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Atto Di Notorietà

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una dichiarazione resa da una persona sotto la propria responsabilità, davanti a un pubblico ufficiale, su fatti, stati o qualità di cui è a diretta conoscenza. Nel processo tributario, può essere usato come prova indiziaria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Revocazione della confisca di prevenzione: no a prove tardive
Alcuni cittadini hanno proposto ricorso chiedendo la revocazione della confisca di prevenzione subita su diversi beni patrimoniali. A sostegno della richiesta, i soggetti hanno presentato una dichiarazione sostitutiva redatta da un parente, la quale avrebbe dovuto giustificare la provenienza lecita del denaro tramite asserite donazioni familiari. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la decisione del giudice di appello. I giudici hanno chiarito che una dichiarazione tardiva non costituisce prova nuova se esamina fatti già ampiamente contestati e valutati nel processo principale. Non si può utilizzare la revocazione della confisca di prevenzione per riesaminare elementi patrimoniali che si potevano far valere prima del giudicato.
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Sgravi contributivi: l’azienda perde 22 milioni senza prove
Un'azienda ha chiesto all'Amministrazione Regionale oltre 22 milioni di euro per mancati sgravi contributivi legati all'assunzione di lavoratori. L'Amministrazione ha negato l'agevolazione perché le norme europee vietano i benefici se le assunzioni sono collegate a investimenti aziendali. La Corte di Cassazione ha stabilito che spetta all'azienda dimostrare che le assunzioni non erano collegate a nuovi investimenti. Poiché l'azienda non ha fornito questa prova, la Corte ha rigettato il ricorso. L'azienda perde definitivamente la causa e deve pagare le spese legali.
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Accertamento bancario: l’atto notorio del padre non salva il figlio
L'Amministrazione Finanziaria ha rettificato la dichiarazione dei redditi di un giovane avvocato a seguito di un accertamento bancario che mostrava versamenti e prelevamenti ingiustificati. Il contribuente si è difeso presentando una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in cui il padre affermava di aver effettuato quelle movimentazioni, tesi accolta dai giudici d'appello. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la dichiarazione del terzo costituisce un semplice indizio e non una prova piena. Per superare la presunzione dell'accertamento bancario, il contribuente deve fornire una prova analitica per ogni singolo versamento. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Responsabilità della banca e successioni: il caso
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità della banca che aveva eseguito un ordine di vendita di titoli impartito da un'erede presentatasi con un atto notorio formale, nonostante fosse stata informata in via non ufficiale dell'esistenza di un testamento a favore di un'altra persona. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali, confermando che la banca aveva agito con prudenza, depositando il ricavato sul conto del defunto e non su quello dell'erede apparente.
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Assegnazione alloggio popolare: no a leggi successive
Una cittadina, occupante un alloggio pubblico, si è vista respingere la richiesta di assegnazione formale. La sua domanda si basava su una legge che richiedeva l'occupazione entro una data specifica, requisito che non è riuscita a provare. Successivamente, ha tentato di avvalersi di una nuova legge più permissiva, ma la Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso. La Corte ha stabilito che la nuova legge non è retroattiva e che invocarla costituisce una domanda nuova, inammissibile nelle fasi avanzate del processo. La decisione conferma che i requisiti per l'assegnazione alloggio popolare devono esistere al momento della richiesta originaria e che una semplice autodichiarazione non è prova sufficiente.
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Accertamento bancario: come difendersi per la Cassazione
In un caso di accertamento bancario per presunta evasione fiscale, un contribuente si è visto respingere le prove a sua difesa. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19711/2025, ha ribaltato la decisione, stabilendo principi cruciali: le dichiarazioni di terzi (atti di notorietà) sono ammissibili come indizi e le registrazioni contabili delle operazioni bancarie sono idonee a superare la presunzione di maggiori ricavi. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che valuti correttamente tali prove.
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Muro di confine: quando si può sopraelevare?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19606/2025, interviene su una lite tra vicini relativa alla proprietà e sopraelevazione di un muro di confine. La Corte ha cassato la decisione d'appello, stabilendo che il diritto di sopraelevare un muro comune è la regola, a meno che non si provi la sua funzione di contenimento di un terrapieno artificiale. Ha inoltre ribadito che anche un gazebo stabile è una 'costruzione' soggetta alle distanze legali e che le autocertificazioni non hanno valore di prova nelle cause tra privati.
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