Un imprenditore, legale rappresentante di una ditta edile, viene condannato in primo grado per aver trasportato terre e rocce da scavo e macerie edili utilizzando un automezzo non registrato all'Albo Gestori Ambientali per la propria azienda, sebbene il veicolo fosse autorizzato per un'altra ditta. L'imputato ricorre in Cassazione lamentando, tra l'altro, il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto e il decorso del tempo. La Suprema Corte accoglie il ricorso rilevando che, trattandosi di reato contravvenzionale, è decorso il termine massimo di cinque anni. Non emergendo elementi evidenti per un'assoluzione nel merito, la Corte dispone l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. La prescrizione del reato cancella così definitivamente la condanna inflitta in precedenza all'imprenditore.
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