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Avviso Di Liquidazione — Anno 2022

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228 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Avviso Di Liquidazione

Provvedimenti

Decadenza del potere di accertamento: il ricorso batte il fisco
Due società contribuenti hanno impugnato un avviso di liquidazione per imposte ipotecaria e catastale, eccependo la nullità della notifica e la decadenza del potere di accertamento dell'amministrazione finanziaria. La Commissione Tributaria Regionale aveva ritenuto sanata la nullità della notifica grazie alla presentazione del ricorso da parte delle società. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso delle contribuenti, stabilendo che la sanatoria della notifica per raggiungimento dello scopo non impedisce la decadenza del potere di accertamento se il ricorso viene presentato dopo la scadenza dei termini previsti dalla legge per l'azione del fisco. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l'atto impositivo, condannando l'Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese.
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Compendio unico agricolo: sì all’esenzione con acquisti a tappe
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un agricoltore l'agevolazione fiscale per l'acquisto di un terreno, richiedendo il pagamento delle imposte di registro e ipocatastali. Secondo il Fisco, l'acquirente non possedeva da subito l'estensione minima di terreno richiesta dalla legge. La Corte di Cassazione ha invece respinto il ricorso del Fisco, confermando la validità dell'agevolazione. I giudici hanno stabilito che il compendio unico agricolo può essere costituito anche in modo progressivo, attraverso acquisti successivi di terreni. L'importante è che l'acquirente possieda la qualifica di imprenditore agricolo professionale al momento dell'acquisto e si impegni formalmente nell'atto notarile a coltivare il terreno per almeno dieci anni.
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Firma e legittimazione processuale dell’Agenzia delle Entrate
Un contribuente impugnava un avviso di liquidazione per imposte ipotecarie e di bollo. La Commissione Tributaria Regionale dichiarava inammissibile l'appello del fisco perché firmato dal direttore dell'ex Agenzia del Territorio (poi incorporata) senza l'esibizione di una specifica delega scritta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ufficio finanziario, ribadendo il principio sulla legittimazione processuale dell'Agenzia delle Entrate. Secondo i giudici, gli uffici periferici sono rappresentati dal direttore o da un preposto senza necessità di mostrare una delega specifica, salvo prova contraria della controparte. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Tassazione per enunciazione: il Fisco perde contro gli eredi
L'Agenzia delle Entrate ha tassato d'ufficio due lettere allegate alla dichiarazione di successione, con cui i figli riconoscevano debiti verso i genitori. L'ufficio riteneva applicabile l'imposta di registro per il cosiddetto caso d'uso o per enunciazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, stabilendo che l'allegazione di lettere private alla dichiarazione di successione non integra i presupposti per la tassazione per enunciazione. Infatti, la dichiarazione di successione non è un atto soggetto a registrazione in senso stretto e la mera menzione del debito non costituisce un utilizzo giuridico dell'atto (caso d'uso). Di conseguenza, i contribuenti non devono pagare l'imposta pretesa dal fisco.
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Agevolazione prima casa: il Fisco perde se il Comune ritarda
I contribuenti hanno impugnato un avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate revocava l'agevolazione prima casa. I cittadini avevano richiesto il trasferimento della residenza nel Comune dell'immobile, ma la procedura amministrativa non si era conclusa in tempo per via dei ritardi del Comune. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione al Fisco, ritenendo non provato l'effettivo trasferimento. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei contribuenti, stabilendo che il ritardo causato dall'inerzia della pubblica amministrazione può costituire una causa di forza maggiore. Di conseguenza, l'agevolazione prima casa non si perde se il ritardo nel trasferimento della residenza è dovuto a impedimenti burocratici imprevedibili e inevitabili, non imputabili al cittadino. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Tassazione divisione ereditaria: fisco contro contribuenti
Due contribuenti hanno impugnato un avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate richiedeva maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale. La controversia riguarda la tassazione divisione ereditaria di una pluralità di immobili provenienti da diverse successioni (masse plurime). I contribuenti invocavano l'applicazione dell'agevolazione fiscale prevista dall'articolo 34 del d.P.R. 131/1986, negata dall'ufficio tributario. Dopo alterne decisioni nei gradi di merito, la sesta sezione civile della Corte di Cassazione, ritenendo la questione giuridica complessa e non di immediata soluzione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questa decisione, la Corte ha rinviato la causa alla quinta sezione ordinaria per una trattazione in pubblica udienza, rimandando così la decisione finale sul merito della tassazione.
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Definizione agevolata: la sostanza vince sulla forma del fisco
Due soci di una società di persone impugnano un avviso di liquidazione per un'imposta straordinaria su un immobile. Durante la causa, i contribuenti chiedono la definizione agevolata della controversia. L'Agenzia delle Entrate nega la sanatoria, sostenendo che l'atto impugnato sia di mera liquidazione e non impositivo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dei contribuenti. I giudici chiariscono che, per accedere alla definizione agevolata, conta la natura sostanziale dell'atto e non il suo nome formale. Poiché l'avviso determinava per la prima volta un valore maggiore dell'immobile, esso costituisce un atto impositivo a tutti gli effetti. Di conseguenza, la Cassazione annulla il diniego del fisco e dichiara estinto il processo.
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Imposta di registro su usucapione: Fisco vince contro gli eredi
L'Agenzia delle Entrate ha notificato ad alcuni eredi un avviso di liquidazione per il pagamento dell'imposta di registro su usucapione, calcolata sulla base di una sentenza civile che accertava l'acquisto di una quota di un terreno. I contribuenti contestavano la validità dell'atto per difetto di motivazione, in quanto la sentenza non era allegata e il valore del terreno era ritenuto eccessivo rispetto a quello catastale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che l'avviso è valido anche senza allegare la sentenza se questa è già nota alle parti. Inoltre, la base imponibile per l'imposta di registro su usucapione deve essere determinata in base al valore venale del bene al momento del passaggio in giudicato della sentenza, e non sul valore catastale storico.
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