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Associazione Per Delinquere — Anno 2025

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86 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Associazione Per Delinquere

Provvedimenti

Associazione per delinquere: prova da intercettazioni
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, stabilendo che le intercettazioni telefoniche, se interpretate con rigore, costituiscono prova sufficiente. Viene rigettata la tesi della difesa sulla cosiddetta "droga parlata". La sentenza chiarisce anche il ruolo del fornitore stabile, considerato partecipe a pieno titolo dell'associazione quando il suo apporto è continuo e consapevole, anche se per un periodo limitato.
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Associazione per delinquere: la prova dalle intercettazioni
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una misura cautelare nei confronti di un medico, ritenuto parte di un'associazione per delinquere finalizzata alla produzione di falsi certificati sulla sicurezza sul lavoro. La Corte ha stabilito che le intercettazioni telefoniche, sebbene contestate dalla difesa, costituivano una prova sufficiente a dimostrare l'esistenza di un accordo criminoso stabile e il contributo consapevole del ricorrente, respingendo il ricorso in quanto volto a una inammissibile rivalutazione dei fatti.
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Sequestro probatorio: legittimo un nuovo sequestro?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza che confermava un sequestro probatorio su dispositivi elettronici. L'indagato sosteneva l'illegittimità del provvedimento poiché i beni erano già stati oggetto di precedenti sequestri. La Corte ha stabilito che un nuovo sequestro è legittimo se giustificato da una diversa finalità investigativa, come l'accertamento di un nuovo reato (in questo caso, associazione per delinquere), distinguendo tra il sequestro del 'contenitore' (il dispositivo) e quello del 'contenuto' (i dati pertinenti).
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Associazione per delinquere: la prova della partecipazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico di droga e associazione per delinquere. La Corte ha stabilito che la prova della partecipazione all'associazione non richiede l'osservazione diretta dei reati, ma può essere desunta da un contributo effettivo e costante, come dimostrato da conversazioni intercettate che rivelavano il ruolo dell'imputato all'interno della struttura criminale, anche in previsione dell'arresto del capo.
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Associazione per delinquere: la prova del vincolo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati condannati per associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di beni di lusso. La Corte ha ribadito che l'uso del GPS è un mezzo di ricerca della prova atipico che non richiede autorizzazione. Ha inoltre sottolineato che, per configurare il reato di associazione per delinquere, è sufficiente un vincolo stabile e un programma criminoso indeterminato, anche in assenza di una complessa struttura organizzativa. La condanna è stata confermata in base al 'criterio di resistenza', poiché basata su prove schiaccianti indipendenti dai dati GPS contestati.
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Associazione per delinquere: prova e reati-scopo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per traffico di stupefacenti, confermando che la prova di una associazione per delinquere può derivare dalla serialità dei reati-scopo e dalla presenza di una struttura organizzativa, anche se rudimentale. La Corte ha chiarito che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma verificare la logicità della motivazione del giudice di merito, ritenuta in questo caso adeguata a dimostrare la gravità indiziaria.
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Sfruttamento del lavoro: condanna per associazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due donne accusate di associazione per delinquere, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sfruttamento del lavoro. La sentenza chiarisce che il reclutamento di cittadini stranieri, con la promessa di un lavoro, per poi destinarli a condizioni lavorative degradanti, integra pienamente i reati contestati. Viene sottolineata l'esistenza di un'organizzazione stabile e la piena consapevolezza delle imputate, che agivano come organizzatrici nel sistema di sfruttamento del lavoro.
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Associazione per delinquere: prova e misure cautelari
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro la misura degli arresti domiciliari per associazione per delinquere. La sentenza ribadisce che, per le misure cautelari, non è necessaria la commissione dei reati-fine e che il controllo di legittimità sulla motivazione non può riesaminare i fatti. La Corte ha ritenuto logica e sufficiente la valutazione del Tribunale del Riesame basata su intercettazioni e documenti, che dimostravano l'esistenza del sodalizio e il rischio di reiterazione del reato.
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Associazione per delinquere: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di tre individui per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La sentenza chiarisce i criteri distintivi tra un'organizzazione criminale stabile e il semplice concorso in singoli reati. La Corte ha ritenuto provata l'esistenza di una struttura organizzata, seppur rudimentale, con una chiara divisione dei ruoli e un programma delittuoso a tempo indeterminato, rigettando le tesi difensive che parlavano di episodi isolati e privi di un vincolo associativo stabile.
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Associazione per delinquere: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di quattro individui contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha confermato la valutazione del Tribunale, che aveva ravvisato l'esistenza di un sodalizio criminale altamente strutturato e operante con continuità, ritenendo attuale e concreto il pericolo di reiterazione del reato e adeguata la misura carceraria. La sentenza analizza i criteri distintivi dell'associazione per delinquere rispetto a fattispecie minori.
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Associazione per delinquere immigrazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per diversi imputati per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La sentenza chiarisce i criteri per distinguere la partecipazione stabile a un'organizzazione criminale dal concorso occasionale, analizzando il ruolo dei singoli, come gli scafisti. Vengono inoltre esaminati i presupposti per la dichiarazione di latitanza e l'utilizzabilità delle videoriprese in luoghi esposti al pubblico, ritenendo legittime quelle effettuate in un'area recintata ma visibile dall'esterno a causa di lacerazioni nei teli di copertura.
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Rito abbreviato: la scelta preclude eccezioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di tre imputati, condannati per associazione per delinquere finalizzata a reati tributari e fallimentari. La Corte ha stabilito che la scelta del rito abbreviato implica la rinuncia a sollevare eccezioni di inutilizzabilità degli atti di indagine, a meno che non derivino da divieti probatori assoluti. Questa decisione conferma la natura 'negoziale' del rito, dove l'imputato accetta gli atti del fascicolo in cambio di uno sconto di pena, precludendosi così la possibilità di contestare vizi procedurali non assoluti.
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Associazione per delinquere: limiti del riesame cautelare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per partecipazione ad un'associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico. La sentenza ribadisce che il controllo di legittimità non può rivalutare i fatti o lo spessore degli indizi, ma si limita a verificare la correttezza giuridica e l'assenza di manifesta illogicità nella motivazione del provvedimento impugnato, che in questo caso è stata ritenuta adeguata.
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Associazione per delinquere: la custodia in carcere
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto accusato di far parte di un'associazione per delinquere dedita al traffico di stupefacenti. La Corte ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari. Il ruolo dell'imputato era quello di fornire la base logistica per il deposito e la lavorazione di ingenti quantitativi di droga, come emerso da intercettazioni e dal ritrovamento di sostanze da taglio nella sua proprietà.
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Associazione per delinquere: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre individui condannati per associazione per delinquere, detenzione di armi e ricettazione. La Corte ha ritenuto i motivi di ricorso generici, confermando la valutazione della Corte d'Appello che aveva accertato l'esistenza di un sodalizio criminale strutturato, con ruoli definiti e un programma criminoso indeterminato. La decisione si basa su intercettazioni e sulla condanna irrevocabile di altri coimputati.
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Associazione per delinquere: la prova della partecipazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'indagato era accusato di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale del riesame, ritenendo che le prove raccolte (intercettazioni, videosorveglianza) dimostrassero un inserimento organico e stabile dell'uomo nel sodalizio criminale, con il ruolo di spacciatore ('pusher'), smentendo le tesi difensive sulla mancanza di 'affectio societatis' e sulla limitata durata dell'attività illecita.
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Associazione per delinquere: basta un solo reato?
La Corte di Cassazione conferma la custodia cautelare per un indagato accusato di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico. La decisione si basa sull'interpretazione di intercettazioni e sul principio che anche un singolo reato-fine, se significativo, può dimostrare l'inserimento stabile nel gruppo criminale, specialmente in contesti familiari.
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Associazione per delinquere: il ruolo del prestanome
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale. L'imputato sosteneva di aver avuto un ruolo meramente passivo come prestanome di una società cartiera. La Corte ha confermato che la partecipazione stabile e consapevole, anche attraverso una condotta omissiva che garantisce la continuità del sodalizio, è sufficiente per configurare il reato, senza necessità di un coinvolgimento attivo in ogni operazione fraudolenta.
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Associazione per delinquere: i criteri distintivi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha confermato che per configurare il reato sono sufficienti un accordo stabile e una minima struttura organizzativa, anche in presenza di un numero esiguo di associati. Elementi come l'uso continuativo di immobili, la divisione dei ruoli e i contatti costanti tra i membri sono stati ritenuti prove adeguate dell'esistenza del sodalizio criminoso, giustificando la misura cautelare.
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Prescrizione associazione per delinquere: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene su un caso di associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione, annullando con rinvio la sentenza d'appello. La Corte stabilisce che, per calcolare la prescrizione dell'associazione per delinquere, non si può presumere che il reato continui fino alla data della sentenza di primo grado. È invece necessario dimostrare con prove concrete la persistente "virulenza" e operatività del gruppo criminale. La decisione ha implicazioni significative sulla data di cessazione del reato permanente.
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