La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45869/2023, ha rigettato i ricorsi di due imputati condannati per furto. Il punto centrale è il valore di querela di una semplice denuncia. La Corte ha stabilito che, se dall'atto emerge chiaramente la volontà della vittima di perseguire penalmente i responsabili, la denuncia è valida come querela, anche senza l'uso di formule specifiche. I ricorsi, basati anche su altri motivi riguardanti le prove e la pena, sono stati giudicati inammissibili in quanto miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
Continua »