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Antistatario

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369 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Equa riparazione compensi avvocato: i limiti minimi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino riguardante la liquidazione delle spese legali in un procedimento di equa riparazione. La Suprema Corte ha stabilito che i compensi professionali non possono essere liquidati al di sotto dei minimi previsti dalle tabelle ministeriali, includendo obbligatoriamente la fase di trattazione anche qualora non sia stata svolta una specifica attività istruttoria.
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pensione anticipata invalidità: il limite dell’80%
La Corte d’Appello ha confermato il diritto di una lavoratrice alla pensione anticipata invalidità, avendo raggiunto la soglia dell'80%. Nonostante le contestazioni dell'ente previdenziale sulla natura dell'invalidità (specifica vs generica) e su errori metodologici della perizia iniziale, i giudici hanno ribadito che rileva l'invalidità civile generica e che il complesso delle patologie accertate garantisce l'accesso al beneficio pensionistico.
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Equa riparazione Pinto: indennizzo nel fallimento
La Corte d'Appello ha accolto l'opposizione di un creditore che si era visto negare l'equa riparazione Pinto per l'eccessiva durata di un fallimento. Il tribunale ha chiarito che l'incapienza del fallimento e la mancanza di solleciti da parte del creditore non escludono il diritto all'indennizzo per il danno non patrimoniale subito a causa dei tempi biblici della giustizia.
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Riammissione ruolo dirigenziale: la sentenza
Una docente, già dirigente scolastica, ha ottenuto la riammissione ruolo dirigenziale dopo essere tornata temporaneamente all'insegnamento per ragioni familiari. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione di primo grado, stabilendo che la normativa non limita il numero di passaggi tra i ruoli né restringe il concetto di ruolo di provenienza.
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Carta Docente precari: il diritto dei supplenti
La Corte d'Appello di Venezia ha riconosciuto il diritto di una docente a tempo determinato a beneficiare della Carta Docente precari per un valore totale di 1.500 euro. La decisione riforma la sentenza di primo grado, precisando che l'onere di provare la fuoriuscita del docente dal sistema scolastico spetta all'Amministrazione, una volta accertata l'iscrizione nelle graduatorie all'avvio della causa.
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Carta del docente: diritto anche per i precari
La Corte d'Appello di Venezia ha riconosciuto il diritto di una docente precaria a ottenere il beneficio della Carta del docente per tre anni scolastici, per un totale di 1.500 euro. La sentenza di primo grado aveva negato il diritto per mancanza di prova della permanenza nel sistema scolastico, ma i giudici d'appello hanno stabilito che spetta alla pubblica amministrazione dimostrare l'eventuale fuoriuscita del docente dalle graduatorie.
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Equa riparazione per la durata del fallimento
La Corte d'Appello di Venezia ha riconosciuto il diritto all'equa riparazione a una società creditrice coinvolta in un fallimento durato oltre nove anni. Superato il termine ragionevole di tre anni, è stato liquidato un indennizzo per il danno non patrimoniale subito a causa dei ritardi della giustizia.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
Una cittadina ha richiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un errore materiale in una precedente ordinanza. La Corte aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore del suo avvocato, che si era dichiarato antistatario. La Cassazione ha accolto il ricorso, riconoscendo l'omissione come una mera disattenzione emendabile. Di conseguenza, ha corretto la precedente ordinanza, specificando che le spese legali liquidate a carico dell'ente previdenziale devono essere versate direttamente al difensore.
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Correzione errore materiale: avvocato e spese legali
La Corte di Cassazione interviene per una correzione di errore materiale su una propria ordinanza. L'errore consisteva nell'aver disposto la distrazione delle spese legali in favore di un avvocato che non aveva partecipato al giudizio, anziché ai legali che avevano effettivamente difeso la parte e richiesto la distrazione. La Corte ha accolto l'istanza, rettificando il dispositivo e indicando i corretti avvocati beneficiari.
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Correzione errore materiale: come funziona in Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale in un suo precedente provvedimento. L'errore consisteva nell'omissione di una delle parti controricorrenti e della mancata statuizione sulla distrazione delle spese in favore del legale antistatario. La Corte ha chiarito che, anche su semplice istanza di parte, può attivare d'ufficio il procedimento di correzione previsto dall'art. 391-bis c.p.c., sanando le omissioni per garantire la corretta attribuzione dei diritti processuali.
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Errore revocatorio: quando non sussiste secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32119/2023, ha chiarito i limiti dell'errore revocatorio. Nel caso esaminato, un contribuente aveva ottenuto l'annullamento di avvisi di accertamento per gli anni 2006-2007. La Commissione Tributaria Regionale aveva basato la sua decisione su un documento di annullamento in autotutela relativo a un'annualità diversa (2014). Successivamente, la stessa Commissione aveva revocato la propria sentenza, ritenendo di essere incorsa in un errore di fatto. La Cassazione ha annullato questa seconda decisione, specificando che non si trattava di un errore revocatorio, ma di una valutazione di merito, seppur sintetica. L'errore revocatorio sussiste solo per una svista percettiva su un fatto decisivo, non per un'errata valutazione delle prove.
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Distrazione spese: la correzione per errore materiale
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. Una sentenza aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali a favore del difensore di una società, sebbene quest'ultimo si fosse dichiarato antistatario. L'ordinanza in esame accoglie il ricorso per correzione, stabilendo che la mancata indicazione della distrazione delle spese è un'omissione che rientra tra gli errori materiali correggibili. La Corte ha quindi ordinato l'integrazione del dispositivo della sentenza originaria, specificando che le spese liquidate devono essere versate direttamente al legale.
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Correzione errore materiale: spese all’avvocato
La Cassazione ha stabilito che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese in favore del difensore costituisce un vizio sanabile tramite la procedura di correzione errore materiale. In un caso tra un istituto di credito e l'Amministrazione Finanziaria, la Corte ha corretto una propria precedente ordinanza, aggiungendo la clausola che dispone il pagamento diretto dei compensi legali all'avvocato, come da richiesta tempestivamente formulata.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
Un avvocato chiede la correzione di un'ordinanza che, pur condannando l'Amministrazione Finanziaria al pagamento delle spese, ometteva la pronuncia sulla distrazione delle spese in suo favore. La Cassazione accoglie l'istanza, qualificando l'omissione come errore materiale e disponendo la correzione del provvedimento originario, senza necessità di un'impugnazione.
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Correzione errore materiale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale in una sua precedente sentenza. La decisione ha riguardato due aspetti: l'eliminazione di una frase che attribuiva erroneamente le spese legali direttamente al difensore della parte civile e la rettifica del nome di un imputato. La Corte ha chiarito che tali modifiche non incidono sulla sostanza della decisione originale, ma ripristinano la correttezza formale del provvedimento.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una propria ordinanza. Il caso riguardava l'erronea distrazione delle spese a favore di un avvocato estraneo al giudizio e l'incorretta quantificazione degli esborsi. L'ordinanza chiarisce i presupposti per la correzione, definendo l'errore materiale come una divergenza evidente tra il pensiero del giudice e la sua espressione scritta, percepibile 'ictu oculi'. La Corte ha accolto il ricorso, eliminando l'errata statuizione e rettificando la voce di spesa, ribadendo inoltre che il procedimento di correzione non prevede condanna alle spese.
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Distrazione delle spese: la correzione d’ufficio
La Corte di Cassazione ha corretto d'ufficio un proprio precedente provvedimento per un errore materiale. Aveva omesso di disporre la distrazione delle spese a favore del legale della parte vittoriosa, nonostante questi ne avesse fatto esplicita richiesta. La Corte ha chiarito che tale dimenticanza costituisce un errore materiale sanabile con una procedura di correzione, senza necessità di ulteriori statuizioni sulle spese del procedimento di correzione stesso, in quanto avviato d'ufficio.
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Distrazione spese legali: attestazione collegio
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di correzione di un'ordinanza per omessa pronuncia sulla distrazione spese legali. La Corte ha chiarito che, in presenza di un collegio difensivo, è necessaria un'attestazione che confermi che nessuno degli avvocati ha riscosso gli onorari. Tale attestazione deve riferirsi a tutti i difensori presenti al momento della decisione, anche se alcuni si sono aggiunti in un secondo momento. In assenza di tale documento, l'omissione non costituisce un errore materiale correggibile.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge l’errore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10509/2024, ha corretto un proprio precedente provvedimento che aveva omesso di pronunciarsi sulla richiesta di distrazione delle spese legali a favore dell'avvocato antistatario. La Corte ha stabilito che tale omissione costituisce un errore materiale sanabile con l'apposita procedura di correzione e che la richiesta può essere validamente formulata anche nella memoria conclusiva depositata prima della decisione.
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Correzione errore materiale: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione interviene con un'ordinanza per una correzione errore materiale, rettificando un precedente provvedimento che aveva omesso di indicare uno dei due avvocati come beneficiario della distrazione delle spese legali. La Corte ha riconosciuto l'omissione e ha disposto che le spese venissero liquidate in favore di entrambi i legali, come originariamente richiesto.
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