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Avviso Di Accertamento — Anno 2024

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550 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Avviso Di Accertamento

Provvedimenti

Immobili non accatastati: come si calcola l’ICI?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6328/2024, ha stabilito un principio fondamentale per il calcolo dell'ICI su immobili non accatastati. Il caso riguardava una società che gestiva un pontile in concessione, per il quale il Comune aveva richiesto l'ICI basandosi su una rendita presunta. La Suprema Corte ha annullato la decisione, chiarendo che per i fabbricati del gruppo catastale D non ancora iscritti in catasto, la base imponibile deve essere determinata secondo il criterio del valore contabile, come previsto dalla legge. L'utilizzo di una rendita comunicata informalmente è stato ritenuto illegittimo.
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Inerenza costi: la Cassazione chiarisce i criteri
Una società del settore lattiero-caseario si è vista contestare la deducibilità di costi per servizi logistici per presunta mancanza di inerenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che l'inerenza dei costi va valutata in relazione all'attività d'impresa nel suo complesso e non ai singoli ricavi. La Corte ha stabilito che una documentazione contrattuale lacunosa può essere superata se altri elementi, come una stabile collaborazione e la carenza di mezzi propri del contribuente, dimostrano la pertinenza della spesa.
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Avviso di accertamento: firma e motivazione valide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società agricola e dei suoi soci contro un avviso di accertamento. L'ordinanza chiarisce che la firma delegata sull'atto non necessita dell'indicazione nominativa del funzionario. Inoltre, la Corte ha ribadito che la contestazione della metodologia di accertamento deve essere specifica e non può tradursi in una richiesta di riesame dei fatti. Infine, ha escluso la 'motivazione apparente' della sentenza di secondo grado, ritenendola sufficientemente chiara nel giustificare la rettifica del reddito basata su documentazione extracontabile.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario relativo a costi di sponsorizzazione contestati. La decisione è seguita all'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Poiché l'Amministrazione Finanziaria non ha presentato istanza per la prosecuzione del giudizio entro i termini, il processo si è estinto, con spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società cooperativa ha impugnato un avviso di accertamento basato su scostamenti dagli studi di settore. Dopo un iter giudiziario che ha visto l'annullamento dell'atto in secondo grado e il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in Cassazione, il processo è stato dichiarato estinto. La causa dell'estinzione è stata l'adesione della società alla definizione agevolata delle liti pendenti, con il versamento di un importo ridotto, come previsto dalla normativa sopravvenuta.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione e la lite fiscale
Una società, coinvolta in una lunga controversia fiscale con l'Agenzia delle Entrate per accertamenti su IRES, IVA e IRAP, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti durante il procedimento in Cassazione. Avendo presentato la domanda e pagato l'importo dovuto, la Corte Suprema ha verificato la sussistenza dei presupposti di legge e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese legali restassero a carico di chi le aveva anticipate.
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Definizione agevolata liti: estinzione processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario riguardante un avviso di accertamento. La decisione è scaturita dalla richiesta di definizione agevolata liti presentata dal contribuente. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la trattazione del caso entro il termine previsto dalla legge, il procedimento si è automaticamente estinto, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata liti: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante un recupero IVA. La decisione è seguita all'adesione del contribuente alla definizione agevolata liti pendenti, come previsto dalla Legge n. 197/2022. La Corte ha confermato che il versamento della prima rata è sufficiente per chiudere il contenzioso, con spese legali a carico di chi le ha anticipate.
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Permuta immobiliare IVA: quando scatta l’obbligo?
L'Agenzia delle Entrate contesta a un contribuente l'omesso versamento dell'IVA su operazioni di permuta immobiliare. La Cassazione, data la complessità del trattamento fiscale della permuta immobiliare IVA su beni futuri, ha rinviato il caso a pubblica udienza per approfondire la questione del momento impositivo.
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Duplicazione d’imposta: onere della prova a carico del Fisco
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di contestata duplicazione d'imposta, spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrare che una seconda cartella esattoriale non costituisce una ripetizione di una pretesa già avanzata. Nel caso di specie, a seguito di un avviso di accertamento, era stata emessa una prima cartella per un importo parziale e, successivamente, una seconda cartella. La contribuente ha lamentato una duplicazione del debito. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando le sentenze di merito, poiché l'ente non ha fornito prove concrete che la seconda cartella si riferisse al saldo residuo del debito e non a una duplicazione del primo.
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Motivazione avviso accertamento: i limiti del Comune
Una contribuente ha impugnato avvisi di accertamento IMU e TASI. La Corte di Cassazione ha analizzato la questione, stabilendo che la motivazione dell'avviso di accertamento è adeguata se permette al cittadino di comprendere la pretesa fiscale e difendersi. Tuttavia, la Corte ha cassato la sentenza d'appello per omessa pronuncia su una specifica contestazione relativa all'applicazione delle sanzioni, rinviando il caso per un nuovo esame su questo punto.
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Valore terreni edificabili: perizia vs Comune
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo al valore di alcuni terreni edificabili, sostenendo che la valutazione del Comune fosse fuori mercato. La Corte di Cassazione, confermando la decisione della Commissione Tributaria Regionale, ha stabilito che una perizia di parte, se ben argomentata, può superare il valore presuntivo determinato dall'ente locale. L'ordinanza chiarisce che né una conciliazione giudiziale per un'annualità diversa né una precedente sentenza sono vincolanti per la determinazione del valore in anni successivi, data la natura variabile del mercato immobiliare.
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Avviso di accertamento: quando è valido senza PVC?
Una società del settore moda, in fallimento, ha impugnato un avviso di accertamento IVA, sostenendo la sua nullità per la mancata allegazione del Processo Verbale di Constatazione (PVC) della Guardia di Finanza. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 5754/2024, ha rigettato il ricorso. La Corte ha stabilito che la mancata allegazione non invalida l'atto se il contribuente era già a conoscenza del contenuto del PVC. Tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli procedurali e probatori, sono stati dichiarati inammissibili, confermando la validità dell'avviso di accertamento.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, in lite con l'Agenzia delle Entrate per un avviso di accertamento fiscale, ha richiesto l'applicazione della definizione agevolata della controversia. La Corte di Cassazione, avendo verificato la presentazione della domanda e il relativo pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo, in conformità con la normativa sulla tregua fiscale.
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Definizione agevolata: no se il debito è definitivo
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per un debito tributario divenuto definitivo a causa della mancata riassunzione di un precedente giudizio. Invocava l'applicazione della definizione agevolata, sostenendo che avrebbe dovuto sospendere la procedura. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la definizione agevolata è inapplicabile ai debiti fiscali ormai certi e non più oggetto di controversia. L'intimazione di pagamento è un atto di riscossione, non un nuovo atto impositivo idoneo alla definizione.
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Avviso di accertamento: firma e prova della delega
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5721/2024, ha stabilito che un avviso di accertamento non possiede fede pubblica. Di conseguenza, la semplice menzione dell'esistenza di una delega di firma al funzionario che lo ha sottoscritto non è sufficiente a provarne la validità. Spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrare in giudizio, in caso di contestazione da parte del contribuente, l'effettiva esistenza e validità di tale delega. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente attribuito valore di prova sufficiente alla dichiarazione contenuta nell'atto stesso, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Una società nautica aveva ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio contro una pretesa IVA dell'Amministrazione Finanziaria sulla vendita di un'imbarcazione all'estero. Durante il ricorso in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata, pagando quanto dovuto. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, senza entrare nel merito della questione originaria.
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Avviso di accertamento: quando la motivazione è valida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5522/2024, ha respinto il ricorso di alcuni contribuenti contro un avviso di accertamento IMU, ritenendolo sufficientemente motivato. La Corte ha ribadito il principio di autosufficienza del ricorso, sottolineando che il ricorrente deve trascrivere gli atti contestati. Ha inoltre confermato che le sanzioni amministrative non si trasmettono agli eredi.
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Avviso accertamento: motivazione e onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5509/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un avviso di accertamento IMU per difetto di specificità. I ricorrenti non avevano allegato l'atto impugnato, violando il principio di autosufficienza. La Corte ha inoltre confermato che le sanzioni tributarie non si trasmettono agli eredi, dichiarando la cessazione della materia del contendere su questo punto specifico.
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Termine dilatorio: nullo l’avviso senza i 60 giorni
Una contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento basato su disponibilità finanziarie all'estero. L'atto è stato notificato prima della scadenza del termine dilatorio di 60 giorni dalla consegna del verbale di constatazione. La Corte di Cassazione ha annullato l'avviso, ribadendo che il mancato rispetto di questo termine, posto a garanzia del contraddittorio, causa la nullità insanabile dell'atto impositivo, salvo la prova di specifiche ed eccezionali ragioni d'urgenza da parte dell'Amministrazione Finanziaria, non ravvisabili nel caso di specie.
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