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Avviso Di Ricevimento

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289 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Notifica atto impositivo: prova della ricezione CAD
La Cassazione afferma che per una valida notifica di un atto impositivo, in caso di assenza del destinatario, non è sufficiente provare la spedizione della Comunicazione di Avvenuto Deposito (CAD), ma è necessaria la prova della sua effettiva ricezione tramite la produzione in giudizio dell'avviso di ricevimento.
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Notifica raccomandata informativa: la prova decisiva
Un contribuente si oppone a una cartella esattoriale per un vizio di notifica. La Cassazione chiarisce che la prova della notifica raccomandata informativa, sebbene non fornita con l'avviso di spedizione, può essere data con altri mezzi idonei, come l'avviso di ricevimento firmato da un familiare. La sentenza di primo grado è stata annullata.
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Notifica della citazione: l’avviso di ricevimento fa fede
In una causa di vicinato, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato nulla la notifica della citazione a una convenuta. La Suprema Corte ha stabilito che l'avviso di ricevimento, indicando l'indirizzo corretto, ha valore di atto pubblico e fa piena prova fino a querela di falso, anche se l'atto è stato consegnato a un familiare di un'omonima. Viene quindi ribadita la presunzione di validità della notifica quando le attestazioni dell'agente postale sono formalmente corrette.
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Notifica cartella esattoriale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un'intimazione di pagamento. L'ordinanza stabilisce che per la prova della notifica cartella esattoriale è sufficiente la produzione di una copia dell'avviso di ricevimento, a meno che non vi sia un disconoscimento specifico e non generico. La Corte ha inoltre ribadito che i crediti erariali come IRPEF e IVA si prescrivono nel termine ordinario di dieci anni e non in cinque.
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Notifica C.A.D.: serve la ricevuta di ritorno
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto il relativo avviso di accertamento. L'Amministrazione Finanziaria asseriva di aver perfezionato la notifica tramite il servizio postale, inviando la Comunicazione di Avvenuto Deposito (C.A.D.) dopo un tentativo di consegna fallito per assenza del destinatario. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso dell'ente impositore. Ha stabilito che, per una valida notifica C.A.D., non è sufficiente provare la spedizione della raccomandata informativa, ma è indispensabile produrre in giudizio l'avviso di ricevimento della stessa. Solo questo documento, infatti, prova il perfezionamento del procedimento e tutela il diritto di difesa del contribuente.
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Disconoscimento cartelle esattoriali: ricorso inammissibile
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'agenzia di riscossione in tema di disconoscimento cartelle esattoriali. La decisione è dovuta al mancato rispetto degli oneri di specificazione ed allegazione previsti dalla procedura civile, che non ha permesso di valutare l'errore denunciato sulla genericità del disconoscimento delle fotocopie degli avvisi di ricevimento.
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Notifica ricorso cassazione: ecco quando è inammissibile
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro un imprenditore. Tuttavia, non ha depositato la prova di avvenuta notifica del ricorso (l'avviso di ricevimento). La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che un semplice 'esito della spedizione' non è sufficiente a provare la corretta instaurazione del contraddittorio. La mancanza di questa prova formale, in assenza di difesa della controparte, rende l'impugnazione irrimediabilmente viziata.
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Produzione avviso di ricevimento: quando è tardi?
Con la sentenza n. 34591/2019, la Cassazione Civile, Sezione Tributaria, ha ribadito che la mancata produzione dell'avviso di ricevimento della notifica dell'atto di appello comporta l'inammissibilità del ricorso. Anche se è possibile un deposito tardivo fino all'udienza di discussione, la sua totale omissione è un vizio insanabile che impedisce al giudice di esaminare il merito della causa. Il caso riguardava un'impugnazione di cartelle esattoriali e la Corte ha respinto il ricorso della società contribuente, confermando la centralità di questo adempimento processuale.
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Querela di falso: quando è inammissibile? Analisi
Un contribuente ha presentato una querela di falso contro numerose cartelle esattoriali, contestando l'autenticità di firme su avvisi di ricevimento, relate di notifica e la validità di notifiche via PEC. Il Tribunale di Roma ha dichiarato la domanda inammissibile, chiarendo che la querela di falso è uno strumento utilizzabile solo contro atti dotati di fede pubblica privilegiata. Secondo la corte, una firma illeggibile, una relata senza identificazione del ricevente o una ricevuta di consegna PEC non rientrano in questa categoria, rendendo l'azione improcedibile.
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