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Ammortamento

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155 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ammortamento costi ricerca: la scelta è irrevocabile
Una società aveva optato per l'ammortamento quinquennale dei costi di ricerca. A seguito del fallimento del progetto, ha tentato di dedurre il residuo in un unico esercizio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la scelta iniziale per l'ammortamento costi ricerca è una dichiarazione di volontà vincolante e irrevocabile, che non può essere modificata successivamente.
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Deduzione costi di ricerca: la scelta è irrevocabile
Una società ha tentato di dedurre in un unico esercizio i costi di ricerca residui di un progetto fallito, dopo aver scelto un piano di ammortamento quinquennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la scelta iniziale sulla deduzione costi di ricerca è irrevocabile. La decisione ribadisce che il contribuente non può modificare la strategia fiscale adottata (ius variandi) anche in presenza di un cambiamento delle circostanze.
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Costi pluriennali: come dedurli per beni di terzi
Una società aveva dedotto in cinque anni i costi per un impianto antincendio su un immobile in affitto. La Corte di Cassazione ha stabilito che per i costi pluriennali su beni di terzi, l'ammortamento non deve seguire una durata fissa, ma deve basarsi sulla vita utile residua del bene, avendo come limite massimo la durata residua del contratto di locazione. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Spese di manutenzione straordinaria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 7658/2025, ha confermato la legittimità della deduzione delle spese di manutenzione straordinaria sostenute da una società per l'ampliamento e l'ammodernamento di un immobile. L'Amministrazione Finanziaria riteneva che si trattasse di costi per una nuova costruzione, da ammortizzare a un'aliquota inferiore. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che, trattandosi di interventi su un edificio preesistente, la società aveva correttamente applicato la normativa che consente una deduzione più rapida di tali costi, confermando così un importante principio a favore delle imprese che investono in ristrutturazioni significative.
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Deducibilità ammortamento: le regole della Cassazione
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha stabilito che per la deducibilità ammortamento dei beni aziendali non è sufficiente provarne l'utilizzo nell'attività d'impresa. È necessario dimostrare anche il rispetto dei criteri di sistematicità civilistici e dei coefficienti fiscali. La Corte ha ribaltato una decisione di merito, sottolineando che l'onere della prova grava interamente sul contribuente, che deve indicare analiticamente i costi e giustificare il processo di ammortamento seguito.
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Giudicato esterno tributario: limiti e applicazione
Una società farmaceutica ha contestato diverse rettifiche fiscali relative alla deducibilità dei costi di ammortamento. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha stabilito che una decisione definitiva su un anno d'imposta crea un **giudicato esterno tributario** vincolante per gli anni successivi, qualora riguardi fatti con efficacia pluriennale come l'ammortamento. Viene così superato il principio di autonomia dei periodi d'imposta in presenza di elementi strutturali e permanenti della tassazione.
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Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile?
Un contribuente, dopo aver ricevuto contributi regionali per la ristrutturazione di un immobile destinato ad agriturismo, contesta un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate sul corretto ammortamento dei costi. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, propone ricorso in Cassazione. Successivamente, comunica la volontà di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, pur rilevando che la rinuncia non è stata formalmente notificata alla controparte, dichiara l'inammissibilità sopravvenuta del ricorso, ritenendola un'indicazione chiara del venir meno dell'interesse alla decisione.
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Deducibilità immobili professionali e limiti temporali
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della deducibilità dei costi immobili per uso professionale. La Corte ha confermato la detraibilità dell'IVA per la costruzione di una pertinenza, basandosi sul principio dell'uso effettivo del bene, anche se catastalmente abitativo. Tuttavia, ha negato la deducibilità delle quote di ammortamento per la stessa pertinenza, poiché costruita al di fuori della finestra temporale (2007-2009) prevista da una specifica norma agevolativa, chiarendo che non si tratta di semplici spese incrementative.
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Rivalutazione beni: limiti al calcolo ammortamento
Una recente sentenza della Cassazione affronta il tema della rivalutazione beni d'impresa. Il caso riguardava una società che, dopo aver rivalutato i propri macchinari, calcolava l'ammortamento sommando il costo storico originario all'incremento di valore. L'Agenzia delle Entrate ha contestato questo metodo, sostenendo che creasse una duplicazione di costi. La Corte ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che la base per il calcolo dell'ammortamento post-rivalutazione è costituita unicamente dal nuovo 'valore corrente' del bene, senza alcuna sommatoria con il costo precedente.
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Deduzione ammortamenti affitto azienda: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19653/2025, ha confermato il diritto alla deduzione degli ammortamenti per una società concedente in un contratto di affitto di ramo d'azienda. Il caso verteva sulla validità di una clausola contrattuale che, in deroga al Codice Civile, poneva a carico della società concedente l'onere di conservare l'efficienza dei beni. L'Agenzia Fiscale contestava tale deduzione, sostenendo che altre clausole trasferissero di fatto i costi di manutenzione agli affittuari. La Corte ha stabilito che la deroga era legittima e che le spese di manutenzione ordinaria, a carico degli affittuari, non contraddicevano l'obbligo del concedente di mantenere l'efficienza strutturale del compendio aziendale, legittimando così la deduzione degli ammortamenti.
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Agevolazione Tremonti Ambiente: No alla doppia deduzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 18918/2025, ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società del settore energetico. Il caso riguarda l'agevolazione Tremonti Ambiente per un impianto fotovoltaico. La Corte ha stabilito che se un'impresa deduce integralmente il costo dell'investimento con il metodo incrementale, non può anche dedurre le quote di ammortamento negli anni successivi, poiché ciò creerebbe una duplicazione illegittima del beneficio fiscale. Inoltre, ha ribadito che, trattandosi di un aiuto di Stato, il calcolo dei costi ammissibili deve escludere i vantaggi e i costi operativi, in linea con la normativa europea.
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Deduzione ammortamenti: chi deduce in affitto d’azienda?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il locatore (concedente) di un ramo d'azienda può legittimamente effettuare la deduzione ammortamenti sui beni aziendali, a condizione che nel contratto sia presente un'esplicita deroga alla disciplina del Codice Civile. Questa deroga deve attribuire al locatore l'onere di conservare l'efficienza dell'organizzazione e degli impianti. La Corte ha chiarito che la validità di tale clausola non è inficiata dalla presenza di altre pattuizioni che pongono a carico dell'affittuario le spese di manutenzione ordinaria, in quanto si tratta di due tipologie di costi ben distinte.
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Valore avviamento: limiti all’accertamento fiscale
Una società si è vista contestare dall'Agenzia delle Entrate il valore di avviamento dichiarato nell'acquisto di un ramo d'azienda, con conseguente riduzione della quota di ammortamento deducibile. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19115/2025, ha accolto il ricorso della società. Ha stabilito che l'Amministrazione finanziaria non può ridurre il valore dell'avviamento basandosi su criteri presuntivi previsti per l'accertamento con adesione, ma deve fornire prove specifiche, gravi, precise e concordanti per dimostrare che il valore dichiarato sia eccessivo.
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Elusione fiscale e operazioni societarie: la Cassazione
Con la sentenza n. 34750 del 31/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. V, ha chiarito importanti principi in materia di elusione fiscale. Il caso riguardava una complessa operazione societaria (fusione e conferimento d'azienda) che, secondo l'Agenzia delle Entrate, era priva di valide ragioni economiche e finalizzata a ottenere vantaggi fiscali indebiti. La Corte ha confermato la natura elusiva dell'operazione, negando la deducibilità di ammortamenti derivanti dalla rivalutazione di un marchio e chiarendo che, in caso di conferimento, solo la società ricevente può dedurre gli ammortamenti per l'intero anno.
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Ammortamento titoli al portatore: la procedura
Un cittadino subisce il furto di due polizze di pegno al portatore. Segue la procedura di legge, presentando denuncia all'istituto emittente e successivo ricorso in Tribunale. Il Giudice, verificata la tempestività e la fondatezza della richiesta, accoglie il ricorso. Viene dichiarato l'ammortamento dei titoli al portatore, riconoscendone l'inefficacia e autorizzando l'istituto a rilasciare un duplicato dopo 90 giorni dalla pubblicazione del decreto, in assenza di opposizioni.
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