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Attenuante Della Speciale Tenuità Del Danno

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una riduzione della pena prevista dal codice penale quando il danno patrimoniale cagionato alla persona offesa è di valore economico e sociale estremamente ridotto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tentata estorsione: chiedere denaro per un telefono trovato è reato
Due individui sono stati condannati per tentata estorsione dopo aver richiesto 300 euro per la restituzione di un telefono cellulare ritrovato. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna. I ricorrenti hanno impugnato la decisione, contestando la consapevolezza del reato, la loro partecipazione, l'applicazione della recidiva e il diniego delle attenuanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che chiedere denaro per un oggetto ritrovato configura tentata estorsione, e che la partecipazione al reato è provata dalla presenza e dalle trattative. La recidiva e il diniego delle attenuanti sono stati motivati correttamente. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al pagamento di 3.000 euro.
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Rapina Impropria: Violenza per la fuga non attenua la pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato aveva contestato la motivazione della sentenza e la mancata applicazione dell'attenuante per speciale tenuità del danno. I giudici hanno ribadito che la violenza usata contro gli agenti per fuggire con la refurtiva integra pienamente la rapina impropria. Inoltre, l'attenuante non si applica se il reato, come la rapina, lede non solo il patrimonio ma anche l'integrità fisica delle persone. Il ricorso è stato respinto, confermando la condanna e l'obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione.
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Attenuante della speciale tenuità del danno: limiti penali
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione per ottenere il riconoscimento dell'attenuante della speciale tenuità del danno. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché reiterava motivi già esaminati e respinti nei precedenti gradi di giudizio. I giudici hanno chiarito che nei reati pluri-offensivi la tenuità del danno non riguarda soltanto l'aspetto economico del bene sottratto. Il giudice deve valutare anche l'offesa arrecata alla libertà personale, all'integrità fisica o morale della vittima. Inoltre, l'applicazione di altre attenuanti generiche non implica l'automatica concessione di questa specifica attenuante patrimoniale. L'Imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Danno minimo e furto grave: guida all’attenuante
La Suprema Corte ha confermato la condanna per quattro imputati accusati a vario titolo di tentato furto pluriaggravato, uso di documento falso e minaccia aggravata. Gli imputati hanno presentato ricorso sostenendo il mancato riconoscimento della speciale circostanza attenuante patrimoniale e la concessione di sconti di pena. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'attenuante della speciale tenuità del danno non dipende soltanto dal basso valore economico dei beni o dall'avvenuto risarcimento alla vittima. Il giudice deve infatti compiere una valutazione globale del fatto criminoso, analizzando le modalità operative, la pericolosità e gli strumenti usati dai colpevoli. Rilevando la totale genericità e la natura meramente ripetitiva delle difese, i giudici hanno dichiarato inammissibili tutti i ricorsi, condannando i ricorrenti alle spese processuali e al pagamento di tremila euro ciascuno alla Cassa delle Ammende.
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Tentato furto pluriaggravato: danno minimo ma condanna massima
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per concorso in tentato furto pluriaggravato di un catalizzatore automobilistico. L'imputato contestava il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità e della sospensione condizionale della pena. I giudici hanno chiarito che la speciale tenuità del danno non si valuta solo sul valore economico dell'oggetto, ma sulle complessive ripercussioni negative per la vittima, come l'impossibilità di usare il veicolo. Inoltre, la sospensione condizionale è stata legittimamente negata valutando la condotta, i carichi pendenti e la situazione personale del soggetto. Di conseguenza, la condanna è stata confermata con l'aggiunta delle spese processuali.
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Bancarotta fraudolenta: prelievi per l’azienda? Condanna certa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un amministratore. L'imputato aveva prelevato ingenti somme dai conti aziendali e omesso di tenere la contabilità prima del fallimento. Si era difeso sostenendo che i soldi servissero a pagare stipendi e fornitori. I giudici hanno stabilito che spetta all'amministratore provare la destinazione lecita dei fondi. L'assenza di prove e la mancata tenuta dei libri contabili, finalizzata a nascondere le distrazioni, hanno integrato pienamente il reato. La Corte ha quindi respinto il ricorso, rendendo la condanna definitiva.
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Truffa e Recidiva: la Prescrizione non salva, condanna definitiva
Un individuo condannato per truffa ricorre in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte Suprema rigetta il ricorso, stabilendo un principio fondamentale su prescrizione e recidiva qualificata. I giudici chiariscono che lo status di recidivo qualificato dell'imputato ha l'effetto di allungare i termini necessari per l'estinzione del reato, rendendo inefficace la sua richiesta. La Corte dichiara quindi il ricorso inammissibile, confermando in via definitiva la condanna per truffa e condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Indebito utilizzo carte di credito: reato grave anche per pochi euro
Una persona viene condannata per indebito utilizzo di carte di credito. In sua difesa, sostiene che il danno economico fosse minimo e che il reato dovesse essere qualificato diversamente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio importante. Il reato di indebito utilizzo di carte di credito non protegge solo il patrimonio del singolo, ma soprattutto la fiducia del pubblico nei sistemi di pagamento elettronico. Per questo motivo, la gravità del reato non dipende dall'importo speso e non è possibile applicare sconti di pena per 'danno di lieve entità'. La condanna è stata quindi confermata in via definitiva.
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