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Arresto In Quasi Flagranza

44 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Arresto in quasi flagranza: Cassazione conferma la validità contestata
Un individuo, arrestato per rapina impropria aggravata, ha impugnato l'ordinanza di convalida, contestando l'assenza di un valido `arresto in quasi flagranza`. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che per la `quasi flagranza` non serve la percezione diretta del reato da parte della polizia, ma basta sorprendere il reo con le tracce del crimine poco dopo il fatto. L'arresto è stato ritenuto legittimo, con condanna del ricorrente alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
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Arresto in quasi flagranza: quando le tracce non bastano per la Cassazione
Un Giudice per le Indagini Preliminari non ha convalidato l'arresto di un Uomo, accusato di violenza, lesioni e reati legati agli stupefacenti. Il Giudice ha ritenuto insussistente l'Arresto in quasi flagranza. Il Pubblico Ministero ha presentato ricorso, sostenendo che la presenza di ferite fresche, una maglietta strappata e droga sul luogo indicasse chiaramente la quasi flagranza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'Arresto in quasi flagranza richiede una percezione diretta e autonoma delle tracce del reato da parte degli agenti, non basata su informazioni di terzi o indagini successive. La Corte ha confermato l'assenza di tale condizione nel caso specifico.
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Arresto in quasi flagranza: la segnalazione non basta, serve percezione diretta
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di **arresto in quasi flagranza** per tentato furto. Un soggetto era stato arrestato dalla polizia grazie alle indicazioni di un amico del titolare del cantiere, che aveva visto il reato tramite videosorveglianza e poi inseguito il presunto ladro. Il Tribunale non aveva convalidato l'arresto, ritenendo assente la flagranza o quasi flagranza. La Suprema Corte ha confermato questa decisione. Ha ribadito che la quasi flagranza richiede una percezione diretta e autonoma delle tracce del reato da parte degli agenti o un inseguimento ininterrotto, non bastando le sole informazioni fornite da terzi. Il ricorso del Pubblico Ministero è stato dichiarato inammissibile.
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Fuga dopo l’investimento: valido l’arresto in quasi flagranza
Un automobilista sanzionato per divieto di sosta aggredisce verbalmente le agenti della Polizia municipale, lancia il verbale accartocciato e investe due vigili con la propria vettura prima di fuggire. Gli operanti avviano immediate ricerche e rintracciano il fuggitivo alla guida dello stesso veicolo poco distante, eseguendo l'arresto in quasi flagranza per resistenza e lesioni aggravate. L'indagato contesta la misura cautelare sostenendo l'assenza di un inseguimento visivo diretto da parte delle forze dell'ordine. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile e conferma la validità della misura. I giudici evidenziano la continuità ininterrotta delle ricerche e il rinvenimento dell'aggressore a bordo dell'auto usata per l'investimento, condannando il ricorrente a pagare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Arresto in quasi flagranza: segnalazione non basta, Cassazione conferma
Un individuo è stato arrestato per furto aggravato, ma il Tribunale di Mantova non ha convalidato l'arresto, ritenendo assente la condizione di "quasi flagranza". L'individuazione dell'arrestato era avvenuta tramite segnalazione di un testimone, non per percezione diretta delle tracce del reato da parte della polizia. Il Pubblico Ministero ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'arresto in quasi flagranza richiede la percezione immediata e autonoma delle tracce del reato da parte di chi procede all'arresto. La semplice segnalazione non basta.
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Arresto in quasi flagranza: la fuga dopo il furto giustifica l’intervento
Un cittadino segnala un tentato furto in abitazione. La polizia interviene e sorprende un individuo vicino all'appartamento, che tenta la fuga. Il G.i.p. non convalida l'arresto, ritenendo assente la flagranza, ma dispone gli arresti domiciliari. La Procura ricorre. La Corte di Cassazione annulla la decisione del G.i.p., affermando che l'atteggiamento dell'indagato (tentativo di fuga e vicinanza al luogo del reato) configura l'arresto in quasi flagranza. L'arresto era quindi legittimo.
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Arresto in quasi flagranza illegittimo se mancano prove dirette
Le forze dell'ordine hanno bloccato un uomo vicino a tre automobili con le portiere forzate. Gli agenti hanno trovato il soggetto in possesso di strumenti da scasso compatibili con i danni ai veicoli. L'intervento è scattato solo grazie alle indicazioni fornite da alcuni testimoni sul posto. Il Tribunale ha negato la convalida dell'arresto. Il Procuratore della Repubblica ha presentato ricorso per contestare la mancata applicazione della misura precautelare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Pubblica Accusa, confermando l'illegittimità del provvedimento. L'arresto in quasi flagranza richiede la percezione diretta e autonoma degli indizi da parte della polizia, senza la mediazione di indagini immediate o dichiarazioni di terzi.
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Arresto in quasi flagranza: Cassazione ribalta il GIP sul tentato omicidio
Un Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha negato la convalida dell'arresto in quasi flagranza di un individuo accusato di tentato omicidio e detenzione illegale di arma, pur applicando la custodia cautelare. Il Pubblico Ministero ha impugnato. La Corte di Cassazione ha annullato la parte dell'ordinanza che negava la convalida. Ha stabilito che l'arresto in quasi flagranza era legittimo. La polizia aveva infatti sorpreso l'indagato poco dopo il fatto, trovando la pistola ancora fumante e ottenendo la sua ammissione. La Corte ha ribadito che la quasi flagranza sussiste quando ci sono tracce evidenti del reato e una stretta contiguità temporale con la scoperta.
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Arresto in quasi flagranza: la Cassazione conferma la legalità
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità dell'arresto in quasi flagranza di un uomo sorpreso dalle forze dell'ordine vicino a un edificio scolastico. L'indagato stava tentando di forzare un ingresso con una tenaglia e possedeva oltre 140 monete sottratte poco prima da un distributore di una scuola adiacente. Il Tribunale aveva inizialmente negato la convalida dell'arresto poiché gli agenti non avevano assistito direttamente al furto. La Suprema Corte ha riformato la decisione, chiarificando che per configurare la quasi flagranza non serve la visione diretta del reato da parte degli agenti. È sufficiente che la polizia trovi l'autore con cose o tracce evidenti del reato commesso immediatamente prima. L'ordinanza di non convalida è stata annullata senza rinvio, confermando la correttezza dell'operato della polizia.
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Arresto in quasi flagranza valido anche senza refurtiva addosso
Un testimone assiste a un furto dalla propria abitazione e allerta le forze dell'ordine fornendo la descrizione dei vestiti dei due colpevoli. Gli agenti rintracciano subito i due complici. La perquisizione trova la refurtiva addosso a uno solo dei due individui. Il secondo complice impugna la convalida della misura cautelare, sostenendo l'illegittimità del fermo per assenza di refurtiva sulla propria persona. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso e conferma la validità del provvedimento. I giudici stabiliscono che l'arresto in quasi flagranza è pienamente legittimo se gli abiti corrispondono alla descrizione del testimone e i soggetti hanno agito in concorso, rendendo il possesso dei beni rubati comune a entrambi.
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Arresto in quasi flagranza: furto ed evasione dai domiciliari
Un uomo sottoposto a detenzione domiciliare si allontana dalla propria abitazione e ruba lo smartphone a un conoscente. La vittima riconosce il ladro e allerta le forze dell'ordine. Gli agenti rintracciano l'indagato presso la sua abitazione circa trenta minuti dopo il fatto, trovandolo in possesso del telefono rubato. Il Tribunale nega la convalida della misura precautelare, escludendo l'urgenza e la flagranza. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Pubblico Ministero e dichiara pienamente legittimo l'arresto in quasi flagranza. I giudici chiariscono che il possesso immediato della refurtiva dimostra sia il furto appena commesso sia l'avvenuta evasione.
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Arresto in quasi flagranza valido anche con inseguimento privato
Un cittadino ha sorpreso due individui mentre danneggiavano auto in sosta tagliando gli pneumatici. Il testimone ha contattato le forze dell'ordine e ha pedinato i responsabili senza perderli di vista fino all'arrivo degli agenti, che hanno proceduto al fermo. Il giudice di merito non ha convalidato la misura, ritenendo assente la pericolosità sociale e lo stato di flagranza diretta. Il Pubblico Ministero ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso, stabilendo la piena legittimità dell'arresto in quasi flagranza. La Corte ha chiarito che il pedinamento ininterrotto da parte del privato costituisce un valido inseguimento e che la gravità del fatto giustifica la misura anche per soggetti incensurati.
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Arresto in quasi flagranza: valido anche senza prove addosso
Due uomini forzano il portone di un condominio per svaligiare un appartamento. I condomini allertano la polizia. All'arrivo degli agenti, il primo uomo viene bloccato sulle scale con arnesi da scasso, mentre il secondo uomo viene sorpreso fermo nel cortile davanti al portone forzato, ma senza addosso strumenti delittuosi. Il Tribunale convalida solo l'arresto del primo. La Cassazione, accogliendo il ricorso del Pubblico Ministero, stabilisce che anche per il secondo uomo è legittimo l'arresto in quasi flagranza. La sua presenza sul posto, unita alla segnalazione immediata e ai segni di scasso, costituisce una traccia inequivocabile del reato, rendendo irrilevante l'esito negativo della perquisizione personale.
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Arresto in quasi flagranza: legittimo anche se i ladri fuggono
Due passanti notano due soggetti armeggiare vicino a un negozio a Ventimiglia e allertano la polizia. All'arrivo della pattuglia, i sospettati fuggono ma vengono inseguiti e fermati presso un distributore con arnesi da scasso. Il GIP non convalida l'arresto per tentato furto, ritenendo interrotto il nesso temporale. La Cassazione annulla la decisione del GIP, stabilendo che l'arresto in quasi flagranza è legittimo se l'inseguimento inizia subito dopo il reato grazie alla percezione dei testimoni e della polizia, anche se l'arresto avviene dopo ricerche ininterrotte. Viene invece confermata la mancata convalida per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, ritenuto di lieve entità.
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Arresto in quasi flagranza: tentato furto all’Ordine di Malta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna arrestata per tentato furto di gioielli nella sede del Sovrano Ordine di Malta a Roma. La difesa contestava la legittimità della misura, sostenendo l'insussistenza dell'arresto in quasi flagranza poiché gli agenti non avevano assistito direttamente al fatto. Contestava inoltre il mancato avviso al difensore di fiducia e la giurisdizione italiana sulla sede dell'Ordine. La Suprema Corte ha confermato la validità dell'arresto, precisando che la quasi flagranza richiede solo il collegamento immediato e univoco tra il reo e le tracce del reato. Ha inoltre chiarito che il tentativo telefonico di contattare il difensore di fiducia è sufficiente e che la sede dell'Ordine di Malta non gode di extraterritorialità penale.
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Arresto in quasi flagranza: legittimo anche senza vista diretta
Due soggetti vengono sorpresi da militari dell'esercito mentre appiccano il fuoco ad alcuni rifiuti. I militari interrompono l'azione e chiamano i Carabinieri, che intervengono immediatamente con i roghi ancora attivi. I Carabinieri arrestano la donna sul posto e l'uomo, fuggito poco prima, in una cantina vicina con un accendino. Il Tribunale non convalida l'arresto escludendo la flagranza perché i Carabinieri non hanno assistito direttamente alla condotta. La Cassazione accoglie il ricorso del Procuratore, stabilendo che per l'arresto in quasi flagranza non serve la percezione diretta del reato da parte della polizia giudiziaria, ma basta l'immediata percezione delle tracce del reato e il loro collegamento inequivocabile con l'indiziato. L'arresto viene quindi dichiarato legittimo.
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Arresto in quasi flagranza: valido anche con refurtiva restituita
Due persone sono state fermate dall'addetto alla sicurezza di un negozio subito dopo aver superato le barriere antitaccheggio con due tablet nascosti in una busta schermata. Il vigilante le ha trattenute fino all'arrivo della polizia. Il Tribunale non ha convalidato l'arresto, ritenendo insussistente la flagranza poiché la refurtiva era già stata restituita prima dell'arrivo degli agenti. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Procuratore, stabilendo che si configura l'arresto in quasi flagranza quando l'inseguimento e il trattenimento sono avviati dal privato nell'immediatezza del fatto e la polizia, giunta sul posto, constata direttamente le tracce del reato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza, dichiarando legittimo l'arresto.
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Arresto in quasi flagranza: legittimo anche senza tracce fisiche
Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'ordinanza del Tribunale che non aveva convalidato l'arresto di tre soggetti indagati per lesioni e danneggiamento aggravato. Il Tribunale aveva escluso l'arresto in quasi flagranza basandosi solo sull'assenza materiale di tracce fisiche del reato al momento dell'arrivo della pattuglia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la quasi flagranza sussiste quando il collegamento tra l'indiziato e il reato emerge in modo inequivocabile dalle prime e immediate indagini della polizia giudiziaria, come il rinvenimento di un machete e le dichiarazioni testimoniali raccolte sul posto. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio il provvedimento, confermando la legittimità dell'arresto.
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Arresto in quasi flagranza: legittimo anche dopo l’appostamento
I carabinieri scoprono 70 grammi di eroina e 25 grammi di cocaina nascosti nella vegetazione. Decidono di appostarsi in attesa del colpevole. Poco dopo, L'Indagato si presenta nel luogo del nascondiglio per recuperare la sostanza stupefacente e viene immediatamente fermato, confessando la proprietà della droga. Il Giudice per le indagini preliminari nega la convalida dell'arresto, ritenendo insussistente la flagranza. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Procuratore della Repubblica, stabilendo che l'appostamento continuo della polizia giudiziaria subito dopo la scoperta del reato configura pienamente l'arresto in quasi flagranza. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla senza rinvio l'ordinanza del giudice, dichiarando l'arresto del tutto legittimo.
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Arresto in quasi flagranza: valido anche se la polizia non vede
Un uomo danneggia un'auto con una pietra da due chili e minaccia una donna. Allertati da una testimone tramite il 112, i Carabinieri intervengono in pochissimi minuti. Sul posto trovano l'indagato, corrispondente alla descrizione fisica, mentre discute animatamente con il marito della vittima, accanto alla pietra e all'auto danneggiata. Il Tribunale non convalida l'arresto, ritenendo insufficiente la percezione autonoma della polizia. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Pubblico Ministero, stabilendo che l'arresto in quasi flagranza è pienamente legittimo se gli agenti percepiscono immediatamente le tracce del reato e il loro inequivocabile collegamento con il sospettato, senza necessità di assistere direttamente all'azione criminosa. L'ordinanza viene annullata senza rinvio.
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