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Art. 2051 C.C.

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Norma del Codice Civile che disciplina la responsabilità per i danni causati da cose in custodia. Il custode è responsabile a meno che non provi il caso fortuito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Caduta in condominio: Vittima imprudente, Condominio esente da colpa
Una persona è caduta sulle scale di un condominio a causa dello spegnimento improvviso della luce, chiedendo un risarcimento per i danni subiti. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo che la caduta in condominio fosse dovuta alla condotta imprudente della danneggiata, la quale non aveva considerato il timer dell'illuminazione. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso della danneggiata. Ha ribadito che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito e che la condotta della vittima ha interrotto il nesso causale, escludendo la responsabilità del condominio.
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Risarcimento danni: caduta in stabilimento balneare
Un cliente ha citato in giudizio un stabilimento balneare per un risarcimento danni a seguito di una caduta in una doccia. Il Tribunale ha riconosciuto una responsabilità concorrente al 50% tra le parti, poiché la struttura era insicura ma il cliente avrebbe dovuto usare maggiore prudenza. La sentenza analizza la coesistenza della responsabilità contrattuale e di quella per cose in custodia, riducendo l'importo del risarcimento in base alla negligenza del danneggiato.
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Danno da parti comuni: si può agire contro un solo condomino?
Un'attività commerciale e diversi privati subiscono danni da infiltrazioni provenienti da un immobile sovrastante, di proprietà di un ente pubblico nello stesso condominio. Inizialmente ottengono un risarcimento, ma la Corte d'Appello annulla la decisione, sostenendo che l'azione doveva essere intentata contro l'intero condominio. La Corte di Cassazione, ribaltando il verdetto, ha stabilito che in caso di danno da parti comuni, la vittima può citare in giudizio anche un solo condomino per l'intero importo, in virtù della responsabilità solidale.
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Responsabilità del condominio: tubature e parti private
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3064/2024, ha definito un lungo contenzioso sulla responsabilità per danni da infiltrazione. Il caso riguardava una perdita d'acqua originata da una valvola all'interno di un'unità immobiliare privata. La Corte ha stabilito che la presunzione di condominialità dell'impianto idrico non si estende alle diramazioni situate all'interno degli appartamenti dei singoli condomini. Tali porzioni sono di proprietà esclusiva e la responsabilità del condominio è esclusa. La responsabilità per i danni ricade quindi sul proprietario dell'appartamento, in qualità di custode del bene ai sensi dell'art. 2051 c.c., anche per l'omessa manutenzione, come il mancato svuotamento delle tubature in inverno.
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Responsabilità custode giudiziario: analisi Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1756/2024, ha chiarito la portata della responsabilità del custode giudiziario per i danni causati a terzi dall'immobile affidatogli. Nel caso specifico di un allagamento, la Corte ha stabilito che il custode non può essere esonerato da responsabilità sulla base di una mera ipotesi di un fatto doloso di terzi non provato. La sua posizione implica un dovere di vigilanza e controllo, la cui violazione fa scattare la responsabilità ai sensi dell'art. 2051 c.c., a meno che non fornisca la prova rigorosa del caso fortuito.
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Onere della prova caduta: Cassazione chiarisce
Una cittadina ha citato in giudizio un Comune per i danni subiti a seguito di una caduta su una strada pubblica. La sua richiesta è stata respinta in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso perché la danneggiata non ha adempiuto al suo onere della prova, non riuscendo a dimostrare il nesso causale tra la condizione della strada e la sua caduta. Un referto medico che indicava il luogo del trauma come "casa" ha ulteriormente indebolito la sua posizione.
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Risarcimento sinistro stradale e onere della prova
Un'automobilista, coinvolta in un sinistro stradale con un animale selvatico, ha citato in giudizio il gestore autostradale per ottenere il risarcimento dei danni. Il Tribunale ha accolto la richiesta per il danno non patrimoniale (biologico e morale), liquidandolo sulla base della perizia medico-legale e delle Tabelle di Milano. Tuttavia, ha respinto la domanda di risarcimento del danno patrimoniale per perdita di capacità di guadagno. La decisione sottolinea come, per ottenere il risarcimento sinistro stradale di natura economica, il danneggiato debba fornire la prova concreta di una effettiva diminuzione del reddito, non essendo sufficiente la sola dimostrazione di una ridotta capacità lavorativa.
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Danno da infiltrazioni: il nesso di causa è decisivo
Una società ha citato in giudizio un condominio per un danno da infiltrazioni, attribuendone la causa a un canale di scolo condominiale. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, confermando la decisione di primo grado. La Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) ha dimostrato che la causa più probabile del danno era un difetto di impermeabilizzazione di un lucernaio di proprietà della stessa società danneggiata, escludendo la responsabilità del condominio per assenza del nesso di causa.
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