La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17575/2025, ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione sanzioni tributarie in caso di prelievo irregolare di energia. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale non decorre dal momento della scoperta della frode da parte del fornitore di energia, ma dal giorno in cui l'Amministrazione finanziaria (in questo caso, l'Agenzia delle Dogane) riceve la comunicazione dell'illecito. Questo principio protegge l'azione accertatrice dell'ente impositore dai ritardi di terzi, affermando che la "scoperta del fatto illecito" si concretizza solo con la conoscenza effettiva da parte dell'organo preposto alla riscossione e alla sanzione.
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