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Associazione Narcotraffico

8 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Associazione narcotraffico: conferma del carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia in carcere per un indagato accusato di associazione narcotraffico. Nonostante la difesa sostenesse la marginalità della condotta e il positivo percorso di reinserimento sociale dell'indagato, i giudici hanno ritenuto validi i gravi indizi emersi da intercettazioni e video. Il ruolo di fornitore stabile e l'attività di controllo del territorio durante le cessioni configurano una partecipazione organica al sodalizio criminale, rendendo necessaria la massima misura restrittiva per prevenire il rischio di reiterazione del reato.
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Associazione narcotraffico: quando scatta il reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per partecipazione ad un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha ribadito che contatti continui e funzionali con i vertici dell'organizzazione, anche senza la commissione di reati-fine, sono sufficienti a dimostrare una stabile partecipazione, e che l'interpretazione delle intercettazioni da parte del giudice di merito non è sindacabile in sede di legittimità se non manifestamente illogica.
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Associazione narcotraffico: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da quattro individui condannati per partecipazione ad una associazione narcotraffico internazionale. Gli imputati contestavano la valutazione delle prove, in particolare le intercettazioni, ma la Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione non può limitarsi a chiedere una nuova valutazione dei fatti, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme' (due sentenze di merito uguali). La sentenza ha confermato la solidità dell'impianto accusatorio, che provava l'esistenza di un'organizzazione strutturata per l'importazione di ingenti quantitativi di stupefacenti.
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Associazione narcotraffico: conferma Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per un giovane accusato di partecipazione a un'associazione narcotraffico a conduzione familiare. Il ricorso, basato sulla presunta marginalità del suo ruolo e sull'inadeguatezza delle prove, è stato respinto. La Corte ha ritenuto che l'indagato fosse pienamente inserito nel sodalizio, con compiti che andavano oltre la semplice vendita di stupefacenti, includendo l'intermediazione, la vedetta e la custodia delle armi del gruppo. Questa profonda integrazione e la stabilità della sua dedizione al traffico illecito hanno giustificato la decisione, superando le obiezioni relative al tempo trascorso dai fatti contestati.
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Associazione narcotraffico: indizi insufficienti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia in carcere nei confronti di un individuo accusato di essere organizzatore di un'associazione narcotraffico. La Corte ha ritenuto insufficienti gli indizi a suo carico, criticando la tesi del Tribunale secondo cui chiunque spacci in un determinato territorio controllato dalla criminalità organizzata ne sia automaticamente partecipe. La motivazione è stata giudicata congetturale e priva di prove concrete sul ruolo e sull'effettivo inserimento del soggetto nell'organizzazione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Associazione narcotraffico: prova e custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un individuo contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per partecipazione ad una associazione narcotraffico. La difesa sosteneva l'insufficienza probatoria basata su una singola intercettazione. La Corte ha invece ritenuto che tale elemento, unito a videosorveglianza e all'assistenza legale fornita dal gruppo, fosse sufficiente a dimostrare la partecipazione consapevole e a giustificare la misura cautelare, confermando la valutazione del Tribunale del riesame sul pericolo di recidiva.
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Associazione narcotraffico: la prova per la custodia
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare per un soggetto accusato di partecipazione ad un'associazione narcotraffico. Il ricorso, basato sulla presunta illogicità della motivazione e sull'omessa valutazione di elementi difensivi, è stato rigettato. La Suprema Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione del Tribunale del Riesame, basata su dichiarazioni di collaboratori di giustizia e intercettazioni, anche se non confutava analiticamente ogni singolo punto della difesa, purché la ricostruzione complessiva dei fatti risultasse coerente e solida.
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Associazione narcotraffico: custodia cautelare confermata
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una donna contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per partecipazione a un'associazione narcotraffico. La Corte ha confermato la solidità dei gravi indizi di colpevolezza e la sussistenza delle esigenze cautelari, basandosi su intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia che delineavano il suo ruolo apicale all'interno del sodalizio criminale, specialmente dopo l'arresto del compagno. È stata inoltre ritenuta sussistente l'aggravante legata al contesto mafioso e si è stabilito che il solo decorso del tempo non è sufficiente a ridurre la sua pericolosità sociale.
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