altri parenti per lesione della sua quota di legittima. La Corte ha confermato l'inammissibilità della domanda contro i parenti non coeredi, poiché la ricorrente, non essendo stata totalmente pretermessa, non aveva accettato l'eredità con beneficio d'inventario. Di conseguenza, sono state respinte anche le connesse domande di simulazione per carenza di interesse.
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Usucapione figlio naturale: quando si interrompe?
La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale in materia di usucapione e diritti successori del figlio naturale. La sentenza chiarisce che un figlio, la cui discendenza è riconoscibile secondo la legge vigente al momento della morte del genitore, ha il potere di interrompere l'usucapione sui beni ereditari anche prima che una sentenza passi in giudicato e accerti formalmente la sua filiazione. Secondo la Corte, l'interesse alla conservazione del patrimonio ereditario sussiste fin dal momento della morte del genitore e giustifica l'esercizio di azioni conservative, come l'interruzione dell'usucapione, distinguendole dal diritto di accettare l'eredità, che matura solo con l'accertamento definitivo dello status.
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Donazione indiretta: l’azione è imprescrittibile
In una complessa controversia ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla donazione indiretta. La Corte ha chiarito che l'azione volta ad accertare una donazione indiretta è imprescrittibile, diversamente dall'azione di simulazione. Questa decisione è cruciale quando un erede deve difendersi dall'azione di riduzione promossa da un altro, potendo far valere in qualsiasi momento le liberalità ricevute dalla controparte per paralizzarne le pretese.
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Successione ereditaria: onere della prova e danni
In una complessa causa di successione ereditaria, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi riguardante la restituzione di frutti immobiliari e la simulazione di una donazione, a causa della mancata fornitura di prove adeguate. La Corte ha invece accolto il ricorso incidentale della controparte, riconoscendo il diritto agli interessi legali sui danni liquidati per l'occupazione illegittima di un immobile. La sentenza sottolinea il principio fondamentale dell'onere della prova nelle dispute successorie.
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Azione di riduzione: chi può agire in giudizio?
Un nipote agiva in giudizio per tutelare i propri diritti ereditari, sostenendo di essere erede della zia defunta. La Corte di Cassazione, pur riconoscendogli la qualità di erede legittimo, ha respinto la sua azione di riduzione poiché non rivestiva la qualifica di legittimario, status indispensabile per tale azione. Il caso chiarisce la distinzione cruciale tra le due figure nelle controversie successorie.
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Simulazione donazione: onere della prova in eredità
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di divisione ereditaria, al centro del quale vi era l'accusa di simulazione di donazione. Gli eredi ricorrenti sostenevano che alcune compravendite fossero in realtà donazioni dissimulate a favore di un altro erede, lesive della loro quota. La Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo un principio fondamentale: la valutazione delle prove sulla simulazione spetta esclusivamente ai giudici di merito (Tribunale e Corte d'Appello). La Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. Poiché la Corte d'Appello aveva ritenuto le prove della simulazione insufficienti, la sua decisione è stata confermata, così come la divisione dei beni e la condanna alle spese per la parte soccombente.
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Restituzione somme ereditate: il caso in Cassazione
In una causa di successione tra fratelli, la Corte di Cassazione affronta il tema della restituzione somme ereditate. Due figli, che avevano ricevuto ingenti somme dalla madre defunta, si vedono qualificare tali trasferimenti non come donazioni, ma come indebito oggettivo. La Suprema Corte conferma che, in assenza di una valida causa o della forma richiesta per la donazione, le somme costituiscono un credito dell'eredità verso i figli. Tuttavia, corregge la sentenza d'appello sul calcolo degli interessi, stabilendo che questi decorrono dalla domanda giudiziale e non dal momento della dazione, stante la presunzione di buona fede dei riceventi.
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Azione di riduzione: onere della prova chiarito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20954/2025, ha chiarito i requisiti dell'onere probatorio per l'erede che agisce con un'azione di riduzione. Nel caso esaminato, alcuni eredi legittimari avevano citato in giudizio un altro erede, beneficiario di cospicue donazioni da parte del defunto. Le corti di merito avevano rigettato la domanda per mancato assolvimento dell'onere della prova. La Cassazione ha cassato la decisione, stabilendo che l'attore non è tenuto a quantificare monetariamente la lesione nella domanda iniziale, ma deve fornire una rappresentazione patrimoniale, anche basata su presunzioni, che renda verosimile la lesione della quota di legittima. Indicare analiticamente le donazioni e i beni relitti è sufficiente per superare il vaglio iniziale di ammissibilità della domanda.
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Azione di riduzione: onere della prova del legittimario
Un erede ha promosso un'azione di riduzione sostenendo che una compravendita stipulata dalla defunta fosse in realtà una donazione dissimulata a favore di un altro erede. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, confermando la decisione di primo grado. Il motivo centrale del rigetto risiede nell'inadempimento dell'onere della prova da parte dell'attore. La Corte ha stabilito che chi agisce in riduzione non può limitarsi a una generica allegazione, ma deve fornire una precisa rappresentazione patrimoniale, indicando il valore della massa ereditaria, della sua quota e la misura esatta della lesione subita.
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Responsabilità professionale avvocato: il caso del B.I.
Una sentenza della Corte d'Appello analizza un caso di presunta responsabilità professionale di un avvocato in una complessa causa di successione. L'erede aveva contestato il compenso del legale, accusandolo di non averla informata sulla necessità di accettare l'eredità con beneficio di inventario, causandole un presunto danno. La Corte ha respinto l'appello, confermando il diritto al compenso del professionista. La decisione si fonda sulla prova testimoniale, che ha dimostrato la corretta informazione fornita dal legale, e sull'assenza di un danno certo e attuale, requisito fondamentale per il risarcimento.
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Donazione indiretta e polizza vita: lesione legittima
Un figlio cita in giudizio la sorella sostenendo che i premi di una polizza vita, pagati dalla madre defunta a beneficio della sorella, costituissero una donazione indiretta lesiva della sua quota di legittima. Il Tribunale di Sondrio accoglie la domanda, affermando che i premi versati devono essere inclusi nel calcolo del patrimonio ereditario (riunione fittizia). Di conseguenza, ha ordinato alla sorella di reintegrare la quota del fratello con un pagamento corrispondente alla lesione subita.
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Simulazione vendita immobiliare: nullità e donazione
Due sorelle hanno impugnato con successo una vendita immobiliare conclusa decenni prima dal loro padre a favore del cognato. Il Tribunale di Roma ha accertato la simulazione vendita immobiliare, dichiarando nullo sia l'atto di compravendita sia la donazione dissimulata per vizio di forma. Di conseguenza, l'immobile è stato considerato come mai uscito dal patrimonio del defunto, rientrando nell'asse ereditario. La sproporzione del prezzo e le dichiarazioni nel testamento del padre sono state prove decisive.
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