Una società di noleggio veicoli, con sede legale nella Repubblica Ceca ma operante in Italia, è stata accusata di esterovestizione dal Fisco. L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento prima della scadenza del termine di 60 giorni previsto dallo Statuto del Contribuente, adducendo l'urgenza dovuta a un procedimento penale a carico dell'amministratore di fatto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, annullando l'avviso. I giudici hanno stabilito che la mera esistenza di un procedimento penale non è sufficiente a dimostrare l'urgenza, che deve essere provata in concreto dall'Amministrazione Finanziaria con elementi che dimostrino un rischio effettivo per la riscossione del credito.
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