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Autosufficienza

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611 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Somministrazione idrica: guida ai debiti condominiali
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di pagamento per la somministrazione idrica a carico di un utente condominiale, rigettando il ricorso per difetto di specificità e tardività delle eccezioni. La sentenza ribadisce che le irregolarità formali nella decisione orale non comportano nullità se lo scopo dell'atto è raggiunto e che la contestazione della titolarità del rapporto deve essere provata tempestivamente.
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Legittimazione passiva: guida ai debiti delle ASL
Un'Azienda Sanitaria Locale ha impugnato la condanna al pagamento di oltre un milione di euro per prestazioni sanitarie, eccependo il proprio difetto di legittimazione passiva a favore di una società regionale di gestione finanziaria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che la questione sulla legittimazione passiva non era stata sollevata tempestivamente nei gradi di merito e che i motivi di ricorso erano formulati in modo generico, violando il principio di autosufficienza e omettendo di censurare tutte le ragioni della decisione d'appello.
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Comodato: quando l’erede può riavere l’immobile
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di rilascio di un immobile concesso in **comodato**, nonostante la pattuizione di una durata vitalizia. La controversia è sorta tra l'erede del proprietario originario e l'occupante. L'erede, madre nubile in stato di necessità abitativa, ha invocato l'art. 1809 c.c. per ottenere la restituzione del bene. La Corte ha stabilito che il bisogno urgente e imprevisto del proprietario prevale sulla stabilità del rapporto, anche se destinato a soddisfare esigenze abitative di lunga durata, purché la necessità sia seria, attuale e documentata.
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TARI: annullamento per omessa pronuncia del giudice
Una società ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla TARI per l'anno 2018, contestando la validità delle delibere comunali e il diritto all'esenzione per la produzione di rifiuti speciali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, rilevando che il giudice d'appello era incorso in un vizio di omessa pronuncia non esaminando l'eccezione sulla nullità delle delibere per mancata pubblicazione. Inoltre, la Corte ha censurato la decisione per non aver verificato l'esistenza di una denuncia di esenzione regolarmente presentata dalla contribuente, limitandosi a un'analisi astratta dell'onere probatorio senza considerare i fatti concreti.
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TARI: esenzione rifiuti speciali non automatica
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione dalla TARI per le aree destinate alla produzione di rifiuti speciali non opera in via automatica. Nel caso di specie, una società aveva contestato un avviso di accertamento per l'annualità 2016, sostenendo che solo una minima parte dell'immobile fosse soggetta a tassazione. Sebbene i giudici di merito avessero accolto il ricorso basandosi su un sopralluogo tardivo del 2019, la Suprema Corte ha cassato la sentenza. Il principio cardine è che il contribuente deve assolvere specifici oneri dichiarativi e informativi nei termini previsti dai regolamenti comunali per beneficiare della detassazione, non essendo sufficiente una dimostrazione postuma in sede giudiziaria.
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Ricorso per Cassazione: guida all’ammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il Ricorso per Cassazione proposto dai soci di una società di consulenza contro avvisi di accertamento per redditi non dichiarati. La decisione si fonda sulla mancata chiarezza dei motivi esposti, che mescolavano vizi eterogenei, e sulla violazione del principio di autosufficienza, non avendo i ricorrenti riportato i passaggi essenziali degli atti contestati. La Corte ha inoltre ribadito che il vizio di insufficiente motivazione non è più censurabile se non nei casi di totale assenza di logica.
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Ordine di demolizione: limiti al ricorso dei terzi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due fratelli contro un ordine di demolizione relativo a un immobile ricevuto in donazione dai genitori già condannati. I ricorrenti contestavano la validità del titolo esecutivo e cercavano di legittimare sanatorie separate tramite un contratto di comodato. La Corte ha stabilito che i terzi non possono eccepire vizi procedurali della condanna altrui e che il frazionamento della volumetria per eludere i limiti del condono edilizio è illegale.
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Affidamento in prova: revoca per aggressione
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca dell'**affidamento in prova** per un condannato resosi responsabile di un'aggressione ai danni del coniuge. Il Tribunale di Sorveglianza ha esercitato correttamente il proprio potere discrezionale, ritenendo la condotta violenta incompatibile con il percorso rieducativo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché la difesa non ha provato di aver richiesto misure alternative subordinate nei precedenti gradi di giudizio, violando il principio di autosufficienza.
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Doppia imposizione: rimborso IRPEF pensioni estero
Un contribuente residente in Portogallo ha impugnato il diniego dell'Agenzia delle Entrate relativo al rimborso delle ritenute IRPEF operate sulla sua pensione. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato il rimborso sostenendo che l'esenzione fiscale decennale prevista in Portogallo per i nuovi residenti avrebbe generato una doppia non imposizione e che mancasse un certificato di residenza specifico. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che in tema di doppia imposizione conta la potestà impositiva astratta dello Stato di residenza e che i certificati fiscali esteri sono prove idonee senza necessità di formule sacramentali.
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Usura: basta la parola della vittima per la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per i reati di usura e tentata estorsione. Il ricorrente lamentava la violazione del principio del ne bis in idem e la mancanza di prove certe sugli interessi usurari. La Suprema Corte ha chiarito che la testimonianza della persona offesa è sufficiente a provare l'usura se descrive tassi esorbitanti, senza necessità di ulteriori riscontri documentali. Inoltre, le minacce rivolte alle vittime non possono essere declassate a semplici sfoghi, configurando pienamente il reato di tentata estorsione.
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Credito IVA: onere della prova e limiti del condono
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società in liquidazione riguardante il disconoscimento di un Credito IVA maturato nel 2002 e compensato nel 2004. La Corte ha stabilito che l'onere della prova sulla sussistenza del credito spetta interamente al contribuente, il quale deve produrre documentazione idonea. Inoltre, è stato chiarito che il condono fiscale sana le passività ma non rende incontestabili i crediti, i quali restano soggetti al potere di rettifica dell'Amministrazione finanziaria. Molti motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per difetto di autosufficienza e preclusione processuale.
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Giudicato esterno e successione nel lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un ente pubblico in merito al riconoscimento di mansioni superiori di un dipendente. La controversia ruota attorno al concetto di **Giudicato esterno** e alla sua efficacia nel tempo, specialmente in caso di successione tra datori di lavoro. L'ente ricorrente sosteneva l'esistenza di un conflitto tra precedenti sentenze, ma non ha fornito la documentazione necessaria a dimostrare la coincidenza di oggetto e titolo. La Corte ha ribadito che il giudicato formatosi contro il precedente datore di lavoro vincola anche il successore nel rapporto di impiego.
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Attenuante della collaborazione: i requisiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per associazione mafiosa, confermando il diniego dell'attenuante della collaborazione. La Suprema Corte ha chiarito che il contributo deve essere concreto e decisivo, non bastando dichiarazioni generiche o riferite a fatti già accertati.
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Lavoro irregolare: condanna per impiego di stranieri
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un datore di lavoro responsabile di lavoro irregolare, avendo impiegato un cittadino straniero privo di permesso di soggiorno. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi erano generici e privi del requisito dell'autosufficienza, non avendo l'imputato allegato la documentazione necessaria a smentire la sua posizione di titolare dell'impresa.
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Autosufficienza del ricorso: regole Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato per rapina, evidenziando il mancato rispetto del principio di autosufficienza del ricorso. Il ricorrente si è limitato a riproporre censure generiche già analizzate in appello, senza allegare o trascrivere correttamente gli atti processuali che sosteneva fossero stati travisati dai giudici di merito.
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Ricorso per Cassazione inammissibile: oneri e prove
La Suprema Corte ha dichiarato un ricorso per Cassazione inammissibile in una controversia riguardante i danni a un immobile locato. Il locatore non ha fornito la prova specifica dei lavori eseguiti dal conduttore né ha rispettato gli oneri di localizzazione dei documenti contrattuali. La decisione conferma che in sede di legittimità non è possibile richiedere un nuovo esame dei fatti già valutati nei gradi precedenti.
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Accertamento induttivo antieconomicità: la sentenza
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un accertamento induttivo antieconomicità verso una società di ristorazione con perdite sistematiche a fronte di costi elevati. La Corte chiarisce inoltre che la notifica della sentenza all'Agenzia delle entrate-Riscossione non fa decorrere i termini brevi contro l'Agenzia delle Entrate, essendo soggetti autonomi.
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Spese processuali: quando pagarle in caso di nullità.
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un lavoratore che contestava la condanna alle spese processuali di primo grado a seguito della dichiarazione di nullità della sentenza per mancata integrazione del contraddittorio con l'INPS. La Corte ha stabilito che il giudice d'appello non può liquidare automaticamente tali spese se non ha elementi per attribuire l'irregolarità a una specifica parte.
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Manutenzione solaio locazione: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un locatore che pretendeva la risoluzione del contratto per inadempimento del conduttore in seguito al crollo parziale del soffitto. La Suprema Corte ha stabilito che la manutenzione solaio locazione spetta al proprietario poiché le parti strutturali dell'immobile, come solai e muri portanti, restano nella sfera di custodia del locatore, specialmente quando il conduttore non ne ha l'uso o l'accesso diretto.
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Ricorso inammissibile e abuso del processo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'associazione sportiva per inadempimento contrattuale, dichiarando il ricorso inammissibile. Il caso riguardava l'organizzazione di un evento sportivo internazionale compromesso da infiltrazioni d'acqua. La Corte ha rilevato che il ricorrente non ha rispettato i requisiti di autosufficienza e ha tentato una surrettizia rivalutazione del merito, configurando un abuso del processo punibile con sanzioni pecuniarie per lite temeraria.
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