La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8628/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato accusato di essere a capo di una associazione mafiosa strutturata come una confederazione di tre gruppi criminali. La Corte ha stabilito che, nonostante l'autonomia dei singoli gruppi, la presenza di elementi come una cassa comune, una strategia unitaria e il superamento dei conflitti interni dimostra l'esistenza di un'unica, stabile organizzazione sovraordinata. È stata inoltre confermata la possibilità di contestare simultaneamente il reato di associazione mafiosa e quello di associazione finalizzata al narcotraffico, quando la seconda opera come branca specializzata della prima.
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