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Attività Pericolosa

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un'attività che, per sua natura o per i mezzi usati, presenta un'elevata probabilità di causare danni. Chi la esercita risponde dei danni, salvo che provi di aver adottato tutte le misure idonee a evitarli.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Installatore condannato per Responsabilità attività pericolosa: il caso del fotovoltaico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'Azienda Installatrice, confermando la sua condanna a risarcire le Compagnie Assicuratrici. Queste ultime avevano indennizzato un'Azienda Danneggiata per un incendio scaturito da un impianto fotovoltaico installato dalla ricorrente. I giudici di merito avevano attribuito il 75% della responsabilità all'Installatore, qualificando l'installazione come attività pericolosa. La Cassazione ha ritenuto corretto l'operato dei giudici precedenti, ribadendo i principi sulla Responsabilità attività pericolosa e la corretta ripartizione dell'onere della prova.
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Responsabilità per attività pericolosa e incendio del contatore
I Proprietari dell'immobile chiedono il risarcimento dei danni causati dall'incendio del contatore elettrico situato sul loro balcone. Il Tribunale respinge la domanda poiché manca la prova che il rogo sia derivato da un guasto interno del contatore. La Corte di Cassazione conferma la decisione e rigetta il ricorso. I giudici chiariscono che, in tema di responsabilità per attività pericolosa regolata dall'art. 2050 c.c., spetta al danneggiato provare il nesso di causa tra l'attività dell'azienda e il danno. Se la causa dell'incendio resta incerta o ipotetica, la responsabilità non può essere addebitata all'ente distributore.
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Vincolo di inedificabilità: nessun risarcimento per i danni
Due società proprietarie di capannoni industriali hanno chiesto il risarcimento dei danni causati dai lavori di ampliamento del Grande Raccordo Anulare. Tuttavia, i capannoni erano stati costruiti a meno di sessanta metri dall'autostrada, violando il vincolo di inedificabilità assoluta previsto dalla legge per le fasce di rispetto stradale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle proprietarie. I giudici hanno chiarito che l'abusività della costruzione esclude il diritto al risarcimento, poiché il danno deriva direttamente dalla condotta illecita dei proprietari che hanno edificato in una zona vietata. Anche in caso di attività pericolosa, la responsabilità del danneggiante è esclusa se il comportamento del danneggiato interrompe il nesso di causa.
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Responsabilità per attività pericolose: condannato il club 4×4
Durante un raduno di fuoristrada organizzato da un'associazione sportiva, un veicolo precipitava in un burrone a causa della rottura dell'albero di trazione dopo l'urto con un masso. Una passeggera riportava gravissime lesioni. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'associazione organizzatrice e del suo presidente, in solido con il conducente e l'assicurazione. La Corte ha stabilito che l'organizzazione di un raduno fuoristrada costituisce un'attività pericolosa ai sensi dell'articolo 2050 del codice civile. Per liberarsi dalla responsabilità per attività pericolose, gli organizzatori non possono limitarsi a fornire informazioni sul percorso. Devono verificare l'idoneità dei veicoli, l'esperienza dei piloti e segnalare i tratti più rischiosi. La sentenza è stata cassata solo per regolare correttamente le spese legali del secondo grado.
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Risarcimento danni da appalto: paga l’impresa, non la committente
Un proprietario ha subito gravi danni al proprio immobile a causa dei lavori di scavo e trivellazione per la costruzione di una terza corsia autostradale. Il tribunale ha inizialmente condannato in solido sia la società autostradale committente sia l'impresa esecutrice. In appello, la responsabilità della società committente è stata esclusa, lasciando l'obbligo risarcitorio solo in capo all'impresa appaltatrice. Tuttavia, i giudici d'appello hanno dimenticato di regolare le spese legali tra il proprietario e l'impresa. La Corte di Cassazione, confermando l'esclusione della responsabilità della committente, ha accolto il ricorso del proprietario sul punto delle spese. Decidendo nel merito, ha condannato l'impresa a rimborsare al proprietario le spese del giudizio di appello. La vicenda chiarisce i limiti del risarcimento danni da appalto e l'obbligo del giudice di statuire sempre sulle spese di lite.
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Sbalzo elettrico e responsabilità per attività pericolosa
La Società Utente ha chiesto il risarcimento dei danni causati da uno sbalzo di corrente elettrica nei propri impianti. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, rilevando che il danno derivava da un imprevedibile calo di tensione e che la società non aveva installato i dispositivi di protezione obbligatori per legge. La Società Utente ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando una presunta confusione tra sbalzo e calo di tensione e invocando la responsabilità per attività pericolosa del fornitore. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che contestare la ricostruzione tecnica dei fatti operata nei gradi precedenti non è consentito in sede di legittimità, confermando che spetta all'utente proteggere i propri impianti secondo le normative tecniche vigenti.
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Prova atipica: valore nei danni da bombole gas
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un incendio domestico causato da una fuga di gas da una bombola difettosa. La proprietaria dell'immobile ha richiesto il risarcimento danni basandosi sulla prova atipica costituita da una testimonianza resa in un separato giudizio. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando che il giudice di merito non può ignorare elementi indiziari rilevanti, specialmente quando riguardano la responsabilità per attività pericolose ex art. 2050 c.c. e l'omessa manutenzione del bene da parte del distributore o del produttore.
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Forza maggiore ed interruzione energia elettrica
La Corte d'Appello ha ribaltato una sentenza di primo grado che condannava un fornitore di energia a risarcire un'azienda agricola per i danni subiti a causa di una prolungata interruzione energia elettrica nel gennaio 2017. Il Collegio ha stabilito che la combinazione di nevicate eccezionali, formazione di manicotti di ghiaccio e attività sismica costituisce forza maggiore, escludendo la responsabilità del gestore e del fornitore.
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Responsabilità gestore impianto sportivo: il caso
Un golfista veniva infortunato da un altro giocatore durante una partita. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che stabiliva la responsabilità gestore impianto sportivo in solido con il giocatore che ha materialmente causato il danno. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso delle associazioni sportive, ribadendo che la gestione di un campo da golf può essere qualificata come attività pericolosa e che la mancata adozione di idonee misure di sicurezza fonda una corresponsabilità del club nella causazione dell'evento dannoso.
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Responsabilità attività pericolosa: il caso giostra
La Corte d'Appello ha confermato la condanna del gestore di una giostra per le lesioni subite da un ragazzo, qualificando l'uso della giostra sotto la pioggia come responsabilità per attività pericolosa ai sensi dell'art. 2050 c.c. È stato riconosciuto un concorso di colpa del 40% a carico del danneggiato per la sua condotta imprudente. La Corte ha stabilito che la condotta del ragazzo non era sufficiente a interrompere il nesso causale, ma ha contribuito alla causazione del danno. La domanda di manleva nei confronti dell'assicurazione è stata rigettata.
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