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Assegno Circolare

27 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un titolo di credito emesso da una banca, che garantisce il pagamento della somma indicata a favore del beneficiario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Storno bancario assegno circolare: il cliente rischia il fallimento?
Una cliente depositò assegni circolari sul suo conto, e la banca accreditò subito la somma. Tuttavia, la banca emittente degli assegni, a seguito del fallimento degli ordinatari (coloro che avevano richiesto gli assegni), comunicò lo storno delle somme. La banca della cliente, quindi, operò uno **storno bancario assegno circolare**, riaddebitando l'importo. La cliente contestò l'operazione, ma la Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola "salvo incasso" implica che l'accredito è provvisorio. Il rischio del mancato pagamento, in caso di fallimento degli ordinatari, rimane in capo al cliente fino all'effettivo incasso. La banca ha agito legittimamente.
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Assegni Falsi: La Banca è Responsabile se il Cliente non Chiede Verifiche Approfondite?
Un Imprenditore subiva un danno a causa di assegni circolari falsi, dopo che la sua Banca aveva rassicurato sulla loro validità tramite una verifica telefonica. Chiedeva il risarcimento per la presunta responsabilità bancaria assegni falsi, sostenendo una mancata diligenza professionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la Banca non era responsabile, poiché la verifica eseguita (chiamata alla banca emittente per "bene emissione") era quella richiesta dal cliente e non vi erano segni evidenti di falsificazione. La Banca non era tenuta a indagini più approfondite o a garantire l'autenticità materiale del titolo.
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Assegno Smarrito e Danni: la Competenza per Valore Spetta al Tribunale
La Suprema Corte ha chiarito un importante aspetto sulla competenza per valore. Una persona ha chiesto a un'azienda la riemissione di un assegno circolare smarrito e il risarcimento dei danni per la mancata collaborazione. Il Tribunale aveva inizialmente ritenuto competente il Giudice di Pace, considerando il valore dell'assegno. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che la presenza di una domanda di risarcimento danni 'generica' (senza importo predeterminato) fa sì che la competenza spetti al Tribunale, superando i limiti del Giudice di Pace. Questo perché la domanda generica si considera di valore massimo.
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Revocatoria Fallimentare: La Banca paga, non i Soci della Cooperativa
Il Consorzio, in liquidazione coatta, ha avviato un'azione di revocatoria fallimentare per recuperare somme versate tramite assegni circolari. Inizialmente, il Tribunale aveva condannato i Soci della Cooperativa alla restituzione. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, stabilendo che il pagamento era avvenuto direttamente a favore della Banca, condannando quest'ultima a restituire quasi 500.000 euro. La Banca ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo di non essere la reale beneficiaria. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la condanna della Banca alla restituzione delle somme.
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Ricettazione: Ricorso Inammissibile, Condanna Definitiva
La Suprema Corte ha confermato la condanna per Ricettazione di una donna, ritenuta responsabile per aver ricevuto un assegno circolare di provenienza illecita. La donna aveva presentato ricorso in Cassazione contestando la sua responsabilità, ma la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questo è avvenuto perché le contestazioni specifiche non erano state sollevate correttamente nei precedenti gradi di giudizio. La decisione ha ribadito che le violazioni di legge devono essere dedotte tempestivamente. La donna è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricettazione Assegno Rubato: Trovato o Rubato? La Cassazione Decide
Un individuo è stato condannato per **ricettazione** di un assegno circolare di provenienza furtiva, sostenendo di averlo trovato. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il possesso ingiustificato di un bene illecito, come un assegno rubato, configura il dolo di ricettazione. La Corte ha chiarito che trovare un oggetto con chiari segni di appartenenza altrui e non restituirlo costituisce furto, e la successiva circolazione integra la ricettazione. Sono stati respinti anche i motivi relativi all'astensione del giudice e al diniego delle attenuanti generiche.
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Ricettazione di assegno circolare: truffa prescritta e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di ricettazione di assegno circolare. L'imputato aveva utilizzato un titolo di credito di provenienza delittuosa come mezzo di pagamento durante una truffa, delitto successivamente dichiarato estinto per prescrizione. I giudici hanno accertato la piena consapevolezza dell'origine illecita del titolo bancario. Il ricorrente ha contestato la valutazione delle prove e la mancata concessione della sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte ha ribadito che i fatti materiali accertati non sono riesaminabili in sede di legittimità. Inoltre, la mancata richiesta esplicita del beneficio della condizionale durante il giudizio di appello preclude la possibilità di contestarne l'omessa concessione davanti alla Cassazione. L'imputato deve quindi scontare la pena inflitta e versare una sanzione pecuniaria.
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Ripetizione dell’indebito: salvo il creditore in buona fede
Un consulente fiscale sottrae illecitamente denaro da una società e richiede alla banca l'emissione di assegni circolari per pagare un debito personale verso un creditore in buona fede. Dopo il fallimento della società, la curatela promuove un'azione di ripetizione dell'indebito contro il creditore per riavere le somme. La Corte di Cassazione rigetta la domanda della curatela. I giudici chiariscono che, nel caso di pagamento con assegno circolare, il "solvens" (chi paga) è colui che consegna materialmente il titolo (il consulente) e non il proprietario dei fondi sottratti (la società). Di conseguenza, la curatela non ha il diritto di chiedere la restituzione direttamente al creditore in buona fede, ma dovrà agire contro il consulente infedele. Il creditore vince la causa e non deve restituire il denaro.
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Assegno circolare: no al doppio pagamento se il debito è estinto
Un avvocato ha richiesto a una banca il pagamento di due titoli di credito emessi come terzo pignorato in procedure esecutive. Tuttavia, la banca aveva già versato le somme direttamente all'avvocato tramite l'ufficiale giudiziario. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del professionista, confermando che l'assegno circolare equivale a una promessa di pagamento. Una volta che la banca ha dimostrato l'estinzione del debito originario, spettava al creditore dimostrare l'esistenza di un titolo diverso a giustificazione del pagamento preteso. L'avvocato perde la causa ed è condannato a pagare le spese processuali.
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Precetto su Assegno Circolare: Trascrizione Parziale è Valida
Una creditrice notifica un precetto su assegno circolare a una banca, la quale si oppone sostenendo che l'atto è nullo perché non trascrive integralmente l'assegno. La Corte di Cassazione, pur rinviando la decisione finale per questioni procedurali, richiama un principio fondamentale stabilito dalle Sezioni Unite: per la validità del precetto è sufficiente la trascrizione degli elementi essenziali del titolo, non essendo necessaria la copia integrale. La sostanza prevale sulla forma, garantendo al debitore la possibilità di comprendere la pretesa senza inutili formalismi. La creditrice, quindi, ha agito correttamente.
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Assegno Circolare Falso: Condanna per Truffa, non Illecito Civile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un soggetto accusato di truffa in concorso. Il caso riguardava l'acquisto di un trattore, pagato consegnando al venditore un assegno circolare risultato poi contraffatto. Secondo i giudici, l'utilizzo di questo specifico mezzo di pagamento integra pienamente il reato di truffa con assegno circolare falso. L'inganno non consiste solo nel mancato pagamento, ma nell'aver sfruttato la fiducia della vittima nella garanzia di copertura che un assegno circolare normalmente offre. Questo comportamento costituisce un 'artificio e raggiro' penalmente rilevante, e non un semplice illecito civile, portando alla condanna definitiva dell'imputato.
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Assegno circolare e confisca: la guida legale
Una cittadina ha intimato il pagamento di un **Assegno circolare** a un istituto bancario tramite precetto. Durante il giudizio di opposizione, il titolo è stato oggetto di sequestro e successiva confisca da parte del Tribunale nell'ambito di misure di prevenzione antimafia. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che avevano dichiarato la cessazione della materia del contendere. La confisca del titolo, infatti, priva il documento della sua natura di titolo esecutivo e fa venir meno l'interesse ad agire del portatore, rendendo legittimo il rifiuto di pagamento della banca in ottemperanza agli ordini dell'autorità giudiziaria e alle normative antiriciclaggio.
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Assegno circolare non incassato: cosa fare?
La Corte di Cassazione chiarisce la sorte di un assegno circolare non incassato. Anche se il titolo scade dopo tre anni, il debito sottostante non si estingue e il diritto del creditore al pagamento si prescrive in dieci anni. La Corte ha rigettato il ricorso del creditore, specificando che questi era già in possesso di un titolo esecutivo per agire e non aveva provato la negligenza del debitore nel mancato incasso.
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Assegno circolare: la consegna estingue l’obbligo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21053/2024, ribadisce un principio fondamentale in materia di obbligazioni pecuniarie. La consegna di un assegno circolare al creditore è sufficiente per estinguere il debito, poiché conferisce al creditore la disponibilità giuridica immediata della somma, a prescindere dal momento dell'effettivo incasso. Tuttavia, la Corte ha cassato la sentenza d'appello per un vizio di 'motivazione apparente' riguardo a questioni connesse alla gestione di un mandato, sottolineando la necessità per i giudici di fornire un ragionamento logico e comprensibile a fondamento delle proprie decisioni.
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Interesse ad agire: quando è inammissibile il ricorso
Una creditrice, già in possesso di un'ordinanza di assegnazione, ha agito contro un istituto di credito per ottenere un nuovo assegno circolare dopo la prescrizione del primo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di un concreto e specifico interesse ad agire, ribadendo che possedere un titolo esecutivo preclude di norma un'ulteriore azione giudiziaria se non si dimostra un'utilità aggiuntiva e non già offerta dal titolo in proprio possesso.
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Assegno circolare prescritto: chi ha diritto al rimborso?
Un creditore riceve due assegni circolari da un istituto bancario a seguito di un pignoramento. Gli assegni vengono smarriti e ritrovati solo dopo la scadenza del termine di prescrizione triennale. Il creditore fa causa alla banca per ottenere il pagamento, ma la Corte di Cassazione respinge la domanda. La sentenza chiarisce che con un assegno circolare prescritto, il beneficiario perde ogni diritto cartolare verso la banca emittente e non ha più interesse ad agire per il pagamento, essendo l'obbligazione della banca adempiuta con la prima emissione dei titoli.
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Precetto su assegno: nullo se non è trascritto tutto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13373/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla validità del precetto su assegno. Un creditore aveva notificato un precetto basato su un assegno circolare, omettendo però di trascrivere il retro del titolo. L'istituto bancario debitore si è opposto, eccependo la nullità dell'atto. La Corte ha accolto l'opposizione, chiarendo che la mancata trascrizione integrale impedisce al debitore di verificare la legittimazione del creditore (ad esempio, l'esistenza di una girata per l'incasso a una banca), pregiudicando il suo diritto di difesa e rendendo nullo il precetto.
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Assegno circolare prescritto: quando perdi il diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che il beneficiario di un assegno circolare prescritto, ovvero non incassato entro tre anni, perde definitivamente il diritto di chiederne il pagamento alla banca emittente. Nel caso di specie, gli eredi di un creditore, che aveva ricevuto l'assegno in seguito a un'ordinanza di assegnazione, si sono visti rigettare la richiesta di pagamento. La Corte ha chiarito che la prescrizione estingue l'obbligazione cartolare e che, avendo già un titolo esecutivo (l'ordinanza di assegnazione), i ricorrenti non avevano interesse ad avviare una nuova causa di cognizione.
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Falsificazione assegno circolare: non è più reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12962/2024, ha stabilito che la falsificazione di un assegno circolare non costituisce più reato. La Corte ha annullato una condanna per falso, riconducendo il fatto a un mero illecito civile, sulla base della natura non trasferibile del titolo. La condanna per il reato di truffa è stata invece confermata, con una rideterminazione della pena. La sentenza chiarisce l'impatto della depenalizzazione sulla falsificazione assegno circolare.
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Assegno circolare sequestrato: il ricorso è inammissibile
Un creditore ricorre in Cassazione dopo che i giudici di merito avevano dichiarato la 'cessazione della materia del contendere' riguardo un assegno circolare non pagato. L'assegno era stato oggetto di sequestro penale. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che il sequestro del documento fisico (assegno circolare sequestrato) gli fa perdere la qualità di titolo esecutivo, eliminando l'interesse ad agire. Il ricorrente è stato inoltre sanzionato per lite temeraria.
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