La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale per il reato di tentato omicidio a carico di un soggetto che, dopo una violenta escalation, ha colpito ripetutamente al capo la vittima con una chiave inglese. Nonostante l'esclusione della premeditazione, i giudici hanno ravvisato il dolo nella progressione criminosa e nella micidialità dei colpi inferti in zone vitali. Tuttavia, la sentenza è stata annullata limitatamente alla quantificazione del risarcimento danni, poiché il giudice di merito aveva liquidato forfettariamente 25.000 euro senza distinguere tra danni patrimoniali documentati e danni morali, violando l'obbligo di motivazione specifica per le diverse voci di danno.
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