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Arnesi Da Scasso

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Strumenti come grimaldelli o chiavi modificate il cui possesso è ingiustificato e che sono tipicamente usati per commettere furti o altri reati contro il patrimonio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Possesso di arnesi da scasso e ricettazione: condanna confermata
L'Imputato è stato ritenuto responsabile dei reati di ricettazione di due macchine fotografiche e possesso di arnesi da scasso, in quanto trovato in possesso di due piedi di porco e di un attrezzo a forma di T. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa. I giudici hanno confermato la qualificazione degli strumenti quali arnesi da scasso per definizione. Inoltre, la Suprema Corte ha ritenuto corretto il diniego delle circostanze attenuanti generiche. Tale decisione si fonda sui precedenti penali dell'imputato e sulla mancanza di elementi positivi di ravvedimento. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Porto abusivo di armi: la condanna colpisce anche i passeggeri
Tre passeggeri di un'auto, già noti alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio, sono stati fermati a bordo di un veicolo intestato a un prestanome. Durante la perquisizione, gli agenti hanno rinvenuto un coltello di venticinque centimetri nascosto sotto il sedile e diversi arnesi da scasso. I tre non hanno saputo giustificare la loro presenza sul veicolo né il possesso degli oggetti. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei mesi di arresto per concorso in porto abusivo di armi e possesso ingiustificato di grimaldelli. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei passeggeri, ritenendo inverosimile che ignorassero la presenza del coltello nell'abitacolo, condannandoli anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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No alle circostanze attenuanti generiche per il recidivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato a dieci mesi e venti giorni di reclusione per violazione delle norme sull'immigrazione. L'imputato contestava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e l'applicazione della recidiva. I giudici hanno confermato la correttezza della pena inflitta nei precedenti gradi di giudizio, evidenziando la pericolosità sociale dell'uomo. Quest'ultimo, infatti, vantava numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio ed evasione, ed era stato sorpreso di notte a bordo di un'auto con arnesi da scasso. La Suprema Corte ha ritenuto irrilevante il percorso di disintossicazione avviato dall'uomo ai fini della riduzione della pena, condannandolo anche al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso contro patteggiamento: l’accordo firmato non si cancella
L'Imputato ha proposto un ricorso contro patteggiamento per contestare la sentenza del Tribunale che applicava la pena concordata per furto pluriaggravato e possesso di arnesi da scasso. Il ricorrente lamentava la mancanza di motivazione sull'assenza di elementi per il proscioglimento immediato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge limita rigidamente i motivi di impugnazione delle sentenze di patteggiamento a vizi sulla volontà dell'imputato, difformità tra richiesta e decisione, errore di qualificazione giuridica o illegalità della pena. Poiché il motivo sollevato non rientrava in queste categorie, il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di quattromila euro alla Cassa delle ammende.
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Diniego Attenuanti Generiche: Precedenti Penali Pesano di Più
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego delle attenuanti generiche a un individuo condannato per possesso ingiustificato di arnesi da scasso. La decisione si basa sulla personalità negativa dell'imputato, gravato da numerosi precedenti penali specifici e recenti, e sull'obiettiva gravità della condotta. I giudici hanno ribadito un principio fondamentale: per ottenere uno sconto di pena non basta non avere precedenti, ma servono elementi positivi concreti che in questo caso mancavano del tutto. La sentenza sottolinea come il diniego attenuanti generiche sia legittimo quando la valutazione complessiva del reo e del reato è sfavorevole.
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Arnesi da scasso in auto: condannato anche se non funzionanti
Un uomo con precedenti per reati contro il patrimonio viene condannato per il possesso ingiustificato di arnesi da scasso trovati nella sua automobile. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo il suo ricorso. Il principio di diritto stabilito è fondamentale: per questo specifico reato, non è necessario provare che gli attrezzi siano perfettamente funzionanti. La colpevolezza deriva dalla combinazione di due fattori: avere precedenti specifici e il possesso di tali strumenti senza una valida giustificazione. L'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento di una sanzione.
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Forbici in tasca: condannato per possesso di arnesi da scasso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per possesso ingiustificato di arnesi da scasso. L'imputato era stato trovato con un paio di forbici in un luogo pubblico senza una valida ragione. Secondo i giudici, anche oggetti di uso comune come le forbici possono rientrare nella categoria degli strumenti da scasso se il loro possesso non è supportato da una giustificazione plausibile. La mancanza di una spiegazione logica è stata l'elemento decisivo per la condanna. L'esito finale è stato il rigetto del ricorso e la conferma della pena, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali.
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Tentato Furto e Precedenti Mafiosi: No alle Attenuanti Generiche
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di non concedere le attenuanti generiche a un uomo condannato per tentato furto in abitazione. I giudici hanno ritenuto corretta la valutazione della Corte d'Appello, che aveva negato lo sconto di pena a causa di elementi negativi significativi. Tra questi, le modalità pianificate del reato (ora notturna, volto travisato, uso di guanti e arnesi da scasso) e, soprattutto, i gravi precedenti penali dell'imputato, inclusi reati specifici e per associazione mafiosa. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna dell'uomo al pagamento delle spese e di una sanzione.
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