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Attenuante — Anno 2026

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173 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Attenuante

Provvedimenti

Attenuante danno tenue: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto condannato per tentato furto aggravato ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando il mancato riconoscimento dell'attenuante danno tenue. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché si limitava a ripetere le argomentazioni già respinte in appello, senza muovere una critica specifica alla sentenza impugnata. La decisione ribadisce che per concedere tale attenuante, il danno deve essere 'lievissimo', e che i motivi di ricorso devono essere specifici e non meramente ripetitivi.
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Concorso di colpa omicidio stradale: Cassazione chiarisce
In un caso di omicidio stradale causato da un autista sotto l'effetto di stupefacenti, la Corte di Cassazione ha annullato, ai soli fini civili, la sentenza d'appello che aveva riconosciuto il concorso di colpa della vittima per eccesso di velocità. La Suprema Corte ha stabilito che la motivazione dei giudici di merito era carente, in quanto non dimostrava con certezza il nesso causale tra la velocità del motociclista e l'incidente, basandosi su termini ipotetici. Viene così riaffermato il principio che la violazione di una norma stradale da parte della vittima non implica automaticamente un suo concorso di colpa nell'omicidio stradale.
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Danno di speciale tenuità: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato, che richiedeva l'applicazione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha confermato che, per valutare la tenuità del danno, non si deve considerare solo il valore della refurtiva, ma anche i danni materiali causati per compiere il reato, come la rottura di porte e sistemi di sorveglianza. Poiché il danno complessivo non era irrilevante, l'attenuante non è stata concessa.
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Tentata violenza sessuale: prescrizione e risarcimento
Un uomo viene condannato per tentata violenza sessuale per aver minacciato una donna di diffondere video intimi. La Cassazione annulla la condanna penale perché il reato è caduto in prescrizione, ma conferma l'obbligo di risarcimento del danno. La Corte ha ritenuto infondate le contestazioni sulla sussistenza del reato, ma ha accolto il motivo sulla mancata valutazione dell'attenuante di minor gravità, aprendo la via alla declaratoria di prescrizione.
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Furto lieve entità: Cassazione su attenuanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto lieve entità in una pertinenza abitativa. La richiesta di sollevare una questione di costituzionalità sull'art. 624-bis c.p., per l'assenza di un'attenuante specifica per fatti di lieve entità, è stata respinta. La Corte ha ritenuto la questione irrilevante, poiché i giudici di merito avevano già pienamente considerato la scarsa gravità del fatto, concedendo le attenuanti generiche in prevalenza sulla recidiva e riducendo significativamente la pena.
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Particolare tenuità del fatto: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. È stato negato il beneficio della non punibilità per particolare tenuità del fatto perché, nonostante la modesta quantità, la disponibilità di 40 dosi e la prontezza a vendere a sconosciuti indicavano un'attività non meramente episodica, escludendo così l'applicabilità dell'art. 131-bis cod. pen.
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Speciale tenuità del danno: va valutata sul singolo reato
La Corte di Cassazione, in un caso di peculato continuato riguardante un dipendente pubblico che sottraeva carburante, ha stabilito un principio fondamentale. La Corte ha chiarito che l'attenuante della speciale tenuità del danno (art. 62, n. 4 c.p.) deve essere valutata considerando il valore di ogni singola appropriazione e non la somma totale dei danni accumulati nel tempo. Questa decisione ha portato all'annullamento parziale della sentenza di condanna e a una rideterminazione della pena in favore dell'imputato.
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Attenuante danno lieve: quando si applica allo spaccio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per spaccio, chiarendo i criteri per l'applicazione dell'attenuante danno lieve. La valutazione non si limita alla somma di denaro sequestrata, ma deve considerare la pericolosità complessiva della condotta, come il numero di cessioni e il tipo di sostanza. La decisione del giudice di merito, se ben motivata, non è censurabile in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile: l’appello non è un replay
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per bancarotta fraudolenta. Il motivo risiede nella presentazione di un appello che si limitava a ripetere le argomentazioni già respinte nel grado precedente, senza muovere critiche specifiche e argomentate alla sentenza impugnata, soprattutto riguardo la mancata concessione dell'attenuante per danno di lieve entità.
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Attenuante art. 62 n. 4: no se il lucro è alto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La richiesta di applicazione dell'attenuante art. 62 n. 4 cod. pen. è stata respinta poiché l'elevato numero di dosi (oltre 200), la presenza di bilancini e denaro sono stati ritenuti incompatibili con la 'speciale tenuità' del danno e del lucro richiesta dalla norma.
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Violenza sessuale reiterata: no attenuante
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per violenza sessuale reiterata. La Corte conferma che la ripetizione degli abusi sulla stessa vittima è incompatibile con la concessione dell'attenuante della minore gravità, poiché rappresenta una grave compressione della libertà personale. Viene anche chiarito che la parte civile non ha diritto al rimborso spese se non contribuisce attivamente alla decisione.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna, sottolineando due principi fondamentali. Primo, il calcolo della prescrizione deve includere i periodi di sospensione, rendendo l'eccezione dell'imputato manifestamente infondata. Secondo, i motivi di appello che si limitano a ripetere doglianze già respinte nel grado precedente, senza una critica specifica alla sentenza impugnata, non sono ammessi. La decisione conferma che la valutazione della pena è una prerogativa del giudice di merito, non sindacabile in Cassazione se non per vizi logici evidenti.
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Risarcimento parziale: no attenuante per omicidio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per omicidio stradale, confermando che un risarcimento parziale, effettuato prima del decesso della vittima, non è sufficiente per il riconoscimento dell'attenuante della riparazione del danno. Anche una quietanza liberatoria firmata dagli eredi non può sanare l'inadeguatezza del risarcimento, che deve essere integrale ed effettivo.
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