La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore e della Moglie, i cui beni erano stati oggetto di sequestro e successiva confisca. Un precedente giudizio della Cassazione aveva già annullato la decisione del Tribunale di Catanzaro per mancanza di motivazione. Il Tribunale, in un nuovo giudizio, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il rigetto del dissequestro, ritenendo che le condanne definitive precludessero ulteriori valutazioni. La Cassazione ha annullato nuovamente questa decisione, ribadendo che il Tribunale non aveva adeguatamente motivato sulla legittimità sequestro beni, in particolare sulla sproporzione tra i beni e i redditi, sul perimetro temporale e sul nesso di pertinenza tra i beni e i reati contestati. Il caso torna al Tribunale per un nuovo esame.
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