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Anatocismo — Anno 2026

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112 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Anatocismo

Provvedimenti

Divieto di anatocismo: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione interviene su un caso di garanzia bancaria e interessi, stabilendo un principio cruciale sul divieto di anatocismo. Con l'ordinanza in esame, la Corte ha chiarito che il divieto di calcolare interessi su interessi, introdotto dalla Legge di Stabilità 2014, è diventato immediatamente operativo senza la necessità di attendere una successiva delibera attuativa del CICR. La decisione della Corte d'Appello, che sosteneva la tesi opposta, è stata quindi annullata con rinvio per una nuova valutazione del caso.
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Onere della prova contratti bancari: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni correntisti contro un istituto di credito, ribadendo un principio fondamentale: l'onere della prova nei contratti bancari spetta a chi agisce in giudizio. I ricorrenti, pur lamentando la nullità di diverse clausole contrattuali (usura, anatocismo), non hanno prodotto i contratti in tribunale. La Corte ha stabilito che, senza il documento contrattuale, è impossibile verificare la fondatezza delle accuse, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto le domande per mancata prova.
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Onere della prova: produrre il contratto bancario
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente addebitate su un conto corrente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'onere della prova di produrre il contratto spetta al cliente quando questi contesta la mancanza di specifiche clausole scritte, e non l'esistenza stessa del contratto. La mancata produzione del documento ha reso impossibile la rideterminazione del saldo.
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Cessione in blocco: come provare la titolarità del credito
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro la sentenza della Corte d'Appello. Il caso verteva su un'opposizione a decreto ingiuntivo per un debito bancario. I motivi principali del ricorso riguardavano il difetto di legittimazione della società cessionaria del credito, la validità della documentazione per la prova del credito e l'applicazione delle norme sulla capitalizzazione trimestrale. La Corte ha ritenuto i motivi generici e in parte volti a un riesame del merito, ribadendo che per contestare una Cessione in blocco non basta una critica generica alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma occorre specificare perché tale prova sarebbe insufficiente.
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Specificità motivi appello: quando l’atto è valido
Una cliente contesta in Cassazione la sentenza d'appello, sostenendo la mancanza di specificità dei motivi d'appello della banca. La Suprema Corte rigetta il ricorso, affermando che l'appello era ammissibile perché le censure erano pertinenti alle questioni di usura e determinatezza degli interessi affrontate dal Tribunale, rispettando il requisito della specificità dei motivi d'appello.
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Mutuo solutorio: quando è valido per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un mutuo solutorio, ovvero un finanziamento concesso da una banca per estinguere un debito preesistente del cliente. Nel caso specifico, i mutuatari avevano contratto il prestito per coprire un'esposizione debitoria originata da un errore in un bonifico. La Corte ha stabilito che l'eventuale comportamento scorretto della banca nella fase precontrattuale può generare un diritto al risarcimento, ma non causa la nullità del contratto di mutuo. È stata inoltre confermata la validità della 'traditio', ovvero la consegna del denaro, anche quando le somme vengono accreditate su un conto corrente con saldo passivo e immediatamente utilizzate per ripianare il debito, poiché ciò costituisce comunque una disponibilità giuridica per il mutuatario.
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Onere della prova fido bancario: la Cassazione decide
Una banca ricorre in Cassazione dopo una condanna a rimborsare un correntista. Il ricorso è rigettato. La Suprema Corte conferma che, in presenza di indizi su un'apertura di credito, l'onere della prova per dimostrare la natura solutoria dei versamenti (e quindi la loro prescrizione) grava sulla banca, non sul cliente. Viene inoltre ribadita la possibilità di provare un fido anche in assenza di un contratto scritto, basandosi su elementi presuntivi.
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Commissione massimo scoperto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni fideiussori che contestavano la validità di contratti bancari per anatocismo, usura e illegittima applicazione della commissione di massimo scoperto. La Corte ha stabilito che, per i rapporti antecedenti al 2010, la commissione di massimo scoperto deve essere confrontata separatamente con la propria soglia specifica e non sommata al Tasso Effettivo Globale (TEG) ai fini della verifica dell'usura. Gli altri motivi del ricorso sono stati ritenuti inammissibili o infondati per carenza di specificità e mancato confronto con la ratio della decisione impugnata.
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Ricorso improcedibile: onere della prova e notifica
Una società ha presentato ricorso in Cassazione in una controversia bancaria. La Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile a causa di un vizio di forma: la mancata produzione della relata di notifica della sentenza d'appello. Questa omissione ha impedito di verificare il rispetto del termine breve per impugnare. La Corte ha inoltre sottolineato, in via subordinata, che le doglianze della società erano comunque generiche e infondate nel merito, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Mutuo solutorio: la Cassazione ne conferma la validità
Un istituto di credito ha concesso un prestito a una società, garantito da un privato, con lo scopo specifico di ripagare un debito precedente (un mutuo solutorio). La Corte d'Appello aveva considerato questo accordo non come un vero prestito, ma come una semplice rinegoziazione del debito. La Corte di Cassazione, richiamando una recente e fondamentale sentenza delle Sezioni Unite, ha annullato questa decisione. Ha stabilito che un mutuo solutorio è un contratto perfettamente valido, che si perfeziona nel momento in cui la somma viene messa a disposizione legale del debitore, anche se viene immediatamente utilizzata per saldare un debito preesistente con lo stesso creditore. Il caso è stato quindi rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Onere della prova banca: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 854/2026, si è pronunciata su un complesso caso di diritto bancario. La Corte ha chiarito l'onere della prova a carico della banca nella richiesta di pagamento di un saldo debitore, specialmente in presenza di conti accessori come i 'conti anticipi'. È stato ribadito che la banca deve produrre tutti gli estratti conto sin dall'inizio del rapporto per giustificare la propria pretesa, senza poter addossare al cliente la prova della formazione del debito. La sentenza affronta anche temi cruciali come l'anatocismo, l'usura e la prescrizione delle rimesse bancarie.
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Fideiussione omnibus: ricorso inammissibile e tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società e dei suoi fideiussori contro un istituto di credito. Il caso riguardava un'opposizione a un decreto ingiuntivo per un debito su conto corrente. La Suprema Corte ha respinto tutte le censure, inclusa quella sulla nullità della fideiussione omnibus, a causa di motivi procedurali come la tardività delle eccezioni, la genericità delle contestazioni e la mancata allegazione di prove decisive nei tempi corretti.
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