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Art. 497-Bis C.P.

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Norma del codice penale che punisce il possesso e la fabbricazione di documenti di identificazione falsi validi per l'espatrio, mirando a tutelare la fede pubblica e la sicurezza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Possesso di documenti falsi: ricorso astratto e condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per il reato di possesso di documenti falsi validi per l'espatrio. Il ricorrente aveva impugnato la sentenza di secondo grado lamentando generici vizi di motivazione e una presunta errata valutazione dei fatti. I giudici di legittimità hanno dichiarato l'impugnazione inammissibile. Il difensore ha formulato censure del tutto astratte, senza spiegare quali prove fossero state travisate dai giudici d'appello e senza collegare le doglianze alle motivazioni della sentenza. L'imputato deve pagare le spese processuali e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Documenti di identificazione falsi: il ricorso fallisce
L'Imputato subisce una condanna in appello per il reato di possesso di documenti di identificazione falsi. L'Uomo decide di proporre ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione, denunciando una presunta violazione di legge e lamentando un difetto nella motivazione del provvedimento impugnato. I giudici di legittimità dichiarano il ricorso del tutto inammissibile. Il motivo di impugnazione non presenta i requisiti di specificità previsti dalla legge, in quanto si limita a riproporre le medesime contestazioni già ampiamente analizzate e respinte dai giudici di merito. La Suprema Corte conferma quindi la responsabilità penale. Inoltre, condanna l'Imputato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Misure cautelari personali: la fuga non cancella il pericolo
Il Tribunale di Roma ha confermato l'applicazione di alcune misure cautelari personali (obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria) nei confronti di un soggetto sorpreso con documenti d'identità falsi validi per l'espatrio. L'indagato, inoltre, era dedito a furti a danno di anziani ed era fuggito violando le prescrizioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa. I giudici di legittimità hanno chiarito che il pericolo di reiterazione del reato è stato motivato correttamente, basandosi sulla serialità delle condotte criminose e sulla totale assenza di remore del soggetto, che si era reso irreperibile subito dopo l'applicazione delle prime misure.
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Possesso di documenti falsi: condanna anche se creati all’estero
L'Imputato, rientrato abusivamente in Italia dopo un'espulsione, è stato trovato in possesso di documenti falsi (passaporto, carta d'identità e patente) contenenti la sua foto ma dati anagrafici falsi. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di possesso di documenti falsi validi per l'espatrio con concorso nella contraffazione. I giudici hanno chiarito che la giurisdizione italiana sussiste se il documento viene utilizzato in Italia, anche se la falsificazione materiale è avvenuta all'estero. Inoltre, la presenza della foto dell'utilizzatore sul documento falso dimostra la sua partecipazione alla falsificazione, escludendo l'ipotesi più lieve del solo uso o del semplice possesso senza concorso. Il ricorso è stato rigettato.
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Possesso di documenti falsi: quando il ricorso generico costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino contro la condanna per il reato di possesso di documenti falsi (art. 497-bis c.p.). L'imputato aveva contestato la decisione della Corte d'Appello lamentando un vizio di motivazione. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno rilevato che il motivo di ricorso era del tutto generico, limitandosi ad affermazioni astratte senza un reale confronto con le argomentazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e ha imposto al ricorrente il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Art. 497-bis c.p.: inammissibile il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di cui all'art. 497-bis c.p. (possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi). I motivi del ricorso sono stati respinti in quanto meramente riproduttivi di censure già esaminate, manifestamente infondati, inediti o in palese contraddizione. La Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Possesso documento falso: la copia non integra il reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza 21003/2024, ha annullato una condanna per il reato di possesso documento falso, stabilendo un principio fondamentale: la detenzione della sola fotocopia di un documento d'identità contraffatto non costituisce il reato previsto dall'art. 497-bis c.p. Tale norma, infatti, sanziona unicamente il possesso dell'originale falso, distinguendolo da altre condotte penalmente rilevanti come la truffa.
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