Una donna, condannata per estorsioni aggravate dal metodo mafioso, ha beneficiato dello sconto di pena per collaborazione con la giustizia. Tuttavia, la Corte d'Appello ha commesso un errore nel calcolo matematico della pena base prima di applicare le riduzioni previste dalla legge. La difesa ha impugnato la decisione sostenendo che la pena di partenza era stata gonfiata erroneamente di un anno. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, rilevando l'errore di calcolo nella determinazione degli aumenti per i reati commessi in continuazione. Invece di rimandare il caso a un nuovo processo, i giudici supremi hanno ricalcolato direttamente la sanzione. Il risultato finale ha portato a una riduzione della condanna a 2 anni, 7 mesi e 20 giorni di reclusione, garantendo la corretta applicazione dei benefici legali spettanti alla collaboratrice.
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