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Antistatari

28 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Aggettivo che qualifica gli avvocati che, avendo anticipato le spese del giudizio per il proprio cliente, chiedono al giudice che il pagamento delle stesse, in caso di vittoria, sia effettuato direttamente a loro favore dalla parte soccombente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Equa riparazione fallimento: guida al risarcimento
La Corte d'Appello ha riconosciuto un indennizzo per equa riparazione fallimento a un creditore coinvolto in una procedura durata oltre trent'anni. Poiché il termine ragionevole per un fallimento complesso è stimato in sei anni, il superamento di ventiquattro anni ha dato diritto a un risarcimento di 9.600 euro, calcolato su 400 euro per ogni anno di ritardo.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di errore materiale relativa a una precedente ordinanza che aveva omesso la distrazione delle spese in favore dei legali. Nonostante la richiesta fosse stata correttamente formulata nel controricorso, il dispositivo finale non riportava l'ordine di pagamento diretto ai difensori antistatari. La Suprema Corte ha confermato che tale mancanza costituisce un errore meramente formale, sanabile tramite la procedura prevista dall'articolo 391-bis del codice di procedura civile, disponendo l'integrazione del testo originale.
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Tempo tuta: diritto al compenso per infermieri
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del personale infermieristico alla remunerazione del tempo tuta, ovvero il tempo impiegato per indossare e dismettere la divisa da lavoro. La controversia nasce dal ricorso di un'Azienda Sanitaria contro la sentenza d'appello che riconosceva ai dipendenti il pagamento di tale intervallo temporale. La Suprema Corte ha chiarito che, se la vestizione è imposta da esigenze di igiene e sicurezza, essa rientra nell'orario di lavoro effettivo. Il ricorso dell'ente è stato rigettato poiché le operazioni di vestizione precedevano l'ingresso in reparto e seguivano l'uscita, rendendo il tempo impiegato meritevole di compenso secondo i parametri del contratto collettivo nazionale.
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Distrazione spese omessa: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33759/2023, ha stabilito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese in favore del difensore costituisce un errore materiale. Due avvocati avevano richiesto la correzione di una precedente sentenza che, pur condannando la controparte al pagamento delle spese legali, aveva omesso di disporne la distrazione in loro favore. La Corte ha accolto il ricorso, specificando che il rimedio corretto è la procedura di correzione dell'errore materiale, più rapida ed efficiente rispetto a un'impugnazione ordinaria, e ha rettificato il dispositivo della sentenza originale.
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Distrazione delle spese: errore materiale e correzione
La Corte di Cassazione corregge un proprio precedente provvedimento per un errore materiale. L'ordinanza originale aveva liquidato le spese legali in favore della parte vittoriosa, omettendo di disporre la distrazione delle spese direttamente in favore dei suoi avvocati, che si erano dichiarati antistatari. Con il nuovo provvedimento, la Corte rettifica l'errore, ordinando che le somme siano pagate direttamente ai difensori che ne avevano anticipato i costi.
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Perequazione pensione: quale regolamento si applica?
Un pensionato ha citato in giudizio la sua cassa di previdenza privata per ottenere una perequazione pensione più favorevole, basata su un vecchio regolamento. Il Tribunale del Lavoro ha respinto la domanda, chiarendo che per l'adeguamento della pensione si applicano le normative in vigore al momento della rivalutazione, non quelle del pensionamento. La sentenza ribadisce l'autonomia degli enti previdenziali nel modificare tali meccanismi per garantire l'equilibrio finanziario.
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Correzione errore materiale: guida alla procedura
La Corte di Cassazione ha ordinato la correzione di un errore materiale in un decreto di estinzione. Il provvedimento originale indicava erroneamente un solo resistente e ometteva la distrazione delle spese legali. La Corte ha rettificato il decreto, specificando che le spese, liquidate in 2.900 euro, devono essere pagate a ciascuna delle due parti resistenti e distratte a favore dei loro difensori antistatari, chiarendo il potere del giudice di agire anche d'ufficio per la correzione errore materiale.
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Distrazione delle spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente sentenza per un errore materiale. Aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in favore dei difensori della società vittoriosa, nonostante la richiesta fosse stata ritualmente avanzata. La Corte ha ribadito che tale omissione si corregge con la procedura per errore materiale e non con un'impugnazione, ordinando di aggiungere la clausola di distrazione alla sentenza originale.
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Distrazione spese: come correggere l’omissione?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione spese legali non richiede un'impugnazione, ma può essere sanata tramite la più rapida procedura di correzione di errore materiale. Nel caso di specie, i legali di una società vittoriosa contro l'Amministrazione Finanziaria avevano richiesto la distrazione, ma la sentenza non l'aveva disposta. La Corte ha accolto l'istanza di correzione, affermando che questo rimedio garantisce maggiore rapidità e rispetta il principio della ragionevole durata del processo, consentendo ai difensori di ottenere celermente un titolo esecutivo per i propri compensi.
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Debito ereditario: la responsabilità del singolo erede
Una società creditrice ottiene un decreto ingiuntivo contro i presunti eredi di un debitore. Tutti, tranne uno, rinunciano all'eredità. Il Tribunale annulla il decreto perché emesso in solido e non pro quota. La Corte d'Appello riforma la decisione, chiarendo che in presenza di un unico erede, questi risponde per l'intero debito ereditario. La sentenza analizza la trasformazione del giudizio di opposizione e la responsabilità dell'unico successore.
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Distrazione delle spese: la correzione della Cassazione
La Corte Suprema di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. Nello specifico, era stata omessa la statuizione sulla distrazione delle spese legali a favore dei difensori della parte vittoriosa, che si erano dichiarati antistatari. La Corte, riconoscendo la svista, ha disposto la correzione dell'ordinanza, specificando che le spese liquidate devono essere pagate direttamente agli avvocati. La decisione ribadisce l'importanza della procedura di correzione per sanare imprecisioni che non intaccano la sostanza del giudizio.
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Correzione errore materiale: la guida completa
Un contribuente vince contro l'Agenzia fiscale, ma la Corte omette la distrazione delle spese a favore dei legali. A seguito della richiesta di correzione errore materiale, la Cassazione rinvia la decisione per garantire il contraddittorio, imponendo la notifica dell'istanza alla controparte.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze sulle spese legali
Un lavoratore, dopo aver impugnato il proprio licenziamento fino alla Corte di Cassazione, decide di effettuare una rinuncia al ricorso. La società datrice di lavoro non accetta la rinuncia, chiedendo la condanna alle spese. La Suprema Corte dichiara estinto il giudizio ma, chiarendo la natura dell'atto, condanna il lavoratore a pagare le spese legali del procedimento. La decisione sottolinea che la rinuncia al ricorso in Cassazione è efficace anche senza accettazione e, in tal caso, non esclude la condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso dell'Agenzia delle Entrate a causa di una rinuncia al ricorso, sebbene non notificata alla controparte. La Corte ha ritenuto che tale atto, pur non estinguendo il processo, dimostra un sopravvenuto difetto di interesse a proseguire, condannando l'ente al pagamento delle spese legali data l'originaria infondatezza dell'appello.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
La Corte di Cassazione ha corretto un proprio decreto di estinzione del giudizio per un errore materiale. L'errore consisteva nella mancata previsione della distrazione delle spese legali a favore dei difensori dei contribuenti, i quali si erano dichiarati antistatari. La Corte ha riconosciuto che l'omissione era una mera svista e ha disposto la modifica del dispositivo per includere la liquidazione diretta delle spese agli avvocati, sottolineando l'importanza di tale istituto a tutela del professionista.
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Correzione errore materiale: spese legali all’avvocato
Un privato cittadino, vittorioso in un giudizio di Cassazione contro un ente locale, aveva ottenuto la condanna della controparte al pagamento delle spese legali. Tuttavia, la Corte aveva omesso di disporre la "distrazione" di tali spese direttamente in favore dei suoi avvocati, che ne avevano fatto richiesta. Attraverso un ricorso per correzione errore materiale, gli avvocati hanno ottenuto l'integrazione dell'ordinanza. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, specificando che questo è il rimedio corretto per tale tipo di omissione.
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Indennizzo iure proprio: Eredi e ritardi processuali
La Corte di Cassazione interviene sul diritto degli eredi a ottenere un indennizzo per l'eccessiva durata di un processo. Confermato il doppio diritto al risarcimento: quello ereditato ('iure hereditatis') per il ritardo subito dal defunto, e quello personale ('indennizzo iure proprio') per il periodo successivo al loro ingresso nel giudizio. La Corte ha inoltre annullato una decurtazione immotivata dell'indennizzo applicata dalla corte territoriale, stabilendo i criteri corretti per la liquidazione.
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Correzione errore materiale: la Cassazione chiarisce
La Corte Suprema di Cassazione interviene con un'ordinanza per la correzione di un errore materiale contenuto in un precedente provvedimento. L'errore riguardava l'erronea liquidazione e distrazione dei compensi professionali in favore di un collegio difensivo, senza distinguere le fasi processuali di competenza di ciascun legale. La Corte ha rettificato la decisione, specificando l'attribuzione dei compensi per le diverse fasi del giudizio, assicurando così una corretta ripartizione in base all'effettiva attività svolta da ogni avvocato.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
Un professionista in pensione ha citato in giudizio la sua Cassa di previdenza privata per contestare il 'contributo di solidarietà' trattenuto sulla sua pensione. Il Tribunale ha dichiarato illegittima la trattenuta, riaffermando che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, richiede una specifica base legislativa e non può essere istituito unilateralmente dalla Cassa, neanche per garantire l'equilibrio finanziario. L'ente è stato condannato a restituire le somme trattenute.
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Ernia discale malattia professionale: la sentenza
Una lavoratrice ha citato in giudizio un ente previdenziale per ottenere il riconoscimento di un'ernia discale come malattia professionale. Il Tribunale, avvalendosi di una consulenza tecnica e di prove testimoniali, ha accertato il nesso causale tra le mansioni di movimentazione carichi svolte dalla ricorrente e la patologia. Di conseguenza, ha condannato l'ente a corrispondere un indennizzo per un'inabilità del 10%, oltre a interessi e spese legali.
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