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Art. 380-Bis Cod. Proc. Civ.

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Norma del codice di procedura civile che regola un procedimento semplificato in Cassazione, in cui il relatore propone una definizione del caso che, se non contestata, porta a specifiche conseguenze procedurali, inclusa l'estinzione del giudizio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Procura speciale cassazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4773/2024, ha chiarito le conseguenze della presentazione di un'istanza di decisione collegiale priva della necessaria nuova procura speciale cassazione. Il caso riguardava un ricorso in materia di tasse automobilistiche. A seguito di una proposta di definizione accelerata, il difensore del ricorrente ha chiesto la decisione collegiale senza munirsi di una nuova procura ad hoc. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la mancanza di questo requisito fondamentale non porta all'estinzione del giudizio, ma alla sua definizione in conformità alla proposta originaria, con conseguente condanna del ricorrente a una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: effetti dopo la proposta 380-bis
La Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, accettata dalla controparte. La Corte ha chiarito che tale rinuncia è valida anche se interviene dopo la proposta di definizione anticipata ex art. 380-bis c.p.c., e non comporta l'applicazione di sanzioni processuali come il raddoppio del contributo unificato.
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Decreto di estinzione: istanza di sospensione non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che un decreto di estinzione del giudizio, emesso per mancata presentazione dell'istanza di decisione dopo una proposta accelerata, non è revocabile per errore di fatto se il giudice ha implicitamente valutato come irrilevante un'istanza di sospensione presentata dalla parte. L'istanza di sospensione, legata a una procedura di rottamazione, non equivale all'istanza di decisione richiesta per legge per manifestare l'interesse a proseguire il giudizio, portando alla conferma del decreto di estinzione.
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Estinzione del giudizio: silenzio dopo la proposta
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio promosso da una Cassa di Previdenza contro un professionista. La decisione si fonda sulla mancata richiesta di trattazione da parte della ricorrente entro 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione, un silenzio che la legge interpreta come rinuncia. Non si provvede sulle spese a causa del tardivo deposito del controricorso.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso in cui la società ricorrente, dopo aver ricevuto la proposta di definizione accelerata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., non ha richiesto la fissazione dell'udienza entro il termine di 40 giorni. Tale inerzia processuale viene equiparata dalla legge a una rinuncia al ricorso, comportando la chiusura del procedimento e la condanna al pagamento delle spese legali. Il caso evidenzia le conseguenze dell'inattività delle parti nel rito accelerato della Cassazione.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita al ricorso
Una concessionaria autostradale ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello. La Cassazione, tramite una proposta di decisione accelerata, ha dato 40 giorni alla ricorrente per chiedere un'udienza. Non avendolo fatto, il ricorso è stato considerato rinunciato, portando all'estinzione del giudizio e alla condanna alle spese.
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Estinzione del giudizio: il silenzio che costa caro
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in un caso civile. Un Comune, dopo aver ricevuto una proposta di decisione accelerata, non ha chiesto la prosecuzione del processo entro 40 giorni, portando alla presunzione di rinuncia al ricorso e alla condanna alle spese legali. Questo evidenzia l'importanza dei termini processuali per l'estinzione del giudizio.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Un Ente Locale ricorre in Cassazione contro una sentenza d'appello. A seguito di una proposta di decisione accelerata, l'Ente non chiede la trattazione del caso entro 40 giorni. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio per rinuncia presunta e condanna l'Ente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione giudizio Cassazione: la rinuncia tacita
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dell'inerzia del ricorrente. A seguito di una proposta di definizione anticipata del ricorso, il mancato riscontro entro 40 giorni è stato interpretato come una rinuncia tacita, portando all'estinzione del giudizio di Cassazione e alla condanna alle spese per il ricorrente, in applicazione degli artt. 380-bis e 391 c.p.c.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
Una società concessionaria di infrastrutture ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. Il consigliere delegato ha depositato una proposta di decisione accelerata. Poiché la società ricorrente non ha chiesto una decisione sull'impugnazione entro il termine di 40 giorni, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, considerando il ricorso come rinunciato e condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione giudizio: il silenzio dopo la proposta
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio promosso da un cittadino contro un Comune. La decisione si basa sulla mancata richiesta di decisione del ricorso entro 40 giorni dalla proposta di definizione, configurando una rinuncia tacita secondo l'art. 380-bis c.p.c.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso di appello a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro 40 giorni dalla comunicazione di una proposta di decisione accelerata. Tale inerzia, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso, comportando la chiusura del processo e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Un Ente Locale ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello. A seguito della proposta di decisione accelerata da parte del consigliere delegato, l'Ente non ha richiesto la decisione dell'impugnazione entro il termine di quaranta giorni. La Corte di Cassazione, applicando l'art. 380-bis del codice di procedura civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando l'Ente ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore del cittadino resistente.
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