LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Atto Impositivo

Pagina 32 di 40

786 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata cartella: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cartella di pagamento, emessa a seguito di controllo automatizzato, può essere oggetto di definizione agevolata se rappresenta il primo atto con cui la pretesa fiscale viene comunicata al contribuente. In un caso riguardante omessi versamenti Irap e Ires, una società aveva richiesto la definizione agevolata della lite pendente. L'Agenzia delle Entrate aveva negato la richiesta, sostenendo che la cartella fosse un mero atto di riscossione. La Suprema Corte ha invece accolto il ricorso del contribuente, qualificando tale cartella come atto impositivo e dichiarando estinto il giudizio.
Continua »
Tassabilità aree produttive: la Cassazione decide
Una società manifatturiera ha contestato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti, sostenendo che le aree di magazzino, funzionalmente collegate alla produzione, dovessero essere esentate in quanto produttive di rifiuti speciali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del giudice di merito. La Corte ha chiarito che il motivo di ricorso per "omesso esame" deve riguardare un fatto storico e non una questione giuridica, e che la Corte stessa non può riesaminare i fatti del caso, ribadendo così il principio della tassabilità delle aree produttive in assenza di una prova adeguata fornita dal contribuente.
Continua »
Specificità motivi appello: la Cassazione chiarisce
Una società si opponeva a un avviso di accertamento per l'imposta di pubblicità. In secondo grado, l'appello dell'ente concessionario veniva accolto. La società ricorreva in Cassazione lamentando la mancanza di specificità dei motivi di appello della controparte e il difetto di motivazione dell'atto impositivo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che il requisito della specificità dei motivi di appello è soddisfatto quando l'atto, anche riproponendo difese di primo grado, critica puntualmente la decisione impugnata. Ha inoltre ritenuto l'avviso di accertamento sufficientemente motivato in quanto contenente tutti gli elementi essenziali per permettere l'esercizio del diritto di difesa.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: basta l’obbligo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18046/2025, ha chiarito che, per la normativa applicabile fino al 2015, il raddoppio dei termini di accertamento fiscale scatta in presenza dell'obbligo di denuncia per reati tributari, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia stessa. La Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società, cassando la decisione dei giudici di merito che avevano annullato un avviso di accertamento per decorrenza dei termini. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Reddito illecito: soci responsabili anche se ignari
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità fiscale dei soci di una società di persone. In caso di reddito illecito prodotto da uno solo dei soci, l'obbligazione tributaria si estende a tutti i membri della società in base al principio di trasparenza fiscale. La Corte ha stabilito che l'estraneità di un socio alla condotta criminosa non lo esonera dal pagamento delle imposte sui proventi generati, poiché il reddito è imputato alla società e, di conseguenza, a tutti i soci pro quota.
Continua »
Definizione agevolata: cartella valida anche con avviso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17584/2025, ha stabilito che un contenzioso su una cartella di pagamento derivante da controllo automatizzato è ammissibile alla definizione agevolata, anche se il contribuente aveva ricevuto in precedenza un avviso bonario. La Corte ha chiarito che l'impugnazione dell'avviso bonario è facoltativa, pertanto la cartella resta il primo atto impugnabile che permette di contestare il merito della pretesa fiscale e accedere ai benefici della definizione agevolata.
Continua »
Definizione agevolata: sì per l’atto di pagamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'intimazione di pagamento notificata agli ex soci e all'ex liquidatore di una società estinta costituisce il primo atto impositivo nei loro confronti. Di conseguenza, la controversia che ne deriva è ammissibile alla definizione agevolata. La Corte ha chiarito che, quando un atto è il primo a comunicare la pretesa fiscale al contribuente (in questo caso, i successori della società), esso è impugnabile nel merito e rientra nell'ambito della sanatoria, portando all'estinzione del giudizio pendente.
Continua »
Onere della prova nel processo tributario: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16603/2025, ha affermato un principio cruciale in materia di onere della prova nel processo tributario. A seguito di un ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento, la Corte ha stabilito che, una volta avviato il contenzioso, spetta all'Amministrazione finanziaria dimostrare i fatti costitutivi della propria pretesa, e non al contribuente provare l'infondatezza dell'accertamento. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente invertito tale onere, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Definizione agevolata: Cassazione estende l’ambito
Una contribuente, ex dipendente di un istituto bancario, si è vista negare la definizione agevolata di una controversia tributaria pendente in Cassazione, relativa alla restituzione di un rimborso fiscale. L'Amministrazione finanziaria sosteneva che la lite non fosse definibile perché non originata da un atto impositivo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente, stabilendo che la L. n. 130/2022 ha ampliato l'ambito della definizione agevolata a tutte le controversie pendenti in Cassazione, a prescindere dalla natura dell'atto impugnato, con l'obiettivo di ridurre il contenzioso. Di conseguenza, il giudizio è stato dichiarato estinto.
Continua »
Notifica atti tributari: valida se via posta privata
Una contribuente ha impugnato un avviso di pagamento per la tassa sui rifiuti, sostenendo la nullità della notifica perché effettuata da un operatore postale privato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo un principio chiave: la notifica atti tributari di natura sostanziale, come un avviso di pagamento, è da considerarsi valida se avvenuta tramite un operatore postale privato munito di licenza individuale, nel periodo successivo alla liberalizzazione parziale del settore avviata nel 2011. La Corte ha distinto tali atti da quelli puramente giudiziari, per i quali vigevano regole diverse, e ha cassato la sentenza di secondo grado che aveva erroneamente dichiarato inesistente la notifica.
Continua »
Definizione agevolata: no se c’è rateazione
Un contribuente, dopo essere decaduto da un piano di rateazione di un debito fiscale, ha ricevuto una cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta di definizione agevolata, stabilendo che la cartella, in questo caso, è un atto di mera esecuzione e non un atto impositivo, poiché il contribuente era già a conoscenza del debito avendone chiesto e ottenuto la rateizzazione.
Continua »
Estinzione processo tributario: la guida completa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione di una società a una procedura di definizione agevolata. Il decreto chiarisce che l'inserimento della controversia in un apposito elenco da parte dell'Agenzia delle Entrate è prova sufficiente della regolarizzazione. Di conseguenza, si verifica l'estinzione del processo tributario e le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, senza possibilità di rimborso.
Continua »
Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario tra l'Agenzia delle Dogane e una società energetica. La decisione si basa sull'adesione della società alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. Avendo la parte contribuente presentato la domanda e versato gli importi dovuti, e in assenza di un diniego da parte dell'amministrazione, il processo si è estinto per legge, con spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario tra l'Agenzia delle Entrate e un contribuente. La controversia era stata inserita negli elenchi per la definizione agevolata. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza per la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge, la Corte ha applicato la normativa che prevede in questi casi l'estinzione del processo, stabilendo che ogni parte debba sostenere le proprie spese legali.
Continua »
Estinzione processo tributario: guida alla normativa
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo tributario tra l'Agenzia delle Entrate e una società. La controversia era stata inclusa in un elenco per la definizione agevolata e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro i termini di legge, portando alla cessazione del giudizio.
Continua »
Estinzione del processo tributario: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in una controversia tra una società cooperativa e l'Agenzia delle Entrate. La decisione si basa su una norma che prevede la definizione agevolata delle liti pendenti. Poiché la controversia era stata inserita in un apposito elenco dall'Agenzia e nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio, la Corte ha applicato l'estinzione automatica, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Estinzione processo tributario: il decreto della Cassazione
La Corte di Cassazione, con un recente decreto, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario a seguito della regolare adesione del contribuente a una procedura di definizione agevolata. La decisione chiarisce che l'inserimento della controversia negli elenchi dell'Agenzia delle Entrate è prova sufficiente della definizione, portando alla chiusura del giudizio e alla compensazione delle spese legali. Questo principio conferma l'efficacia delle procedure di sanatoria fiscale nel deflazionare il contenzioso pendente.
Continua »
Estinzione processo tributario: la definizione agevolata
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo tributario a seguito dell'adesione di una società a una procedura di definizione agevolata. L'inserimento della controversia in un elenco trasmesso dall'Agenzia delle Entrate è ritenuto prova sufficiente della regolarizzazione, comportando la cessazione del giudizio e la compensazione delle spese legali tra le parti.
Continua »
Estinzione processo tributario: la guida completa
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo tributario tra un'azienda e l'Agenzia delle Dogane. La decisione si basa sull'adesione dell'azienda alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. Avendo l'azienda presentato domanda e pagato le somme dovute, e in assenza di un diniego da parte dell'amministrazione finanziaria, il giudizio si è estinto con spese compensate tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del processo
In un caso di contenzioso tributario, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a seguito della richiesta di definizione agevolata delle controversie da parte di una delle parti, in conformità alla legge n. 197/2022. Le spese legali sono state poste a carico di chi le ha sostenute.
Continua »