Una donna chiedeva e otteneva ingenti somme di denaro a prestito da una vittima, promettendo di restituirle senza averne l'intenzione. Inoltre, riceveva quattro carnet di assegni garantendo di non utilizzarli, ma li spendeva apponendo firme false. Infine, induceva la vittima a sottoscrivere un finanziamento personale facendole credere di fare solo da garante. La Corte d'Appello condannava l'imputata per truffa aggravata dall'ingente danno economico. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il reato di truffa si perfeziona anche attraverso la sola menzogna, la quale rappresenta una forma tipica di raggiro idonea a ingannare la controparte.
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