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Amnistia

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'amnistia (dal greco , amnestía, "dimenticanza") è una causa di estinzione del reato e consiste nella rinuncia, da parte dello Stato, a perseguire determinati reati. Si tratta di un provvedimento generale di clemenza, ispirato, almeno originariamente, a ragioni di opportunità politica e pacificazione sociale. Mentre l'amnistia estingue il reato, che quindi è come non fosse stato commesso, l'indulto estingue solo la pena.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Applicazione dell’indulto tra rigetto e annullamento
Un uomo condannato per vecchi reati contro il patrimonio ha promosso un incidente di esecuzione per ottenere l'estinzione della pena o l'applicazione dell'indulto e dell'amnistia su condanne risalenti agli anni Ottanta. La Corte di Appello ha respinto l'istanza ritenendo la pena imprescrittibile per recidiva e i reati esclusi dai benefici di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del condannato e ha annullato il provvedimento con rinvio. I giudici di legittimità hanno accertato una grave confusione tra i requisiti dell'amnistia e quelli dell'indulto, oltre alla mancata valutazione del vincolo di continuazione tra i reati e delle condizioni per la revoca dei benefici.
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Estinzione della pena concorrente: no ai benefici senza clemenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Il Condannato contro la decisione del Giudice per le indagini preliminari. Il ricorrente chiedeva l'applicazione dei benefici previsti per l'estinzione della pena concorrente ai sensi dell'articolo 184 del codice penale. La Suprema Corte ha chiarito che la riduzione o l'estinzione della pena detentiva temporanea per il reato concorrente richiede che la pena principale dell'ergastolo sia stata precedentemente estinta per effetto di amnistia, indulto o grazia. Non sussistendo tali presupposti nel caso di specie, l'istanza è stata ritenuta manifestamente infondata. Di conseguenza, Il Condannato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Valutazione professionalità magistrati e massoneria
Un magistrato in pensione ha impugnato la delibera del CSM che lo dichiarava non idoneo alla valutazione per funzioni direttive superiori. La decisione si basava su precedenti sanzioni disciplinari legate all'affiliazione alla massoneria e a una vicenda penale per appropriazione indebita. Dopo il rigetto del TAR e del Consiglio di Stato, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che la valutazione professionalità magistrati può legittimamente includere fatti storici, anche se risalenti, come indici della personalità e del prestigio del magistrato, senza che ciò costituisca un'invasione della giurisdizione ordinaria o penale.
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Revoca indulto de plano: annullata senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza con cui un Tribunale aveva disposto la revoca di indulto e amnistia con una procedura "de plano", ovvero senza udienza. Questa procedura, secondo la Corte, costituisce una violazione del diritto di difesa, comportando la nullità assoluta del provvedimento. La decisione sulla revoca indulto de plano deve sempre avvenire nel contraddittorio delle parti.
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Estinzione pena ergastolo: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37511/2024, ha chiarito i presupposti per l'estinzione delle pene temporanee in caso di condanna all'ergastolo. Il ricorso di un detenuto, che chiedeva l'estinzione delle pene accessorie avendo scontato oltre 30 anni, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito che il requisito fondamentale per l'applicazione dell'art. 184 c.p. è la previa estinzione della pena dell'ergastolo per effetto di un provvedimento di clemenza (amnistia, indulto o grazia), presupposto non verificatosi nel caso di specie.
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Reato di mercenariato: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di mercenariato a carico di un cittadino straniero che aveva combattuto nel conflitto in Donbass. La Corte ha stabilito che, per la legge italiana, è sufficiente la percezione di qualsiasi vantaggio economico, anche minimo, per configurare il reato, a differenza delle convenzioni internazionali che richiedono una remunerazione nettamente superiore a quella dei soldati regolari. Rigettati anche i motivi di appello basati sulla presunta applicabilità degli Accordi di Minsk e sulla carenza di giurisdizione italiana.
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Prescrizione pena: quando decorre con revoca indulto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava indulto e amnistia concessi decenni prima. Il caso verteva sulla corretta individuazione del momento da cui far decorrere la prescrizione pena. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla data in cui diventa irrevocabile la sentenza per il nuovo reato che causa la revoca del beneficio, e non dal successivo provvedimento del giudice dell'esecuzione. Di conseguenza, le pene in questione erano ormai prescritte.
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Sospensione condizionale: no alla terza concessione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta. Il punto chiave della decisione riguarda il diniego della sospensione condizionale della pena, poiché il ricorrente ne aveva già beneficiato due volte in passato. La Corte chiarisce che né l'amnistia né la riabilitazione ottenute per i precedenti reati possono consentire la concessione di un terzo beneficio.
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