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Atto Di Straordinaria Amministrazione

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atto che modifica in modo significativo la struttura o il patrimonio dell'impresa, non rientrando nella gestione corrente. In procedure concorsuali, la sua valutazione è più rigorosa e orientata alla tutela dei creditori.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Incarico Professionale nel Fallimento: Atto Ordinario o di Straordinaria Amministrazione?
Un avvocato ha chiesto di essere pagato per il suo lavoro in un fallimento, sostenendo che il suo credito dovesse essere pagato in prededuzione. Il suo incarico riguardava un ricorso amministrativo per salvare dei contributi per l'azienda. Il Tribunale aveva respinto la richiesta, ritenendo che l'incarico fosse un atto di straordinaria amministrazione e richiedesse un'autorizzazione che mancava. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. Ha stabilito che un incarico professionale non è automaticamente un atto di straordinaria amministrazione solo perché costoso. Deve essere valutato se l'incarico serviva a conservare o migliorare il patrimonio dell'azienda. La Corte ha rinviato il caso al Tribunale per una nuova valutazione.
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Sequestro preventivo: Liquidazione Societaria, Appello Tardivo e Inammissibilità
Un individuo aveva le azioni di una società sottoposte a sequestro preventivo. Il giudice delegato ordinò la liquidazione della società tramite l'amministratore giudiziario. L'individuo contestò questa decisione, ma il Tribunale la confermò. L'appello successivo al Tribunale del riesame fu dichiarato inammissibile per mancanza di interesse, poiché l'ordine originale del giudice delegato non era stato impugnato tempestivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'inammissibilità. Ha ribadito che la messa in liquidazione è un atto di straordinaria amministrazione che deve essere impugnato direttamente e nei tempi previsti, altrimenti il diritto di ricorso si estingue.
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Eccezione di inadempimento: i professionisti perdono il compenso
I Professionisti hanno chiesto l'ammissione al passivo di un'Azienda in amministrazione straordinaria per compensi professionali legati a un mandato di gruppo. L'Azienda ha sollevato l'eccezione di inadempimento, contestando la qualità delle prestazioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei Professionisti, confermando che spetta al lavoratore autonomo dimostrare l'esatto adempimento del proprio incarico quando il cliente contesta l'attività. Inoltre, l'accordo con cui l'Azienda si era accollata in solido i debiti delle altre società del gruppo, senza previa autorizzazione del tribunale durante il concordato preventivo, è inefficace verso i creditori poiché costituisce un atto di straordinaria amministrazione per via della sproporzione tra il debito assunto e il beneficio diretto ottenuto.
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Truffa alla scuola: la ratifica della querela salva il processo
Un soggetto viene condannato per truffa ai danni di una scuola. La sua difesa contesta la validità della querela, presentata da un'impiegata e approvata solo oralmente dal vicepresidente. La Corte di Cassazione, però, conferma la condanna. I giudici stabiliscono che la ratifica della querela da parte del vicepresidente, in assenza del presidente, è pienamente valida. Il legale rappresentante di un ente, infatti, ha il potere di sporgere querela a meno che lo statuto non lo vieti espressamente. La titolarità della carta prepagata su cui è stato versato il denaro è stata considerata prova sufficiente per l'identificazione del colpevole.
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Divide beni con i fratelli: atto annullato senza consenso moglie
La Cassazione conferma l'annullamento di un accordo preliminare di divisione immobiliare. Un marito aveva stipulato l'atto con i suoi fratelli riguardo a beni entrati nella comunione legale, ma senza l'approvazione della moglie. I giudici hanno stabilito che la disposizione di beni comuni è un atto di straordinaria amministrazione che richiede l'accordo di entrambi. La mancanza di approvazione rende l'atto invalido. La sentenza ribadisce il principio fondamentale per cui è necessario il consenso di entrambi per l'annullamento atto senza consenso coniuge, proteggendo il patrimonio familiare.
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Garanzia rinnovata in concordato: sì alla prededucibilità del credito
Una società creditrice ha chiesto il riconoscimento della prededucibilità del credito sorto dopo aver pagato delle garanzie (fideiussioni) a favore di un'azienda poi fallita. Tali garanzie erano state rinnovate, con autorizzazione del Tribunale, mentre l'azienda si trovava in concordato preventivo. Il Tribunale di merito aveva negato la prededucibilità, considerandole una semplice prosecuzione di un rapporto precedente. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio chiave: il rinnovo autorizzato di una garanzia scaduta è un nuovo contratto. Poiché questo atto è stato 'legalmente compiuto' durante la procedura concorsuale, il credito che ne deriva gode di prededucibilità e deve essere pagato con priorità. La Corte ha quindi dato ragione alla società creditrice.
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Dona la casa alla figlia: revocatoria nulla senza citare la moglie
Un ex presidente di banca, debitore verso la stessa, dona alla figlia un immobile in comunione legale con la moglie. La banca agisce in revocatoria solo contro padre e figlia, escludendo la moglie. La Cassazione accoglie il ricorso della figlia, stabilendo un principio fondamentale: per i beni in comunione legale, esiste un litisconsorzio necessario del coniuge non debitore. Poiché la comunione è 'senza quote' e la garanzia del creditore è l'intero bene, entrambi i coniugi devono essere citati in giudizio. La Corte annulla le sentenze precedenti e rinvia il processo al primo grado per integrare la moglie come parte necessaria.
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Affitto lungo senza ok di tutti? La locazione ultranovennale è nulla
Un comproprietario affitta un fondo rustico per una durata superiore a nove anni. Un altro comproprietario, non avendo dato il suo accordo, si oppone e chiede al giudice di dichiarare nullo il contratto. La Corte di Cassazione gli dà ragione, stabilendo un principio fondamentale: la locazione ultranovennale senza consenso unanime di tutti i proprietari è invalida. Questo tipo di contratto è un atto di straordinaria amministrazione e richiede obbligatoriamente l'accordo di tutti. La successiva approvazione da parte della sola maggioranza non è sufficiente a sanare il vizio originario.
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Compenso amministratore: quando è revocabile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex amministratore unico contro un'azione di revocatoria fallimentare per oltre 200.000 euro di compensi. I giudici hanno confermato che i pagamenti, privi di una valida base nello statuto societario e deliberati in stato di insolvenza, costituivano atti di straordinaria amministrazione dannosi per i creditori. Di conseguenza, il principio di non revocabilità del compenso amministratore non era applicabile.
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