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Appello Incidentale — Anno 2025

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110 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Appello Incidentale

Provvedimenti

Azione revocatoria: prova per presunzioni sufficiente
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha accolto un'azione revocatoria contro l'acquirente di un immobile. La sentenza stabilisce che la consapevolezza del terzo acquirente di pregiudicare le ragioni del creditore ('scientia damni') può essere validamente provata tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come un prezzo anomalo e una dilazione di pagamento ingiustificata, anche in assenza di un legame diretto tra venditore e acquirente.
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Conflitto di interessi medico: Cassazione inflessibile
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare di un mese di sospensione a un medico dirigente per detenzione di quote in una società privata. La sentenza sottolinea che, in materia di conflitto di interessi medico, la mera potenzialità del contrasto è sufficiente a integrare la violazione, essendo l'obiettivo della norma quello di prevenire, e non solo reprimere, tali situazioni. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi di ricorso del medico, ribadendo importanti principi processuali sull'onere dell'appello incidentale e sulla valutazione della buona fede e proporzionalità della sanzione.
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Motivi assorbiti: come riproporli in appello
Una società e i suoi soci vincono in primo grado contro alcuni avvisi di accertamento fiscale. In appello, la Commissione Tributaria Regionale considera erroneamente rinunciate le loro difese (i cosiddetti motivi assorbiti) perché non proposte con appello incidentale. La Corte di Cassazione interviene, chiarendo che per la parte totalmente vittoriosa è sufficiente la semplice riproposizione delle questioni. La sentenza viene quindi cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Deducibilità costi: onere della prova e omessa pronuncia
La Corte di Cassazione interviene sul tema della deducibilità costi, chiarendo l'onere della prova a carico del contribuente. Una società immobiliare si era vista contestare costi di ammortamento. La Corte ha ritenuto sufficiente la documentazione contabile prodotta per dimostrare l'inerenza e l'esistenza dei costi. Tuttavia, ha cassato la sentenza di secondo grado per un vizio procedurale: l'omessa pronuncia sull'appello incidentale proposto dall'Agenzia delle Entrate, rinviando il caso per un nuovo esame su quel punto specifico.
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Giudicato interno: quando una decisione diventa finale?
La Corte di Cassazione ha stabilito che se un giudice di primo grado si pronuncia esplicitamente sulla tempestività di un ricorso, e tale pronuncia non viene impugnata nei termini, si forma un giudicato interno. Di conseguenza, la questione non può più essere riesaminata in appello, anche se la controparte solleva la questione con un appello incidentale tardivo. Il caso è stato rinviato al giudice d'appello per l'esame del merito.
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Legittimazione passiva: Regione esclusa dal debito TPL
Una società di trasporto pubblico ha citato in giudizio una Regione per ottenere il pagamento di contributi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che, a seguito di una legge regionale del 2011, la competenza e la titolarità passiva del debito sono state trasferite ai Comuni capoluogo. Pertanto, la Regione non ha più legittimazione passiva in queste cause, anche se continua a calcolare i fabbisogni e a trasferire i fondi.
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Collazione ereditaria: detrazione migliorie e appello
In una causa di divisione ereditaria, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla collazione ereditaria. La richiesta del donatario di detrarre il valore delle migliorie apportate all'immobile donato non costituisce un'eccezione in senso stretto, ma una semplice difesa. Di conseguenza, può essere sollevata in qualsiasi momento del processo, anche in appello, e il giudice può rilevarla d'ufficio. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile il motivo di gravame per mancanza di specificità, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Responsabilità gestore impianto sportivo: il caso
Un golfista veniva infortunato da un altro giocatore durante una partita. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che stabiliva la responsabilità gestore impianto sportivo in solido con il giocatore che ha materialmente causato il danno. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso delle associazioni sportive, ribadendo che la gestione di un campo da golf può essere qualificata come attività pericolosa e che la mancata adozione di idonee misure di sicurezza fonda una corresponsabilità del club nella causazione dell'evento dannoso.
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Giudicato interno: l’appello e i suoi limiti
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del potere del giudice d'appello. Se un punto della sentenza di primo grado, come la motivazione di un avviso di accertamento, non viene specificamente impugnato, su di esso si forma un giudicato interno che impedisce una nuova valutazione. Nel caso specifico, un contribuente aveva ottenuto l'annullamento parziale di un accertamento bancario in appello, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione perché la questione della motivazione dell'atto era già stata decisa e non contestata tramite appello incidentale.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. Il caso riguardava un avviso di accertamento per IRAP e IRPEF a carico di un'impresa edile. La Corte ha stabilito che la decisione dei giudici di merito era viziata sia nel confermare la tassazione di un ricavo, basandosi solo sulla data di emissione della fattura, sia nel negare la deducibilità di alcuni costi, ignorando le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate sulla competenza temporale. L'ordinanza sottolinea che una motivazione è apparente, e quindi invalida, quando non permette di comprendere l'iter logico-giuridico seguito dal giudice, come accaduto in questo caso sia a danno del contribuente che dell'erario.
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