LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Art. 2932 Cod. Civ.

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Norma che permette alla parte di un contratto preliminare non adempiuto di ottenere una sentenza che produca gli stessi effetti del contratto definitivo non concluso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Imposta di registro sentenza: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7535/2024, ha stabilito che l'imposta di registro su una sentenza che dispone il trasferimento di un immobile è dovuta anche se il provvedimento è stato impugnato. Il contribuente potrà chiedere il rimborso solo dopo che la sentenza di riforma sarà passata in giudicato. La Corte ha chiarito che il presupposto per l'applicazione dell'imposta sorge con la pubblicazione della sentenza, a prescindere dalla sua definitività, secondo quanto previsto dall'art. 37 del D.P.R. 131/1986.
Continua »
Domanda Interessi: quando il giudice non può decidere
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che aveva concesso gli interessi sul prezzo di una compravendita immobiliare in assenza di una specifica domanda interessi da parte del creditore. L'ordinanza ribadisce che, in base al principio della domanda (art. 112 c.p.c.), il giudice non può pronunciarsi su accessori del credito, come gli interessi, se non espressamente richiesti, a differenza del risarcimento del danno dove essi sono una componente intrinseca.
Continua »
Esclusione socio cooperativa: diritto all’immobile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esclusione di un socio da una cooperativa edilizia non comporta automaticamente la perdita del suo diritto a ottenere il trasferimento di proprietà dell'alloggio promesso. La Corte ha rigettato il ricorso della cooperativa, sottolineando che la questione sulla legittimazione del socio era ormai coperta da giudicato implicito, non essendo stata contestata con un ricorso incidentale nel precedente giudizio di legittimità. Di conseguenza, il rapporto contrattuale per l'acquisto dell'immobile è distinto e sopravvive a quello associativo. La sentenza conferma quindi la decisione della Corte d'Appello che ordinava il trasferimento dell'immobile previo pagamento del prezzo residuo, calcolato secondo i criteri già fissati in sede di legittimità.
Continua »
Interruzione prescrizione: il giudice decide d’ufficio
La Corte di Cassazione chiarisce che l'interruzione prescrizione di un diritto, come quello al trasferimento di un immobile, è un'eccezione rilevabile d'ufficio dal giudice. Se dagli atti emergono prove del riconoscimento del diritto da parte del debitore, il giudice deve considerarle, anche se la parte interessata non ha formalmente sollevato una controeccezione. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva ignorato le prove testimoniali in tal senso, rinviando la causa per una nuova valutazione.
Continua »
Trasferimento immobile cooperativa: prezzo vincolato
Un socio di una cooperativa edilizia ha richiesto il trasferimento di un alloggio al prezzo fissato da una convenzione pubblica. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione, con una precedente sentenza, aveva stabilito la prevalenza del prezzo convenzionato su quello di costo. La Corte d'Appello, in sede di rinvio, si è adeguata. La cooperativa ha nuovamente fatto ricorso. Con la presente ordinanza interlocutoria, la Cassazione sospende la decisione per acquisire un precedente atto processuale, ritenuto essenziale per un esame completo del caso di trasferimento immobile cooperativa.
Continua »
Accettazione del deposito: il ritiro estingue il debito
Una società venditrice, dopo aver impugnato una sentenza che la obbligava a trasferire un immobile, ha ritirato la somma depositata dalla società acquirente a titolo di prezzo. Pur avendo dichiarato di ritirare la somma 'con riserva', la Corte di Cassazione ha stabilito che tale atto costituisce una piena e incondizionata accettazione del deposito. Di conseguenza, l'obbligazione di pagamento si considera adempiuta, la condizione sospensiva per il trasferimento della proprietà avverata, e le ragioni dell'appello vengono meno. Il ritiro materiale del denaro prevale su qualsiasi riserva generica.
Continua »
Condizione meramente potestativa: imposta e sentenze
Una società venditrice ottiene una sentenza che trasferisce un terreno a una società acquirente, subordinando l'effetto al pagamento del prezzo. L'Agenzia delle Entrate richiede l'imposta di registro proporzionale immediata. La Corte di Cassazione conferma che il pagamento del prezzo è una condizione meramente potestativa ai fini fiscali, rendendo l'imposta subito dovuta. Il caso è rinviato per valutare anche una questione sull'IVA non esaminata in appello.
Continua »
Condizione mista e buona fede nel preliminare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 243/2025, interviene su un caso di contratto preliminare di compravendita immobiliare la cui efficacia era legata a una condizione mista, ovvero l'ottenimento di un finanziamento da parte del promissario acquirente. Annullando la decisione della Corte d'Appello, la Suprema Corte stabilisce che in presenza di una condizione posta nell'interesse di entrambe le parti, la controversia non può essere risolta applicando il principio generale sull'onere della prova. Il giudice deve invece accertare, in base al principio di buona fede, quale delle due parti abbia tenuto un comportamento che ha impedito l'avveramento della condizione.
Continua »
Conversione del rito: salvi i termini per la domanda
In una controversia su un contratto preliminare immobiliare, una società venditrice avvia un procedimento sommario per l'esecuzione del contratto. Successivamente, cambia domanda chiedendo il recesso. I promissari acquirenti propongono una domanda riconvenzionale per ottenere il trasferimento dell'immobile. La società eccepisce la tardività di tale domanda. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che la conversione del rito da sommario a ordinario "resetta" i termini processuali. Le preclusioni maturate nella fase sommaria non si estendono alla fase ordinaria, garantendo così il diritto di difesa del convenuto, che può validamente proporre la propria domanda riconvenzionale nei nuovi termini fissati dal giudice.
Continua »